Posts made in Marzo, 2026


E sono tre!


Scritto Da il 24/Mar/2026

E sono tre!

L’attesa di un paio di giorni è servita tutta per smaltire un certo risentimento accusato a fine gara di Firenze, per due fattori predominanti che sono stati determinanti nelle nostre ultime tre gare, dove sta succedendo di tutto e di più. Premetto che non voglio per nulla al mondo gettare la croce su fattori esterni al terreno di gioco, non voglio essere per niente il “piangina” della situazione, però accettare a cuor leggero sviste in serie mi pare un po’ troppo, sempre contro di noi! Diceva, chi sapeva di calcio, che individuare nel direttore di gara i propri demeriti è l’alibi dei perdenti; questo è vero, ma essere vessati in questo modo, secondo me, è davvero scandaloso. Vorrei chiedere a chi si erge a protagonista del calcio nazionale, di colui che determina il bene e il male di questo campionato, di chi non conosce bene i suoi uomini e comunque manda quasi in serie arbitri manipolati o manipolabili. Chiedo scusa, ma è il termine che più si avvicina a questa pantomima. Per quanto tempo dovremo ancora pagare il fantomatico “caso Bastoni”? Mi rendo conto che ultimamente non siamo più brillanti, che non stiamo giocando al massimo di quello che possiamo fare, che siamo nettamente un passo indietro rispetto a quella squadra che dava spettacolo e giocava a memoria; è innegabile tutto questo. Però, quando ci sono degli episodi dubbi, perché non devono essere valutati al meglio? Perché con noi il Var non funziona? Perché in quella sala, dove ci sono tanti monitor eppure non hanno l’immediata contezza di una valutazione oggettiva dei vari casi, devono tacere oppure giocarsi a carte la sorte di una squadra? Quello che il presidente Marotta dovrebbe fare è battere i pugni e farsi sentire nelle sedi competenti. Nelle ultime tre gare abbiamo perso ben cinque punti; forse avevamo chiuso in anticipo il campionato chissà non c’è dato di saperlo. Sarà questo che questi cervelloni non vogliono? Certo, perdere interesse per il campionato nazionale a marzo è uno smacco che non possono assorbire per il loro ego da protagonisti. Meglio rimettere tutto in discussione. È da questi presupposti che poi avvengono le dichiarazioni di chi sta dietro, che esordisce dicendo: “abbiamo messo pressione a chi sta davanti”, già come se fosse per merito loro. La decenza in queste persone non è di casa; anzi, sputano sentenze nei nostri confronti, quasi come i crociati a difesa del loro credo pallonaro, che di fatti è un bluff e non se ne rendono conto. Quindi, tirando le somme, questa è la situazione che s’è creata, purtroppo ai nostri danni: Derby della Madonnina, netto fallo di mano di Ricci, che tutti hanno confermato fosse sacrosanto, meno di un VAR composto da un tifoso milanista e un Chiffi che s’è sempre dimostrato nemico dei nostri colori. Settimana successiva, gara contro gli orobici, pareggio loro viziato da un fallo su Dumfries e poi, in fine gara, netto calcione nei confronti di Frattesi, non visto dall’arbitro (davvero scarso) e nemmeno da quel VAR in cui forse i monitor erano spenti, o perlomeno non funzionanti, tant’è che non è stato neanche visto un fallo nel proseguo della stessa azione di Ederson su Dumfries. Veniamo a domenica, in un frangente molto importante della gara, ecco l’episodio chiave: netto fallo di mano di Pongracic, in area di rigore, impedendo che la palla arrivasse a Thuram e, come d’incanto, nulla di eclatante, nulla di nuovo rispetto al passato, nulla viene chiarito, anzi sparisce, chissà come o perché ogni sorta di replay. Senza menzionare l’altro episodio dubbi su Pio Esposito nel finale di gare che magari senza quella vistosa trattenuta, forse avrebbe indirizzato meglio la palla. Certo con i se e i ma non si va da nessuna parte, però tocca evidenziare che anche in questa occasione la maggior parte dei moviolisti ha asserito l’evidente errore ai nostri danni, e Bergonzi ha ribadito che non c’è stata una logica spiegazione del mancato replay: assurdo! Come dicevo inizialmente, e con questo orrore sono tre di seguito, tutto ciò per danneggiare l’Inter a me pare evidente; caso contrario, sfido chiunque a dimostrare un giudizio discordante. La cosa che è più raccapricciante è definita dal capo struttura AIA, che da diverse settimane attesta pubblicamente l’evidente errore della sede di Lissone, che non prende la giusta posizione riguardo “all’evidente errore perpetrato” e certificato ai danni della nostra squadra. Spero solo che questa sosta per la nazionale faccia recuperare quell’autostima perduta per una squadra che ora più che mai ne ha bisogno, con la speranza di non dover chiamare Indiana Jones per ritrovarla. Forse basterebbe il ritorno del nostro capitano, quel Lautaro che oggi ci manca; non dico un’eresia affermando, come il pane. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.                

