Inter Club Fano


Uno spettacolo indegno!!!


Scritto Da il 2/Feb/2026

Uno spettacolo indegno!!!

Mi dispiace davvero tanto dover iniziare questo mio solito commento post gara con un fatto alquanto increscioso e direi quantomai indegno. Mi viene dal profondo dell’anima l’unica esternazione possibile: questi non sono tifosi, ma criminali! Non si può mettere a repentaglio una vita umana con un’azione del genere e poi contro un essere umano, un bravo ragazzo qual è Emil Audero, che tra l’altro è stato con noi nella stagione della vittoria della seconda stella. Per colpa di un solo idiota, da quel che raccontano i mass media, tutto viene messo a repentaglio con una conseguenza che potrebbe rivelarsi davvero letale: giocare senza tifosi lo scontro diretto, in casa, contro i non colorati di Torino. Quell’atto sconsiderato può costarci tantissimo, in considerazione del fatto che un altro portiere, non Audero, che ha prontamente tranquillizzato tutti senza fare alcuna scena da commediante, oppure altre società, avrebbero cavalcato l’onda e, con un eventuale ricorso, per carità sacrosanto, le conseguenze di uno 3 a 0 a tavolino sarebbero state davvero concrete. In tutto ciò, chi chiede giustizia non è la Cremonese, bensì i “tifosotti” delle altre squadre, che commentano sui social con post davvero cervellotici, farciti da esternazioni palesi che fuoriescono da alcuna sostanza intellettiva naturale, ma che sanno sempre più di acclarata frustrazione; là dove non arrivano con il gioco dei loro club, le loro gioie le trovano altrove, cercando di fomentare le masse con sollecitazioni che non stanno né in cielo né in terra! Mi sarebbe piaciuto commentare solamente l’ennesima vittoria fatta con un gioco bello a vedersi, pulito in ogni azione e pratico per i primi 45 minuti, per poi amministrare il resto della gara. Invece è accaduto tutt’altro. Però voglio comunque menzionare due trascinatori: sugli scudi il capitano, il vero trascinatore di questa squadra, insieme a un Zielinski fantastico; il centrocampista polacco è divenuto l’anima di questa squadra, quel giocatore ammirato in terra partenopea e rinato finalmente agli ordini di mister Chivu. Ribadisco il mio dissenso e rammarico; sono certo che è comune al vero tifoso nerazzurro, che ama questi colori senza alcuna prerogativa se non altro vedere la squadra lottare e vincere, tifando con quell’entusiasmo sano e genuino, ma quando capitano questi episodi, tutto viene messo in discussione. Da tifoso e amante dell’Inter, mi vergogno di questo assurdo gesto; non c’è alcuna spiegazione logica in una gara, sino a quel momento bella e corretta, senza il benché minimo dubbio che potesse indurre a tali conseguenze. Il bel calcio, lo spettacolo pallonaro, merita tanto altro; la gente per bene lo sa. Questi episodi non hanno colore quando avvengono, ne paghiamo le conseguenze tutti noi che amiamo questo sport, e in primis i giocatori che in campo danno tutto, aiutati e spinti dalle esortazioni provenienti dagli spalti, per l’unico fine possibile: la vittoria! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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Dallo sconforto all’esaltazione!

