Posts made in Maggio, 2026


Passerella finale!


Scritto Da il 25/Mag/2026

Passerella finale!

Nell’ultima gara di questo campionato ci vedevamo impegnati in quel di Bologna, con motivazioni che non erano più di un consueto allenamento. Mister Chivu ha dispensato dalla gara molte pedine impegnate nei prossimi mondiali, favorendo chi ha avuto poco spazio; direi che in questo contesto abbiamo visto che questo Diouf non è niente male. Il francesino è capace di accelerazioni che hanno determinato il ribaltamento di un risultato che ci vedeva soccombere, ma con forza e orgoglio hanno ottenuto un pareggio che ha sicuramente divertito i tifosi presenti al Dall’Ara. Seppure con una calura abbastanza debilitante, i ragazzi hanno voluto affermare la loro sovranità sul campionato, con una gara gagliarda e di spessore, nonostante le avversità delle reti subite dal Bologna, che erano state causate da mera sfortuna con tocchi e autoreti abbastanza nette. Ma una grande quadra in questi casi tira fuori tutto quello che ha in corpo; in effetti, con un rimescolamento delle carte in campo, nel secondo tempo mister Chivu ha fatto entrare in campo ragazzotti dell’Under 23 che, con il loro entusiasmo, hanno dato nuova linfa alla squadra. Mi piace porre l’attenzione su Topalovic e Cocchi, due giovani promesse che l’Inter deve tenere d’occhio; hanno i numeri, specie l’assist dello sloveno per Diouf in occasione della rete del pareggio: un bel lancio in corridoio che ha presentato il francese dinanzi a Skorupski, infilandolo sul primo palo. Davvero un’azione degna di nota per un ragazzo che ha potenzialità. Ancor prima, però, è necessario raccontare la rete che ha riportato l’Inter in partita: un Diouf scatenato sulla destra ha dribblato due giocatori felsinei e, inserendosi tra loro, ha lasciato partire un fendente che ha colpito il palo, ritornando al centro area, dov’era appostato Pio Eposito, che ha realizzato la più facile delle reti. Tutto molto bello, specie l’entusiasmo della panchina che ha salutato la segnatura del giovane attaccante italiano salito in doppia cifra, non da sottovalutare nel massimo campionato italiano questo score. Ma la cosa che è stata apprezzata, credo da tutto il pubblico presente, è stata senza dubbio la magistrale punizione di Dimarco. Una rete fantastica con un tiro a giro che ha posizionato quella palla con una traiettoria imparabile, lì dove si annidano i nemici dell’igiene. Questo è il sigillo per il nostro ragazzo cresciuto nel vivaio nerazzurro, di una crescita esponenziale, un leader che il campionato di Serie A ha decretato come il migliore; anche