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La teoria del … sospetto!


Scritto Da il 15/Mar/2026

La teoria del … sospetto!

Se due indizi fanno una prova certa, ecco che la pistola fumante ancora una volta è nelle mani dell’arbitro designato. Ora non venitemi a dire che protestare e inveire contro il direttore di gara è l’alibi dei perdenti, ma ci sono circostanze in cui bisogna essere realisti e constatare che la vicenda Bastoni ci sta costando parecchio e credo non finirà certo qui. In due gare ci hanno defraudato di ben 3 punti, limitandoci alle ultime due gare, lasciando la consapevolezza di voglia di rivincita nelle inseguitrici, che, come già accaduto in altre annate, si stanno approssimando a un banchetto preparato ad hoc a cui, se le cose continuavano a essere serie e concrete, non si sarebbero potuti accomodare. Mi chiedo: è giusto accanirsi contro di noi? Una risposta certa non la si può fornire, ma con la teoria del sospetto che purtroppo ti assale quando ci sono queste vicende, si palesa in tutti i connotati che evidenziano i furti perpetrati nelle annate precedenti, e questa non sarà da meno. Siamo colpevoli per non avere la stampa a favore, per non avere persone che contano di supporto. Ieri, ad esempio, io non avrei fatto il silenzio stampa, perché secondo me il silenzio, il più delle volte, è assenso. Sarebbe stato più giusto gridare ai quattro venti in conferenza stampa del ladrocinio perpetrato da una classe arbitrale non all’altezza, indegna di essere i giustizieri di un calcio moribondo in cui loro sono, come accadeva nell’arena romana, di vita o di morte. Se essere stoppati o proseguire in un calcio che non sarà più vincente sino a che questi personaggi non verranno messi da parte. Tutto il mondo pallonare ieri s’è rivoltato all’ennesima stortura arbitrale e, com’è accaduto in una gara del girone d’andata, il direttore di gara ha posto il fischietto in bocca per poi non fischiare. Allora, in un Juventus-Inter terminata 4 a 3 con una rete scaturita da un evidente fallo di Thuram nei confronti di Bonny, ieri per la spinta alle spalle di Dumfries, che forse leggera, ma tant’è che ha disorientato il calciatore in corsa. Errori che stanno compromettendo la nostra stabilità emotiva, secondo me studiati a tavoli, perché se si vanno a evidenziare alcuni dettagli, è raccapricciante quello che viene fuori da una disamina attenta ed efficace. Ieri pomeriggio sono stati di scena uno scandaloso Manganiello, arbitro scadente che nei momenti clou ha dimostrato di non essere certo all’altezza, e suoi compari: Gariglio Var e Chiffi Avar. Discernendo le loro posizioni, bisogna rimarcare che Gariglio nel 2023 è stato accantonato da Rocchi per evidenti limiti tecnici in occasione di varie gare dirette, ma poi improvvisamente lo si designa per una gara così importante, e poi quel Chiffi che sappiamo tutti che spessore di arbitro è. Ma la cosa più raccapricciante che più alimenta l’alibi del sospetto è che sarà proprio lui designato come Var nella gara Lazio-Milan di stasera. Quindi si deduce che, sistemata la gara di ieri pomeriggio, stasera ci sarà da sistemare anche questa. Bene, con queste congetture non si capisce che qualcosa è stato architettato contro di noi? Certo, a pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci s’indovina. Stamani leggevo delle scuse degli organi AIA, ma più delle scuse dovrebbero dimettersi in massa; sono incapaci e questo è subito denotato avvallando certe scelte e certi episodi che hanno condiviso come giusti. Mi viene da pensare, in riferimento a tutto ciò che è accaduto nelle ultime settimane, che Doveri ha detto di Rocchi che ha arbitrato bene il derby eppure è stato retrocesso a dirigere gare in serie B. Invece, per Manganiello, che ha sbagliato, dove lo manderanno? In prima categoria? Così facendo, gli arbitri finiranno e verranno richiamati quelli in pensione, forse più vecchi di età anagrafica, ma forse ancora validi mentalmente, a differenza di questi attuali che hanno perso la cosiddetta “brocca”. Su Marelli non voglio spendere una sola parola, anzi affermo che era scarso da arbitro e non rinnega il suo essere da commentatore arbitrale; le sue disamine sono assolutamente cervellotiche e senza senso. Mi chiedo come mai Dazn continui con queste sue insulse pagliacciate. Ieri pomeriggio non abbiamo fatto una delle gare più belle, ma in certo senso abbiamo contenuto bene gli orobici, e se vogliamo dirla tutta, il nostro Sommer non ha fatto interventi particolari. Questo è il polso di una gara che stavamo conducendo senza patemi e senza lo sciagurato e incompetente intervento arbitrale, evidenziato stamani in edicola dalle maggiori testate giornalistiche sportive. Ultima analisi: ribadisco il concetto che ho espresso già prima; secondo me in società hanno sbagliato, e mi meraviglio di come Chivu, persona retta e leale, non abbia in prima persona gridato allo scandalo dinanzi alle telecamere proferendo una unica parola: Vergogna, per quello che ci stanno facendo. Concludo con una provocazione: sarà che il palazzo vuole rendere con questi giochetti ancora interessante un campionato che altrimenti sarebbe già stato chiuso da diverso tempo? Ai posteri l’ardua sentenza, ma noi siamo sempre più consapevoli che dovremo lottare contro tutti e tutto. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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Un derby indigesto!!!