La strana serata di campionato infrasettimanale, di un venerdì che aveva tutti i connotati per incrementare il nostro vantaggio in classifica. Bisognava mettere fieno in cascina, in attesa degli scontri diretti della domenica; invece, per la prima mezz’ora pareva essere in diretta con la trasmissione televisiva “Scherzi a Parte”. In venti e passa minuti abbiamo fatto tutto noi, con delle giocate cervellotiche ci siamo fatti male da soli; in breve, abbiamo fatto il più classico degli harakiri, dando la possibilità ai toscani del doppio vantaggio. A Gilardino e company non pareva vero tutti questi regali, manco fossimo in pieno clima natalizio; eppure erano avanti di due reti, i cui complici erano l’indifendibile Sommer e altri suoi compagni che hanno fatto una frittata clamorosa. A tal proposito, mi chiedo: ha senso avere in panchina un giovane portiere che, quando è stato chiamato in causa, ha sempre fatto bene? Mistero! Chivu allora si è reso conto che qualcosa andava cambiato, così al 34′ del primo tempo ha tolto l’inconsistente Luis Enrique, sempre oggetto misterioso, facendo entrare uno strepitoso Dimarco. Con questa sostituzione la partita è cambiata radicalmente, con più costrutto e con una spinta maggiore sulle fasce, mettendo sulla destra Carlos Augusto, che il suo l’ha fatto e anche bene, pur non essendo quella la sua zona di competenza. I ragazzi hanno iniziato a giocare come sanno, spingendo più che mai sull’acceleratore, con la consapevolezza che bisogna ribaltare lo status quo che ci vedeva sotto. Azioni concitate e in una di queste è arrivato il fallo di mano in area pisana con il conseguente rigore. Altra annotazione: ogni qualvolta c’è qualcosa che ci vede protagonisti, c’è sempre da attendere l’ok dalla sala Var; devono scandagliare e fare le pulci, come si dice in gergo, a tutti gli episodi. Così, dopo qualche minuto, un paio direi, finalmente s’è potuto battere il calcio di rigore trasformato da Zielinski, ritornato ad essere quel giocatore che tutti avevamo ammirato in terra partenopea. Ovviamente, la nostra sete di vittoria non s’è appagata; volevamo tanto altro di più. Con azioni belle e manovrate, tutto è stato ribaltato e, nel giro di 8 minuti, abbiamo consacrato il nostro predominio con il sorpasso per 3 a 2 sui pisani increduli. La ripresa ci ha visto ancora più che mai protagonisti, creando innumerevoli azioni che il bravo Scuffet ha sventato con belle parate. Con il vantaggio acquisito e la libertà di palleggio che ci è stata concessa, i ragazzi hanno dato dimostrazione di poter esagerare, così è stato. Abbiamo dovuto attendere quasi dieci minuti dalla fine per ammirare le altre tre perle incastonate in questa importantissima vittoria: il tiro al volto di un preziosissimo Dimarco, la bellissima azione in solitaria di Bonny e la rete di testa di un insolito Mkhitaryan. Si dirà che tutto è bene ciò che finisce bene, certamente, ma bisogna fare tesoro di questa partita, finita in goleada certamente, ma perché avevamo di fronte una squadra dal basso contenuto tecnico. In altre circostanze non bisogna concedere questi bonus così gratuiti; dobbiamo avere ora più che mai la concentrazione massima, consci che queste sbavature altre squadre non te le perdonano. Abbiamo scalato una montagna, grazie al nostro consolidato gioco e tasso tecnico, avendo dei ragazzi in squadra che ora più che mai fanno la differenza in campo, ma scherzare con le coronarie dei tifosi no, non è il caso. Siamo passati da una delusione massima, nei primi venti e passa minuti, all’esaltazione nell’arco di otto minuti del primo tempo e alla consacrazione meritata, nella maniera assoluta, negli ultimi dieci minuti. Nel mezzo non c’è stato nulla che ci ha intimorito; Sommer non ha fatto una parata degna di questo nome, al contrario del portiere avversario che ha avuto la sua bella gatta da pelare. Queste sono le partite che nascondono un’insidia particolare, ti fanno cadere nello sconforto. Per fortuna non abbiamo mai mollato, consapevoli del nostro valore e di quello che volevamo raggiungere. Ora testa alla partita di mercoledì. La Champions quest’anno non è stata benevola nei nostri confronti; certo, dopo quattro gare avevamo ben 12 punti, ma poi tutto s’è arenato miserabilmente, per colpa nostra ma anche per fattori esterni non dipendenti. Le sconfitte con Atletico Madrid e Liverpool gridano vendetta; avremmo sicuramente meritato di più, anche un punticino a gara. Ora eravamo a 14 e potevamo tentare di rientrare tra le prime otto. Va bene, vuol dire che quest’anno doveva andare così. Ci toccherà, indipendentemente dal risultato in terra germanica, fare altre due gare dei playout. Vedremo se avremo anche forza e fiato per proseguire in una manifestazione che ci sta vedendo protagonisti da qualche anno. Ci vuole carattere e voglia; noi ne abbiamo da vendere, perché siamo l’Inter, il resto non conta! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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Sono queste le vittorie di squadra!