ieri è stato premiato con il MVP a coronamento di quanto ha fatto di straordinario quest’anno. Certo, a tratti è sembrata una gara di fine stagione, troppo compassata, ma la tenacia dei ragazzi ha fatto sì che non si chiudesse con una sconfitta, accelerando quando dovevano e lottando per ristabilire le gerarchie in campo. Ora che s’è conclusa questa stagione, direi l’opposto di quella passata; definirei trionfale perché arricchiamo la nostra bacheca di altri due trofei, forse impensabili ad inizio stagione. Ma conoscendo il DNA dei nostri grandi lottatori, disposti a mettersi in gioco con un nuovo tecnico, che ha saputo tirar fuori da loro il meglio, essendo non solo un tecnico, ma un fratello maggiore, a volte nelle sue movenze c’era ancora in sé quello spirito di giocatore mai sopito. Ero certo che non ci eravamo affidati a caso a un mister dai più sottovalutato, che è stato denigrato in modo netto con un epiteto del tipo “lo stagista”, ma la vendetta del nostro Christian ha fatto in modo che questi giornalai e presunti saccenti conoscitori del mondo pallonaro tacessero, imparando ad apprezzare chi ha il cuore nerazzurro per la lunga militanza e per quello che è stato e che sarà anche per un futuro prossimo: Christian Chivu. L’epilogo della stagione è stata una goduria indicibile per i nostri colori; guardare chi ci ha attaccato e sbeffeggiato per tutta la sciagurata stagione passata non ha paragoni. Anche per quest’anno dovrà guardarsi la Champions in tv e girare il giovedì per le seconde piazze europee. Coloro che da sempre sono stati chiacchieroni ora tacciono: cari cuginastri, mai come in questi casi il karma torna inesorabile. E poi ci sono i non colorati che spendono e spandono patrimoni rimanendo sempre con l’acqua alla gola e faranno coppia con i compari di merende nei tour europei di seconda classe; direi troppa grazia per tutti loro. Vacanze meritate per tutti, anche se ci sono i mondiali di calcio e c’è chi dovrà fare gli straordinari. Noi, come ci accade oramai da più di 16 anni, stiamo lì a guardare, consapevoli che bisogna rifondare una nazionale che ha smarrito quella tigna vincente che ci ha contraddistinto in passato. Il pallino ora è in mano alla società; dovrà cercare di compensare con dei giocatori nuovi chi lascerà, loro malgrado, per contingenti situazioni anagrafiche sfavorevoli. Ma dobbiamo solo ringraziare chi, sino alla fine, ha dimostrato il proprio attaccamento a questa gloriosa maglia: l’Inter si ama a prescindere. … Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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È qui la festa!!!