Scritto Da il 9/Mar/2026

Un derby indigesto!!!

Siamo alle solite: quando bisogna dare una spallata decisiva, rimaniamo lenti ed impacciati, riaprendo, a dire dei nostri continui detrattori, che il campionato è stato riaperto. Certo, perdere non fa bene a nessuno, ma almeno avere la consapevolezza di potersela giocare, ebbene, questo è il minimo che si pretende. Ultimamente, i cuginastri sembrano essere come la criptonite per Superman (scusate l’accostamento, ma ieri sembravamo neanche un parente alla lontana del supereroe). Contro il gioco speculare di “corto muso”, rimaniamo imbambolati, senza reazione e a volte in loro balia. Si denota che questa squadra non può fare a meno di giocatori carismatici come, in primis, la TuLa e poi, tanto meno, di Calhanoglu. Ieri è stato palese come ha impostato la gara il nostro dirimpettaio, agendo sulla nostra fascia destra, dove imperversava, si fa per dire, Luis Enrique. Per carità, si vede a occhio nudo che il nostro tallone d’Achille. Spero solo che Dumfries ritorni ad essere quella croce e delizia di un tempo, ne abbiamo bisogno. Un derby non proprio entusiasmante, giocato su ritmi blandi, dove l’hanno avuta da padrone gli errori, nostri per la stragrande maggioranza, e anche nel finale di una cervellotica direzione arbitrale e di quella stanza maledetta chiamata VAR, che ha taciuto l’evidente segnalazione che poteva comunque ristabilire una sostanziale parità vista in campo. Per tutti coloro che si tacciano da esperti pallonari, una sola domanda: esiste davvero la Marotta League? Mi sa che avete toppato in massa, perché se fosse davvero esistita avremmo due scudetti in più e in questo campionato i giochi erano fatti da parecchio. Comunque va bene così, mentre altri, nelle stesse circostanze, avrebbero scritto e inveito per settimane, noi ci limitiamo a sottoscrivere la considerazione che i giochi sono ancora in essere, i debiti riscontri si fanno alla fine; per il momento siamo lì e non credo che abdicheremo tanto facilmente. Certo, dobbiamo stare attenti e concentrati per non sbagliare altre gare, restando sul pezzo e pensando a gara dopo gara, ci vuole ben altro, che se ne dica in giro. È dinanzi agli occhi di tutti che abbiamo mancato il giusto approccio alla gara e che nei momenti chiave abbiamo gettato alle ortiche due occasioni colossali che avrebbero sicuramente indirizzato il derby in un altro canale, forse a noi più congeniale. Se nel primo tempo abbiamo giocato sotto i nostri standard consueti e gettato al vento un’occasione colossale con Mkhitaryan, dopo una discesa in verticale in area rossonera, ha tirato addosso al portiere avversario, divorandosi una rete che avrebbe sicuramente dato una scossa alla gara sino a quel momento sonnacchiosa. Poi cosa accade, come da sempre risaputo: da gol mangiato