Una delle rare occasioni in cui giochiamo alle 15:00, ma era necessario affrontare questa gara con il piglio giusto e guadagnandoci un meritato riposo, visto che tra poco più di 72 ore avremo, forse, la madre di tutte le gare: quella contro l’Arsenal in Champions. Questo pomeriggio abbiamo giocato davvero bene per oltre 30 minuti del primo tempo e gran parte della ripresa, concedendo poco o nulla alle zebrette friulane; di contro, abbiamo come nostro solito sprecato tanto, finalizzando una piccola percentuale di quello che abbiamo prodotto. In un’azione fantastica, s’è visto tutto lo spessore di quello che i ragazzi sono capaci di fare in campo: un gioco fluido e indirizzato verso la migliore scelta per finalizzare. È accaduto nei piedi di Lautaro al terzo minuto, conclusione parata dal portiere avversario; fortunatamente s’è poi riscattato, finalizzando successivamente la bellissima sponda di Pio Esposito, con un dribbling in area e con un preciso esterno destro ha insaccato. Davvero un bel goal per come è stato finalizzato, ancorché per la trama con cui è stata costruita. Per tutta la gara, il nostro portiere s’è limitato a svolgere ordinaria amministrazione, mai impegnato severamente; in buona sostanza, un pomeriggio rilassato per Sommer. Siccome il calcio non è mai una scienza esatta, capita sovente che, sprechi tante occasioni lasciando magari una sola occasione agli avversari che la capitalizzano al massimo, rischiando così di vanificare quello di buono che avevi creato in precedenza. Ecco perché gli ultimi minuti sono stati un po’ di sofferenza, se non altro per un risultato che era in bilico, con un solo goal di scarto. Ma, tutto sommato, i ragazzi hanno continuato a giocare senza mollare un centimetro, cercando degli alleggerimenti per tenere lontano il pallone dalla nostra area. Chivu, nelle sue direttive, ha concluso la gara con un’impostazione difensiva davvero inusuale, rispondente al mister dell’Udinese che ha messo in campo tutte le proprie bocche di fuoco, che puntualmente si sono scontrate con il muro eretto dalla retroguardia nerazzurra a protezione del prezioso vantaggio maturato sin a quel momento. Considerando che in Friuli ha battuto il muso anche i campioni d’Italia, possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo prodotto quest’oggi, consolidando sempre più un primato in classifica meritato. La gara odierna ha visto ancora una volta di scena un arbitro che, per alcuni tratti della gara, diciamo nel secondo tempo, non s’è capito realmente il motivo per il quale ha fatto determinate scelte. Mi riferisco al fallo fischiato a Carlos Augusto con relativo cartellino giallo, del tutto inventato, per il solo motivo che il nostro giocatore, e si vede a occhio nudo, interviene nettamente sul pallone, in maniera pulita, senza toccare l’avversario. Certo è un’inezia, ma se non ci si rende conto di queste prese di posizione, allora è perfettamente inutile discutere di arbitri capaci e non; oggi Dibello, per lunghi tratti della gara, non lo è stato. Fortunatamente, questi errori palesi non hanno prodotto nulla di irreparabile, quindi torniamo a casa con tre punti preziosi, riprendendoci quello che ci hanno sottratto all’andata, con la vista chiara e inequivocabile e più che mai positiva verso il prossimo obiettivo, la gara di martedì. Archiviato il turno di campionato, ora testa alla forte squadra inglese, capolista con un discreto vantaggio sulla seconda in classifica. La forza di questa squadra è risaputa; speriamo di ottenere lo stesso risultato dello scorso anno che ci vide trionfare, seppur in sofferenza. Nella formazione dello scorso anno mancheranno due pedine fondamentali: Calhanoglu e Dumfries; però, in contraltare, per fortuna non c’è Taremi, bensì la coppia Lautaro e Thuram, con le altre punte di scorta, essenziali, pronte a subentrare. E’ fondamentale una vittoria martedì, e poi ripetersi in terra tedesca per cercare di essere nell’annovero di quelle squadre che possono pensare alla Champions con calma, rimandando ogni altro discorso agli ottavi, potendosi nel frattempo concentrare sul campionato. Sicuramente il Meazza sarà pienissimo di tifosi pronti a incitare i propri beniamini; noi nerazzurri daremo tutto il sostegno possibile, perché i ragazzi ne hanno bisogno e ci daranno modo di supportarli senza alcuna remora, con tanto entusiasmo e gioia. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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Una vittoria sofferta!


Scritto Da il 15/Gen/2026

Una vittoria sofferta!

