

Double face!
Anche al Dallara di Bologna non ci siamo smentiti, con il cervellotico approccio alla gara letteralmente sbagliato. Siamo entrati in campo con la testa vuota, che forse pesava ancora sulla gara di martedì, tant’è che erano passati una manciata di secondi e a momenti consegnavamo le redini della gara ai felsinei. Ma come ci capita da un po’, quello spavento non ci ha fatto reagire con il giusto piglio e dopo poche decine di minuti la frittata è stata compiuta. Il solito disastroso e inconcludente Luis Enrique s’è fatto soffiare, direi ingenuamente, la palla in una zona nevralgica del campo da Pobega, che non s’è fatto pregare per scartare il sontuoso regalo, con i nerazzurri che giocavano alle belle statuine, dandogli il là per concludere a rete e segnare la rete del vantaggio. E Bisseck perché non è intervenuto? Mistero! Quel solito brutto inizio di gara ha sicuramente dei colpevoli, ma ricercarli non è difficile, perché nel corso del primo tempo sono stati diversi i giocatori sotto tono. Certo, Luis Enrique con il suo errore marchiano è il capro espiatorio, anche se nel secondo tempo qualcosina in più l’ha fatta. Ma ci sono anche altri giocatori fuori dai soliti canoni; mi riferisco principalmente a Zielinski, che passeggiava letteralmente in campo senza dare quella spinta necessaria a tutta la manovra nerazzurra. In sostanza, un primo tempo giocato dai ragazzi in cui non hanno giocato bene; la squadra non era messa bene in campo, sbagliando le distanze tra i reparti e affrontando situazioni con troppa superficialità che non può permettersi. Eravamo troppo lunghi, poco lucidi, lenti e, in sintesi, incapaci di proporre il proprio gioco. Fortunatamente, in un lampo, come un fulmine a ciel sereno, arriva l’unico lancio fatto da Barella, con un cross alla perfezione in area dove si è fatto trovare pronto Thuram, insaccando imparabilmente di testa in rete il pallone del pareggio che ha prodotto, nel proseguo della gara, specie nella ripresa, la consapevolezza di giocare al meglio tutt’altra gara. Si è notato subito che negli spogliatoi c’è stata la strigliata di Chivu; la squadra ha iniziato la ripresa con altro piglio e con più consapevolezza dei propri mezzi. Complice un Thuram straordinario, che si è caricato la squadra sulle spalle, lottando e combattendo in una disputa monumentale, fino a che è stato in campo si è vista la differenza. L’unico neo che non è dipeso assolutamente da lui è stata l’ammonizione, non sicuramente voluta, in quanto il fallo di Darmian è stato più evidente da non essere sancito da un dormiente e saccente Doveri. A proposito, dov’eri per non aver visto palesemente quel fallo? Ma la cosa cervellotica è che non è stato neanche segnalato dagli omini che comodamente guardavano altro a Lissone, caricando l’incolpevole Marcus di un giallo che non avrebbe sicuramente meritato. La cosa che mi fa letteralmente ribrezzo è ciò che scrivono taluni giornalai, in primis sul Corriere dello Sport, che ribadisco, sono giornali che non servono neanche da mettere nei pollai per preservare dagli escrementi delle galline. Stamattina, commentando quel fattaccio, hanno dato un 5,5 come voto all’arbitro, con la motivazione che forse il giallo era spropositato per un fallo da rigore che non c’era. Questi davvero non si vergognano! Fortunatamente, in questo secondo tempo, il Bologna non ha creato alcun problema né pericolo, tant’è che la nostra difesa ha svolto ordinaria amministrazione, dando il là alla squadra di continuare a sciorinare gioco come a fare. Sicuramente i cambi hanno reso tutto più facile, con un Carlos Augusto davvero in palla, capace di segnare la rete dopo appena una manciata di secondi dall’entrata in campo e poi di agevolare la rete del 3 a 1 a Bonny in maniera splendida, evidenziando però anche la bellissima giocata di Mhikitaryan in suo favore in un perfetto corridoio con un no-look fantastico. Certo, tutto è bene ciò che finisce bene, ma ci sono degli appunti da fare al riguardo; su tutti, è l’approccio mentale che ultimamente è assolutamente sbagliato. Forse crediamo di essere i più bravi; sicuramente in Italia lo siamo, ma questo atteggiamento nelle competizioni europee lo paghi. (Brugge docet). Possibile che non si riesca a trovare il giusto equilibrio nei vari reparti? È risaputo che il mondiale, per chi l’ha partecipato, prosciuga risorse importanti; per questo motivo ci sono giocatori che al momento risultano molto più in palla di altri. Tra questi, l’esempio principe è Carlos Augusto, che in soli 49 secondi s’è fatto trovare pronto confezionando la terza rete stagionale, in un mix di brillantezza fisica, prontezza mentale e voglia di vincere: in tre parole, MVP assolutamente meritato. Se poi si vuol dare un po’ di riposo a Calhanoglu, perché non dare nel contempo spazio a Stankovic, che è l’alter ego del turco? Ci sono situazioni imprescindibili che urgono di valutazioni di merito. Nella faretra di mister Chivu ci sono tante frecce che necessitano di essere sferrate se si vogliono raggiungere determinati obiettivi; diversamente, si fanno quelle figuracce a cui vogliamo sicuramente fare a meno, tipo il martedì di Champions. Bisogna riflettere perché ancora non è tutto perduto, ma bisogna essere coerenti: tutto dipende, e al momento appare più che mai evidente, da noi! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