Scritto Da il 18/Mag/2026

È qui la festa!!!

Non è una domanda, piuttosto un’affermazione di un qualcosa di grande sopito per ben dodici mesi ed esploso fragorosamente domenica scorsa e con l’epilogo ieri pomeriggio. Da noi si festeggia alla grande, mentre in altre piazze ci si strappa le vesti per un qualcosa che oramai, stando alla sola logica, non dovrebbe avverarsi; nonostante i molteplici milioni spesi, si resta a bocca asciutta. Come ultima analisi, mi viene da rigettare tutti i veleni che ci hanno gettato addosso negli ultimi tempi e, se penso che solo quasi dodici mesi fa, tutti i gufi assiepati sui loro trespoli gioivano per le nostre disgrazie, senza dimenticare tutti quei giornalai geni pallonari che avevano decretato la fine di una squadra senza alcuna possibilità di recupero, affidata dalla società a uno stagista, come l’avevano definito, con sole tredici partite in Serie A. Ebbene, il karma ritorna in maniera preponderante; quella squadra, alla fine da tutti bistrattata, ha tirato fuori l’orgoglio dei grandi campioni. Con un allenatore che ha insito il DNA nerazzurro, è riuscito nell’impresa di vincere un double che non è da tutti, contro tutte quelle male lingue che ci davano per aiutati dal sistema. Ma con le risultanze che rimangono negli occhi di tutti e sono mostrate dalle varie moviole, siamo stati penalizzati in molteplici occasioni, e solo l’orgoglio ha fatto sì che con forza lottassimo anche contro le avversità, in maniera chiara e inequivocabile. Lo scorso anno ci hanno sbeffeggiato per la sconfitta in finale di Champions contro il Paris St. Germain con quel rotondo passivo, ma bisogna ricordare che non avevamo di fronte il Pizzighettone, senza offendere il paesino in provincia di Cremona, ma i campioni di Francia che quest’anno si stanno ripetendo. Mentre gli altri due trofei persi sul filo di lana, come tutti ben sappiamo senza ripercorrere il passato più che recente, tanto non cambia granché, ci hanno provato anche quest’anno, ma si sono scontrati contro la nostra forza di arrivare a quella gioia che è stata smorzata in gola. L’accoppiata scudetto e Coppa Italia dà lustro a questi giocatori, alla società, all’organico tecnico e a tutto l’ambiente nerazzurro, ma in tutti noi tifosi c’è un orgoglio inimmaginabile, fieri di aver applaudito ed esultato con questi fantastici giocatori. Qualcuno andrà via, ma chi lo farà sono certo che serberà nel cuore i bellissimi ricordi del suo passaggio e le emozioni provate indossando questa gloriosa maglia a cui ha dato lustro con il suo percorso di crescita professionale. C’è solo da dire un grazie grandissimo, immenso a chi ha permesso tutto ciò, a coloro che non hanno mai tirato indietro la gamba, come si dice in gergo, che hanno sudato la maglia e nei momenti decisivi hanno tirato fuori tutto l’orgoglio per arrivare a questa fantastica vittoria finale. Tutto davvero bello quanto entusiasmante, ma c’è stato chi, fuori dal coro, non sarebbe stato altrimenti, ha cercato di gettare ulteriore veleno sulle nostre vittorie con considerazioni davvero cervellotiche per il momento storico. Quel signore che parrebbe neanche un prete di campagna, anziché “Cardinali”, padrone dell’altra sponda del Naviglio, ha ricordato la nostra sconfitta in finale di Champions in maniera ilare e del tutto priva di motivazioni. Siccome però noi abbiamo un presidente che non le manda a dire, ma con tono pacato e mai polemico ha rilasciato una dichiarazione ai microfoni delle varie tv presenti, con sostanziale tono diretto al suo omologo, facendogli gli auguri di vincere, per i prossimi sei anni quanto noi, inanellando ben nove trofei, due finali di Champions e una di Europa League. Caro il saccente Cardinali, la classe non si acquista né al supermercato né con tutti i soldi di questo mondo; o ce l’hai oppure stai zitto e ripensa alle cavolate che dici, secondo me, è il giusto presidente della seconda squadra di Milano, che si contorna di personaggi discutibili, iniziando dallo svedese innominabile con quella credenza e presunzione di essere l’unico al mondo ad avere le stimmate del predestinato nel panorama pallonare. Io, invece, lo ritengo davvero indegno di proferire alcun commento nei confronti di qualsivoglia squadra del globo; non ne ha diritto. Ultima analisi la dedico al tecnico partenopeo che ha sempre dichiarato che l’unico vincitore è il primo in classifica, il secondo è il primo dei perdenti; oggi, invece, rivaluta la sua posizione di secondo in classifica. E no, mio caro e saccente quanto presuntuoso Conte, io ti declino una massima che fa davvero la differenza: “Chi vince scrive la storia, i perdenti e chi cerca e brama le sconfitte altrui, la legge”. A buon intenditor… noi siamo l’Inter e lottiamo sempre per vincere senza presunzione, ma con coerenza e voglia! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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La prova generale!


Scritto Da il 10/Mag/2026

La prova generale!