Sulla carta poteva essere una gara estremamente facile, vista la qualità delle rose delle due squadre, ma talvolta bisogna anche credere che non sempre si può vincere con i numeri e con lo status dei giocatori. In campo bisogna correre e lottare in ogni partita; ne è la dimostrazione la gara di ieri sera. Contro avevamo una squadra rimaneggiata, quella salentina, e per questo motivo ritengo che Di Francesco abbia preparato i suoi uomini a una gara tattica e sul sistema difensivo, precludendo ogni tipo di pertugio atto a far infilare i nostri ragazzi. Di fatti, non hanno concesso tantissime occasioni, forse nel primo tempo, se non ricordo male, due/tre. È anche vero che ci abbiamo messo del nostro; forse direi che non siamo stati affatto la squadra bella vista sinora. La manovra non era fluida e affidabile come abbiamo sempre visto. Secondo me, due sono le principali cause: in primis, una formazione ampiamente rimaneggiata dal turn-over, forse era il caso di mettere subito in chiaro quelle che erano le prerogative di vittoria, con la formazione titolare e magari quei cambi farli a risultato acquisito, ma è anche vero che non avremo mai la riprova di tutto ciò, anche perché è estremamente difficile averla. Ritengo poi conseguenziale un certo svuotamento di energie dopo la gara contro il Napoli; ci voleva più cattiveria, forse, per portare a casa una vittoria molto importante, ma anche così, con il risultato del Maradona, avrebbe dovuto dare un input maggiore ai ragazzi in campo. Spero ci serva da lezione che tutte le gare sono difficili se poi siamo noi a complicarci la vita con decisioni e situazioni davvero strane, come ad esempio giocare senza quella cattiveria giusta che è la prerogativa massima per arrivare alla vittoria. Per fortuna s’è vista nel finale della gara, allorquando ci sono stati gli opportuni cambi, con l’ingresso di giocatori motivati, in primis il capitano. Sbloccare una partita simile era difficile, vuoi per la chiusura sistematica dei leccesi e vuoi per il nostro lassismo. Ma noi abbiamo un ragazzo che, dal momento in cui è entrato in campo, ha dato tutto, non solo il gol vittoria che ha regalato alla squadra i tre punti che ci portano a un +6 sul Napoli, aspettando la gara dei cuginastri con l’uguale vantaggio, che potrebbe essere ridotto con un eventuale risultato positivo contro il Como. Ma la cosa che è piaciuta molto, ritenendo che negli spogliatoi mister Chivu abbia catechizzato a dovere i giocatori, è la ferma volontà di arrivare alla vittoria, con azioni più manovrate e la convinzione di poter raggiungere la meritata vittoria. Mai come quest’anno abbiamo dei giocatori funzionali che si stanno ritagliando il giusto spazio e, quando vengono chiamati in causa, non lesinano impegno e gioco per i compagni. Rabbrividisco al solo pensiero che va allo scorso campionato, quando tutto era nei piedi di quei rincalzi che non avrebbero potuto giocare manco in quarta serie, e che secondo me ci è costato davvero non solo lo scudetto, ma tanto altro. Per fortuna ora possiamo essere sicure di avere quattro pedine determinanti in attacco che ci porteranno molto avanti in questa stagione; sugli scudi il ragazzone campano, solo di origine, quel Pio Esposito di sicuro affidamento che rimarrà, credo, con noi per tantissimo tempo. Quindi il francesino Bonny, di classe pura, che può far tranquillamente rifiatare i titolarissimi Thuram e Lautaro. La cosa preoccupante è la mancanza di ricambi sulla fascia destra, ma questa è una situazione trita e ritrita che non sta trovando, al momento, una soluzione idonea. Speriamo che in società si rendano conto che non possiamo continuare con Luis Enrique e l’adattato Diuf; su quella fascia ci vuole ben altro. Non voglio per niente accennare all’arbitraggio di Maresca di ieri, alcune decisioni cervellotiche, ma va bene uguale. Ora il mio timore passa dalle prossime gare: sabato a Udine e martedì in casa in Champions contro l’Arsenal. Questi impegni ravvicinati determinano una presa di coscienza in tutta la rosa, ma in primis in Chivu: fare ancora turn-over in terra friulana, facendo riposare molti big per tenerli freschi per l’importantissima gara di Champions, oppure caricare i muscoli dei titolari di tantissimo acido lattico? Ai posteri l’ardua sentenza. È anche vero che i giocatori sono pagati per questo; è il loro lavoro per il quale guadagnano profumatamente, ma vanno centellinate al meglio le forze per ottenere dei risultati che possano farci andare lontano: è quello che vogliamo, speriamo e in cui crediamo. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto 

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E’ mancato il coraggio!


Scritto Da il 12/Gen/2026

E’ mancato il coraggio!