a gol subito. Discesa degli avversari con tre passaggi e la rete dell’esterno rossonero. Mi chiedo dov’erano Bisseck ed Enrique? Entrambi in ritardo, permettendo la conclusione facile a rete, senza l’opportuno ostacolo. Si riassume tutto qui un primo tempo giocato male dai nostri che ha dato la consapevolezza agli avversari di poter credere nella vittoria, legittimata solo da sporadici contropiedi e attuando il gioco non gioco di cui è maestro Allegri, tutti dietro e ripartenze letali in contropiede, che noi abbiamo concesso cercando di riportare la gara sui giusti canoni del meritato pareggio. Questo è accaduto nel secondo tempo, con un maggiore possesso palla, direi alquanto sterile, senza crossare o affondare con una circolazione di palla fine a sé stessa, senza occasioni nitide e di rilievo, se si esclude quella di un Dimarco al centro dell’area avversaria mancare una rete che non è certo da lui, diciamo un rigore in movimento. Ancora una volta dobbiamo solo fare il mea culpa, per non aver giocato da Inter; mi chiedo però che i nostri demeriti si contrappongono ai meriti dell’avversario che non ti ha fatto sviluppare il gioco a cui siamo stati abituati a vedere. Non vorrei tirare in ballo il direttore di gara, quel Doveri che nei momenti cardine davvero mi viene da dire “dov’eri?”. Per oltre 90 minuti direzione di gara impeccabile, senza sbavature, ma nel finale tutto viene messo in gioco da due situazioni davvero cervellotiche. Nella prima fischia appena dopo che i ragazzi hanno battuto un calcio d’angolo, per scaramucce in area milanista, dove abitualmente non s’interviene, e qui la rete viene annullata, senza alcuna spiegazione del preventivo fischio. Ma l’apoteosi è stata raggiunta al tramonto della gara: mano netta di Ricci in area non fischiata, anzi non vista dal direttore di gara. Neanche l’assistente interviene; già dopo Napoli-Inter nessuno può intervenire per segnalare alcunché, ma la cosa assurda è che dalla sala VAR tutto tace; già il rossonero Abisso se ne guarda bene di mandare l’arbitro a riguardare l’azione al monitor. In altre circostanze, il VAR ha agito da quell’ausilio tecnico che avrebbe dovuto eliminare ogni dubbio; invece, ieri s’è insinuato come se dovessero farcela pagare per altre circostanze, non dipendenti dalla nostra volontà. Se così fosse realmente, lo so, a pensare male si fa peccato, ma talvolta ci s’azzecca. Va bene, abbiamo perso una battaglia, ma in questi momenti si vedono i veri guerrieri che si fanno forza e tutti uniti combattono per l’esito finale. La guerra è tutta ancora da vincere, e noi abbiamo le armi giuste per farlo! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

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Emozioni in… viaggio!


Scritto Da il 2/Mar/2026

Emozioni in… viaggio!