Come diceva Sergio Caputo in un suo brano degli anni ottanta: “un sabato italiano”, sembra un giorno qualsiasi, ma i ragazzi ieri l’hanno reso bellissimo con una vittoria, che ne dica Sarri, schiacciante e da grande squadra. Sarà il preludio di quello che accadrà mercoledì 13 maggio? Credo che non sarà semplice come ieri sera ottenere la vittoria, anche perché in palio c’è comunque un titolo e per noi sarebbe quello della stella d’argento, ma al di là del riconoscimento statistico, c’interessa il “double” che ci ripagherebbe di quel fiele ingoiato lo scorso mese di maggio, dove siamo rimasti con un pugno di mosche in mano, giocandoci tutte le competizioni a cui eravamo arrivati in finale, per colpa nostra, ma ancora prima per considerazioni cervellotiche di personaggi eretti a protagonisti sopra ogni il più nitido sospetto. Ci stiamo riprendendo ciò che di diritto è nostro, per quello che abbiamo fatto vedere sinora e se poi siamo stati in vetta alla classifica per ben 25 giornate, qualcosa vorrà dire o no? Ieri pomeriggio ci siamo lustrati gli occhi per certe giocate fantastiche dei ragazzi, per la ferocia nel recuperare palla e quella voglia di essere protagonisti che ora più che mai è rimasta in ogni modo visibile. Di cose belle ne abbiamo viste, dalla rete dopo una manciata di minuti del “toro” Lautaro che quando è in campo si vede eccome, poi la fantastica azione orchestrata con tocchi di prima che alla fine della triangolazione ha visto la palla arrivare a Sucic come un cioccolatino da scartare e gustare, e lui l’ha posizionata lì dove si annidano i nemici dell’igiene: imparabile per il ragazzino portiere laziale. Nel primo tempo c’è stata solo una squadra in campo, con una differenza davvero abissale tra le due compagini; anche nella ripresa si è giocato su quella falsa riga, ma in contrapposizione con la Lazio in dieci, per l’espulsione ineccepibile di Romagnoli, con quell’entrata killer che Abisso ha valutato da giallo, erroneamente direi, per poi rinsavirsi con la correzione di un VAR che questa volta non è andato al bar. Forse è stata l’inferiorità numerica che ci ha fatto rilassare, dando il là ai capitolini di cominciare a giocare con impegno; con i dovuti cambi, hanno sfiorato la rete in più di un’occasione. Questa è l’unica pecca che accrediterei ai ragazzi: il troppo lassismo in alcuni frangenti della gara, che in una finale non deve esserci. La concentrazione deve sempre essere massima per tutti i novanta e passa minuti della gara. È vero che poi abbiamo fatto la terza rete, che ha definitivamente spento ogni velleità biancoceleste, ma sono errori che non si devono commettere; ribadisco, specie in una finale! Chivu è stato bravo a rimescolare le carte e far giocare inizialmente chi non aveva tanti minuti nelle gambe, dando il dovuto spazio a chi sicuramente mercoledì non sarà titolare, senza però snaturare il gioco d’insieme dei ragazzi. In teoria ci sarà la formazione tipo e credo l’unica defezione sarà rappresentata dalla mancanza di Çalhanoğlu, non al meglio, ma come si dice in questi casi, mai dire mai! Bisogna però tenere ben presente che nella gara più importante della stagione, la gara che può riscattare il brutto campionato sin qui disputato dai biancocelesti e che può consegnargli e aprirgli le porte dell’Europa, faranno di tutto per assicurarsi quell’importantissimo pass, in uno stadio gremito sino all’inverosimile, che sarà la perfetta cornice per far vedere il proprio valore. In contrapposizione ci siamo noi che abbiamo ancora tanta fame, direi quasi atavica, di successi; mai domi, vogliamo a tutti i costi questo double, pensando che non sarà una passeggiata, dimenticando al più presto la gara di sabato se vogliamo ottenere quel successo tanto ambito e orgogliosamente che ci compete, perché è nostro dovere ottenere il massimo in ogni competizione, per noi, per i nostri tifosi e per la storia che questi colori rappresentano: forza ragazzi, possiamo quindi dobbiamo!  Noi, nel nostro piccolo, saremo quasi un centinaio nella sede del nostro Interclub a Treponti, trasformando quella sala nella nostra personale curva Nord, con vessilli e bandiere, tifando per chi ci sta dando tantissima gioia e gloria. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter

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La notte più bella!


Scritto Da il 5/Mag/2026

La notte più bella!