Potevamo dare una spallata al campionato, invece è subentrata una cocente delusione, figlia di una gara giocata con poca grinta e determinazione. Certo, il pareggio non cambia nulla perché le gare fino alla fine sono tante, e la vetta è sempre più nelle nostre mani, anche perché è appena iniziato il girone di ritorno. Ma vincendo fino alla prossima gara di Champions, avevamo un discreto margine su cui stare un attimino più sereni. Quella di ieri sera era una gara da azzannare e colpire per annichilire i campioni d’Italia, certo ridimensionati nell’organico e più che mai incerottati. Nonostante tutto, sono entrati in campo inferociti, lottando su ogni pallone, sapendo che una sconfitta li avrebbe pressoché esclusi dai giochi. Noi abbiamo sofferto terribilmente la veemente azione propulsiva degli azzurri, che anche in svantaggio non si sono mai demoralizzati, consci del proprio valore. Noi il nostro gioco siamo riusciti ad interpretarlo davvero a tratti; è mancata l’azione propositiva sulla destra, ma questa purtroppo è una costante che ci stiamo trascinando da tempo e sino a marzo sarà sempre così con la titolarità di un Dumfries, che in questo momento ci manca come il pane. Tant’è che la società è pressoché immobile sul mercato, non cercando un’alternativa valida su quella fascia, dove si trova un giocatore che riterrei davvero inutile, che si limita a svolgere il compitino senza alcuna forzatura. Per carità, non voglio addossare la croce su Luis Enrique, ma se quando si vinceva appariva in secondo piano, ieri sera è stato lampante che giocavamo in dieci. Ma se la fascia destra ha funzionato nei minimi termini, l’attacco e, nella fattispecie, la ThuLa, sono apparsi del tutto fuori luogo. È una costante che i nostri due bomber non riescono a farci vincere uno scontro diretto, da un tempo immemore, dalla lontana gara del derby che decretò la vittoria del campionato coronato con la seconda stella, e questo è tutto dire. Nel frattempo, la nostra autostima non aumenta in considerazione del fatto che siamo forti con i deboli e remissivi con squadre di pari livello; ci voleva una gara giocata con quella “cazzimma” che purtroppo non ci appartiene, ma che si è vista appartenere all’undici partenopeo. Per noi ci vuole ben altro! Certo, a tratti giochiamo un bellissimo calcio, ma mai fine a se stesso se non riusciamo a realizzare quello che si produce. Tanti sono gli errori commessi che talvolta vengono mascherati dagli avversari poco concludenti, ma ieri sera no. C’è voluta una squadra, ben organizzata, il Napoli, che ha fatto rendere visibili gli errori dei nostri giocatori, in primis quell’Akanji che ho sempre ritenuto un gran rinforzo, ma ieri ha dovuto soffrire terribilmente la verve dell’unica punta partenopea, da cui ripartivano tutte le loro azioni. Poi c’è la croce e delizia di quell’armadio di sabbia che è Bisseck, non solo per la mole quanto per la non concretezza; da parte sua sono arrivate le azioni decisive del Napoli e non si può non colpire di testa in area lasciando un sanguinoso pallone, nella nostra area, agli avversari, lasciando tra l’altro libero al tiro il Mac napoletano: assurdo! Ma non tutto è da gettare nell’immondizia di quello visto ieri sera, tranne le due punte sottotono; da promuovere la manovra del centrocampo e dei relativi quinti, nell’unica voce sostanziale, quel Dimarco a segno con un bellissimo tiro in diagonale. Ci vuole altro per essere determinanti, in primis la consapevolezza della propria forza, quella che ieri a tratti è mancata. Mi auguro che questa gara sia il preludio di una presa di coscienza in cui bisogna alzare sempre l’asticella e non mollare. Di ieri, comunque, teniamoci stretta la parziale prestazione, che, specie nel primo tempo, a me è piaciuta. Glisso sul comportamento assurdo di un allenatore saccente e presuntuoso, che è davvero un male per il calcio italiano, quel calcio esportato all’estero, dove si deve far evidenziare quello di buono che il calcio italiano è capace di produrre e non quelle pantomime che non sono consone a chi crede in questo sport. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto 

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Una gara senza patemi!


Scritto Da il 9/Gen/2026

Una gara senza patemi!