Partenza in orario pre-prandiale, tutti pronti con la consueta parte di azioni e abbigliamento solito e proni alle trasferte per assistere alla gara interna di campionato dell’Inter a Milano. Anche nel girone di ritorno la società premia i soci degli Interclub con la partita dedicata, a costi contenuti, per la gioia condivisa da tantissimi tifosi festanti, in uno stadio quasi sold-out. La cosa molto impressionante che la volta scorsa non abbiamo potuto gustarci, per il loro disaccordo e lo sciopero del tifo, è stata la coreografia accompagnata dai fantastici cori che hanno coinvolto tutti, intonati con tanta forza dai tifosi del secondo anello verde. Tutto davvero molto bello, la cosa che più mi ha affascinato è stata il vedere tante persone appassionate, dal giovane all’anziano, dal milanese e da chi come noi s’è fatto tantissimi chilometri per assistere alla squadra del cuore. Piccola nota che mi ha fatto davvero pensare è stata l’aver constatato la presenza di un gruppo di ragazzi che, con accento marcatamente partenopeo, intonavano cori festanti a favore dell’Inter. La mia domanda lecita è stata: «Come mai tifate Inter? Si denota che non siete di Milano, ma vivete qui?» Risposta che non s’è fatta attendere: «No, siamo di Napoli e ci siamo fatti questa trasferta, con tanti chilometri, per seguire la nostra squadra: perché siamo napoletani intelligenti!» Con questa risposta alquanto spiazzante, ne ho preso atto e ho stretto la mano a questi nuovi fratelli nerazzurri! L’attesa della gara è stata premiata dalla visione di una partita giocata in maniera decisa e concreta. Si notava sin dagli inizi che le scorie post-Champions erano quasi state smaltite del tutto; forse, con il senno di poi, qualcosa in più si poteva fare, ma non fasciamoci la testa: abbiamo altri due trofei su cui puntare. Certo, per goderci quello spettacolo che immaginavamo potesse essere, abbiamo atteso quasi due ore sugli spalti, ma ne è valsa la pena, perché tutto il contorno prima della gara è assolutamente da vivere: dall’entrata dei ragazzi per il riscaldamento alla lettura delle formazioni. La gara, con tutta franchezza, non è stata delle migliori, ma, come accade in questi casi, era importantissimo incasellare i tre punti, e diciamo che, tutto sommato, è stata condotta in porto con estremo giudizio, rischiando davvero poco e creando diverse occasioni, con il portiere avversario che ha sciorinato degli ottimi interventi. Dalla nostra posizione, quel terzo anello rosso, la visuale era perfetta per notare i vari movimenti tattici e per ammirare le sgroppate dei quinti; e poi, con un Dimarco in queste condizioni, possiamo davvero credere in un valore aggiunto per questa squadra. Ne è testimonianza la rete che ha letteralmente spaccato la partita, ma è doveroso fare una menzione particolare a Mkhitaryan, autore di un pregevole assist per la stoccata finale di esterno sinistro del grandissimo Federico, imparabile per il portiere avversario. Nella prima frazione abbiamo creato molto di più che nella ripresa, ma con tutta coscienza, il risultato non è mai stato messo in discussione. Volevamo la vittoria ed è arrivata; questa è la cosa più importante: tenere a debita distanza tutte le altre squadre, a partire dai cuginastri che “san culino da Livorno” tiene ancora in vita per un piazzamento in Champions, che è sicuramente alla loro portata, esclusi da ogni altra competizione e con una sola gara da preparare. Avrebbe dovuto essere lo spauracchio più concreto; forse per loro l’obiettivo da raggiungere, oltre alla qualificazione succitata, potrebbe essere la vittoria nel derby? Direi davvero magra consolazione per chi crede di essere i migliori. Noi di fatto lo siamo e ritengo che domenica sera ne vedremo delle belle. Credo che i ragazzi lotteranno e faranno tesoro degli errori commessi all’andata, mettendo tanto cuore e assoluta abnegazione, forse creando meno, ma con tanto cinismo. Forse in questo modo riusciremo a distanziarli ulteriormente. Dovremo centellinare le risorse fisiche e mentali in considerazione del fatto che ci aspetta una gara infrasettimanale, l’ennesima, che riguarda la semifinale di Coppa Italia in terra lariana, ma chi sa il tipo di gara che rappresenta, saprà onorarla al meglio. Il viaggio di ritorno è stato davvero rilassante; certo, cinque ore non sono poche, siamo tornati a casa ben oltre le 4 di notte, ma eravamo felici con la consapevolezza che l’Inter per noi è il massimo e queste fatiche non si accusano. Anche se ci tolgono qualche ora di sonno, sono ben ripagate! Piccola annotazione da quando seguo l’Inter, dal lontano 8 febbraio del 1981, gara casalinga con l’Udinese e vittoria per 2 reti a zero di Prohaska e Altobelli, in tutte le occasioni che l’ho vista dal vivo non ha mai perso, eppure di partite ne ho viste tantissime, diciamo che sono il portafortuna nerazzurro, e questo non mi dispiace affatto!!!  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

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