La carica dei settantamila festanti è stata da corollario della notte più bella, dove è apparsa, davvero risplendente di gioia, la ventunesima stella nel nostro invidiabile palmarès. La soddisfazione è stata davvero grande, coronando un sogno che a inizio campionato tutti i saccenti giornalai accreditavano ad altre squadre, relegando la nostra come da rifondare, dopo la brutta batosta della finale di Champions, definendola da settimo/ottavo posto, disprezzando la fiducia che la società aveva concesso a Christian Chivu, sottovalutando l’orgoglio e l’attaccamento ai nostri colori senza limite di un eroe del triplete, il cui “interismo” è ben noto. Lo stagista, come tutti lo definivano, ha fatto vedere di che pasta è fatto risollevando una squadra caduta nello sconforto, per non aver vinto nulla dei tre obiettivi prefissati la passata stagione, anche se c’è da discutere per le varie conflitti che hanno determinato quella sorta di debacle. Il merito di Chivu è che ha ancora la mentalità da giocatore, comprendendo quelle che sono le dinamiche meramente definite dal campo, adottando le misure idonee al benessere del gioco e degli uomini in campo. In buona intesi adottando la formula, diciamo vincente, dei suoi predecessori con piccole modifiche che hanno visto venir fuori la personalità di taluni giocatori su tutti Dimarco, talvolta bistrattato da Inzaghi nella passata stagione. Il gioco nell’insieme va ancora perfezionato, questo è vero, complice magari l’età avanzata di alcuni giocatori, che sicuramente il prossimo anno non ci saranno, ma a cui bisogna fortemente ringraziare per il loro sacrificio e abnegazione, quando sono stati chiamati in causa, si sono fatti trovare pronti. Una rosa la nostra, forse realmente la più forte in Italia, e la risposta chiara va inviata a chi si lamenta dei troppi infortuni subiti durante la stagione, questo va messo in preventivo, ma anche noi abbiamo sacrificato sull’Are della sfortuna i vari infortuni occorsi a Thuram, Lautaro, Calhanoglu, Dumfries, Bisseck, solo per citarne alcuni, la differenza delle altre squadre è stata l‘aver avuto un motivatore in panchina che non si è mai pianto addosso, a differenza di altri, questo gli va dato merito, troppo bello addebitare alla propria mancanza di lucidità la sfortuna per gli infortuni. I festeggiamenti dovuti prima in campo e poi in piazza Duomo, come credo nelle varie città d’Italia, è stata una sorta di liberazione, per tutto il fiele che ci stavano rovesciando addosso, tutti i saccenti pallonari che ci screditavano per un complotto che non ha mai avuto senso, tirando in ballo i fasti nefasti, per loro, di una calciopoli che ha fatto scuola eliminando certi soggetti dal mondo del calcio davvero deleteri e tossici. Come già accaduto ne verremo fuori con un nulla di fatto, perché noi non abbiamo commesso alcuna irregolarità, sarebbe davvero cervellotico richiedere arbitri che al posto di favorirci, ci danneggiano: ha senso? Direi proprio di no, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Questo scudetto è ampiamente meritato, anche se nelle ultime settimane ci hanno provato, con decisioni arbitrali cervellotiche e Var silenti ancor prima direi dormienti, susseguenti alle scuse del designatore principe dei palesi errori commessi sul terreno di gioco e ancor più in sala controllo. Solo la nostra determinazione ha fatto sì che tutto ciò venisse sovvertito con forza e coesione, la stessa grinta che i ragazzi hanno messo in campo lottando non solo contro gli avversari di turno, andando oltre l’umana comprensione, in considerazione dello scudetto perso lo scorso anno in quel modo balordo, con comunicazioni assurde tra arbitro e var che sparivano come d’incanto, rigori farlocchi assegnati che in ultimo ci hanno sottratto di uno scudetto legittimo. In tutta questa disamina, mi viene da sorridere per quello che scrivono tutte quelle testate giornalistiche il cui quotidiano non è buono manco per incartare il pesce, tacciandoci per favoriti, direi a tutti questi personaggi di farsi un esame di coscienza prima di screditare l’Inter, una squadra che negli ultimi sei anni ha vinto tre scudetti e fatto due finali Champions in tre anni, prima di parlare di noi sciacquatevi la bocca e non paragonateci ad altri, noi siamo l’Inter e vinciamo perché siamo un’ottima quadra e non abbiamo bisogno di fattori esterni per farlo. Ora continua il godimento in considerazione di tutti colori che hanno il fegato ben gonfio di bile, le vostre iatture ci fortificano sempre più, perché siamo ben consci che dopotutto ritorneremo sempre a riveder le stelle brillare nel cielo nero della notte con quelle note di azzurro che si combinano alla meraviglia: 21 e non per tutti!!!   …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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