Il primo turno infrasettimanale dell’anno ci proponeva l’insidiosa gara del Tardini contro quel Parma, gioie e dolori visti i precedenti, ma a bocce ferme tutto si è rivelato infondato, visto quello che è stato l’andamento della gara. Anche mercoledì abbiamo fatto la nostra buona prestazione, con tante occasioni da rete create e, come ci accade spesso, ne concretizziamo in minima parte, nel solo primo tempo, una sola rete. Abbiamo attaccato con tanti giocatori, con azioni ben concitate e concedendo agli avversari una sola occasione per tutta la durata della partita. Del resto, abbiamo controllato noi il ritmo della gara, con un possesso palla davvero significativo, senza correre alcun pericolo. Anche se mister Chivu, ritornando là dove è nato il suo percorso d’allenatore della massima serie, ha rimescolato la formazione con diversi cambi, forse in prospettiva della gara importantissima di domenica prossima contro quel Napoli che all’andata ha vinto una partita che grida ancora vendetta. Forse queste sono rivalse per noi tifosi, mentre credo che i calciatori non cercheranno rivincite di alcun genere; produrranno il gioco che sono capaci di mostrare con quell’intensità che hanno sempre dimostrato sinora. Sanno che la gara è importante e sono anche consapevoli di dover mettere sul campo tanto cuore e testa per rimanere concentrati per oltre i novanta minuti; solo in questo modo non lasceranno nulla di intentato. Un passo alla volta, però. Come detto, la gara di Parma avrebbe potuto metterci un po’ d’apprensione, ma i ragazzi hanno reso vano ogni velleità ducale, interpretando una gara al meglio delle loro potenzialità, giocando da squadra e creando diverse occasioni per sbloccare il risultato, che s’è avverato con un’azione sulla sinistra, dove il finalizzatore, il buon Dimarco, ha trovato il pertugio giusto e ha scaraventato in rete il pallone sul lato coperto dal portiere gialloblù. Rete di carattere, assolutamente meritata, ma come non bastasse, ecco che viene attivato il solito check per la verifica che, secondo il mio modesto parere e per esperienza arbitrale, se l’assistente si fosse trovato nella giusta linea, in quella posizione consona, avrebbe evitato i due minuti e passa per un controllo del tutto inutile, tant’è che Dimarco era perfettamente in gioco. Non possiamo farci nulla, è la prassi e dobbiamo attenerci a questa normativa. Una volta per tutte abbiamo visto un giocatore che è davvero una gioia per gli occhi, sempre sul pezzo, sempre concentrato, davvero bravo, ma non lo scopriamo certo oggi e mi chiedo come ha fatto Guardiola a disfarsene; mi riferisco ad Akanji: monumentale. Il centrale che abbiamo ritrovato è di sicuro affidamento e ci può permettere un passo in avanti, ma come accade quando si loda qualcuno, ecco che arriva la solita smentita. Giochiamo sempre in dieci; purtroppo Luis Enrique è davvero un flop e non possiamo certo aspettare il rientro di Dumfries a marzo, dicono dall’infermeria che avverrà nel derby di ritorno. Bisogna trovare urgentemente una soluzione: il brasiliano che non incide induce i suoi compagni a sforzi immani per coprire la sua fascia di competenza e un conto è concedere un uomo a squadre di media-bassa classifica e un altro è a chi ci contende il titolo. Al momento la società sembra davvero immobile e mi chiedo: ma quei cinquanta e passa milioni risparmiati nel mercato estivo dove sono andati a finire? Non è il caso d’intervenire prontamente, sino a quando tutto regge? Magari il brasiliano potrebbe essere utile a squadre che devono salvarsi; a noi crea solo un danno. Non possiamo credere che, siccome è brasiliano, sia l’erede di Maicon; tutt’altra pasta il nostro indimenticato Duglas, irraggiungibile. Si parlava di un certo Cancelo che avrebbe preferito il Barcellona; bontà sua, forse sapeva di giocarsi tutto qui in Italia, ma dai suoi commenti passati dico: meglio così, non vogliamo chi non è convinto del progetto e di misurarsi con i giocatori in rosa. Ultima annotazione: ma io dico, perché continuano a stuzzicare Conte con domande che questi astuti giornalai propongono per aizzare gli animi? E lui sa benissimo che sono capaci di attirare nei suoi confronti eventuali benevolenze. Le sue lamentele sono ben note, quando ci sono danni presunti o reali ai suoi danni, ma dei favori che riceve il nulla assoluto. Voglio solo ricordargli che la classe non è di questo mondo; potresti vincere tutto e di più, ma non sarai mai all’altezza dell’animo pacato del nostro Christian. Avrà pure poche panchine in serie A, ma la simpatia e la giusta proposizione dinanzi a tutti non hanno eguali. Lui pensa solo alla sua squadra, non lancia strali contro gli altri, è convinto della bontà del suo lavoro e questo vuol dire tantissimo. È l’uomo giusto che ha l’interismo nel cuore e ne va ora più che mai fiero! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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La forza di una squadra!


Scritto Da il 5/Gen/2026

La forza di una squadra!

Una serata quasi perfetta. Ieri sera s’è disputata la madre di tutte le gare disputate sinora; avevamo di fronte quel Bologna che, di riffa o di raffa, nelle ultime occasioni ci ha tolto alcune certezze, e non solo. Sia ben chiaro: come in altre circostanze abbiamo sempre disputato la nostra gara in modo chiaro e inequivocabile, ma talvolta la sorte non ci ha dato una mano, anzi. Analizzando la gara di ieri sera, in campo s’è vista una squadra, la nostra, affamata e con la forza di sovvertire quel trend negativo che ci accompagnava nell’ultimo periodo, quando s’incontrava la squadra felsinea. Forse il risultato finale è bugiardo; anzi, lo è di sicuro, viste le tantissime occasioni create e sprecate malamente, complice anche una squadra, quella rossoblù, che ha goduto di una certa immunità, concessa da un direttore di gara che ha permesso di tutto e di più. La cosa più raccapricciante non è solo tale concessione permessa ai felsinei, di controaltare l’esatta e precisa incoerenza nei nostri confronti. Sarà che questo direttore di gara si trascina dietro le sue esternazioni di non voler dirigere gare del Napoli, perché a suo dire vuole girare per la città in modo tranquillo, ma di conseguenza non deve penalizzare le altre, nella fattispecie l’Inter! Ieri sera ha permesso il gioco duro ai giocatori del Bologna, senza peraltro mostrare alcun cartellino giallo, come si dovrebbe agire sin da subito adottando tale coercizione come deterrente per incanalare la gara verso la naturale correttezza, in determinati falli che avrebbero meritato senza alcun dubbio il conseguente cartellino; invece no, e che fa? Al primo fallo che ci può stare, ma che di fatto era un normale scontro di gioco, al fischio del fallo ha ammonito Calhanoglu per proteste, che ci sta per carità, irritando però il nostro calciatore per un intervento che non era affatto pericoloso. Non solo, ha di conseguenza permesso il gioco duro, ammonendo Bastoni per un placcaggio su un giocatore avversario; per carità, è un comportamento antisportivo, ma se anni fa si lasciava stare (vedi Juliano contro Ronaldo), ora appare verosimile decretare il comportamento antisportivo. Certo, la serenità e la disparità di trattamento hanno fatto sì che un certo nervosismo si sia creato in seno alla nostra squadra. Fortunatamente, ha continuato a giocare come sanno, arrivando alla rete di Zielinski, sicuramente un giocatore ritrovato per la mole di gioco che produce, che ha messo la gara sulla perfetta via che volevamo incanalare. Mai come ieri sera abbiamo visto una squadra così determinata, creando azioni su azioni, e se il risultato finale della prima frazione di gioco si è concluso con il minimo scarto, è stato solo perché il portiere rossoblù ha compiuto davvero tantissime parate significative; secondo me, il migliore in campo! La ripresa ci si aspettava una reazione veemente del Bologna, fortunata nell’essere sotto di una sola rete; invece, i ragazzi, colpiti nell’orgoglio per non aver realizzato le numerose occasioni create, hanno pigiato forte sull’acceleratore, trovando la seconda rete su una perfetta incornata di Lautaro su calcio d’angolo di Calhanoglu e poi il tris, certo un po’ fortunoso, di Thuram, che con la spalla ha depositato in rete, sotto porta, il calcio d’angolo di Dimarco. Ma se alla fine sono state solo tre le reti, è solo per la nostra imprecisione, per le parate di Ravaglia e la clamorosa traversa di Lautaro, tutto solo in area avversaria su passaggio filtrante di Thuram. Nel mezzo, i tantissimi falli fischiati ma non sanzionati come avrebbero dovuto essere, ma non certo da parte di un Guida molto permissivista; basti pensare che il primo ammonito del Bologna è arrivato verso il settantesimo. Tutto ciò denota un certo scarso senso di equilibrio nelle valutazioni dal campo, cosa che ora passa in secondo piano, ma che nel mio essere, al momento delle designazioni, per la nostra gara, dei compari di merenda: Guida e Maresca, mi ha suscitato una certa preoccupazione che sicuramente avevo provato, forse a pensar male si fa peccato, ma tal volta ci si azzecca. S’è visto, solo per coloro che non avevano contezza della forza della nostra cara Inter, ma chi conosce bene questi ragazzi sa benissimo che in campo danno tutto, comportandosi da grande squadra che ha stritolato l’avversario lottando non solo contro di lui, ma, com’è accaduto ieri sera, anche contro determinate scelte arbitrali. La nostra squadra in campo ha sempre espresso un gioco spumeggiante, peccando di una certa lucidità sotto porta; altrimenti avremmo avuto una differenza reti abissale per tutto ciò che s’è creato. Ma tutto ciò s’è evidenziato anche nelle sconfitte, mai palesemente a vantaggio degli avversari. Non ci siamo mai dati per vinti, anzi abbiamo giocato meglio degli avversari, pur soccombendo ma dimostrando il nostro gioco con veemenza e forza, condannati da episodi tal volta discutibili. Questo ci fa ben sperare per il proseguo del campionato e delle altre manifestazioni a cui partecipiamo. Con questo spirito ci sarà da divertirsi e spero solo che ci venga dato quello che ci hanno tolto e che la giustizia divina e quella dea bendata accompagnata della opportuna provvidenza, ci sia accanto nelle gare imprescindibili che gridano ancora vendetta, nella fattispecie quelle contro il Napoli, la Juve e i cuginastri. Ci devono restituire quello che ci hanno sottratto, indebitamente!  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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Con il cuore… e non solo!


Scritto Da il 29/Dic/2025

Con il cuore… e non solo!

Come spesso ci sta accadendo, purtroppo quest’anno, dopo oltre sessanta minuti giocati alla grande, con piglio e consapevolezza del proprio gioco e dei propri mezzi, soffriamo il ritorno degli avversari che, complice la nostra leggerezza e forse dei cambi non proprio azzeccati dalla panchina, ecco che soffriamo un finale che poteva essere più leggero per le nostre coronarie. Passare a Bergamo, contro la Dea, non è affatto semplice e se ritorniamo a casa con i tre punti che ci proiettano verso un finale del 2025 in testa alla graduatoria, non può essere che di buon auspicio, in considerazione che gennaio si prospetterà alquanto impegnativo con una gara ogni tre giorni. Certamente noi siamo abituati a questo tour de force, gli altri si stanno già lamentando per i troppi impegni. Gli stessi che lo scorso anno hanno vinto un campionato che per loro è risultato assolutamente miracoloso avevano solo una gara da preparare e, eppure, anziché vincere un campionato in scioltezza, sono stati agevolati dalla nostra capacità di farci del male da soli e da direzioni arbitrali davvero cervellotiche e alquanto discutibili. Mi fa specie ascoltare i loro lamenti e cercare di sviare l’attenzione su di noi, dopo che hanno speso centinaia di milioni senza trovare il bandolo della matassa, arrancando per i troppi impegni: ci vuole più consapevolezza e non cercare sempre la scusa dietro l’angolo per giustificare i propri errori, cosa che è da sempre risaputa e ben consolidata nel proprio DNA. Veniamo alla gara di ieri sera a Bergamo: ho visto una squadra, la nostra, davvero in palla, che ha giocato un bel calcio per oltre un’ora e passa di gioco, con azioni in serie e senza realizzare alcuna rete; anzi, una è stata realizzata con un’azione da manuale del calcio, ma che purtroppo è stata annullata per un fuorigioco in partenza di Lautaro, davvero peccato per quei pochi centimetri che hanno cancellato un’azione fantastica. Purtroppo dobbiamo rimarcare l’assoluta inconsistenza di alcuni giocatori, sui quali non possiamo puntare in maniera decisa, vista la propensione a essere oggetti estranei alla manovra corale di squadra e quando possono incidere con decisione nella gara, ecco che puntualmente si sciolgono come neve al sole. Spero solo che la società si renda conto che ci sono giocatori che non sono assolutamente da “Inter”, magari faranno la fortuna di altre squadre, ma da noi no: purtroppo! Questa volta devo un attimo dissentire con il nostro mister, non si possono fare dei cambi giusto per farli, nel momento in cui la partita è nelle nostre mani, gli esperimenti si fanno in altre circostanze. E’ noto che inserire giocatori scontenti per fargli disputare scampoli di gare non produce alcun beneficio; anzi, sortisce l’effetto contrario. A meno che non ci fossero altri motivi che non sappiamo, o che avessero chiesto il cambio i giocatori sostituiti, di fatto la squadra ne ha risentito con la prevista sofferenza finale. Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che non abbiamo due squadre; i ricalzi non sono evidentemente all’altezza dei titolari, al di là di quello che se ne dica. Mi rendo conto che chi siede in panca ha dei numeri inferiori a chi scende in campo, nei casi specifici: i vari Frattesi e l’armeno Micky, senza poi parlare di Diuf, sempre più che mai oggetto misterioso in combinata con mister 25 milioni Luis Enrique, che sinora l’abbiamo visto a sprazzi, senza mai essere determinante. L’unico che, quando viene chiamato in causa, è il ragazzo di belle speranze, quel Pio Esposito, parte integrante e sempre utile alla causa nerazzurra, che ha servito un cioccolatino delizioso al suo capitano per il goal di vantaggio, che ci ha regalato i tre punti. Questa volta ci è andata bene, ma talvolta la buona sorte può anche girarsi di spalle, facendo vanificare la mole di lavoro prodotta per circa settanta minuti. In quei minuti terribili del finale, che avrebbero potuto decretare un pareggio, gli orobici hanno gettato alle ortiche le occasioni avute al tramonto della gara. Dobbiamo fare tesoro di questo e di quello che abbiamo rischiato; tra virgolette, un solo consiglio per il nostro mister: la prossima volta non tolga i migliori in campo se non è proprio necessario. Si renda conto che le riserve non sono all’altezza; magari provare qualche ragazzotto della primavera che ha più grinta, fame e voglia di correre. Spero solo che il mercato di gennaio ci porti qualche elemento utile alla nostra causa, cedendo chi è assolutamente inutile. Al momento, in società sanno quali sono e che abbiano trovato le sostituzioni idonee, magari, avendo più spazio in altre squadre, possono tornare da noi con più consapevolezza nei propri mezzi, per un futuro a tinte sempre più nerazzurre. In conclusione, voglio augurarvi, a nome mio personale e dell’Inter Club che rappresento, le migliori espressioni di gioia e fortuna per il prossimo anno, carico di soddisfazioni personali e familiari, ma in particolare che i nostri colori siano sempre più fulgidi e brillanti nel panorama calcistico internazionale: Buon 2026 a tutti! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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