Un buon … allenamento!

Scritto Da il 11/Ott/2026 - Ultimo Articolo |


Un buon … allenamento!

Dopo la lunghissima sosta per le nazionali, si riprende un campionato che ha tutti i presupposti; se così continueranno i fatidici giochi, rimarrà sempre più alla nostra portata, con la forza della nostra squadra, più che mai consolidata anche con le cosiddette seconde linee. Tutte le gare nascondono insidie che però vengono spazzate via dalla consapevolezza del giusto approccio alla gara, com’è avvenuto ieri. Pronti, via! Siamo prontamente entrati in quello schema di propensione e aggressione all’avversario che è il diktat del nostro mister. Certo che poi i ducali ci hanno messo del loro per fare propendere il risultato dalla parte nostra, e tutto dire, con quell’errore marchiano del difensore gialloblù che s’è lasciato soffiare la palla sanguinosa su cui s’è avventato Sucic, che ha prontamente scartato quel regalo e sbloccato prestissimo la gara in nostro favore. Successivamente è accaduto qualcosa che sinora non s’era ancora visto: una chiamata del VAR su uno step-on-foot nei confronti di Pio Esposito, che in altre circostanze è stata ignorata. Fortunatamente, la chiamata è arrivata a dimostrazione che forse la pausa del campionato ha giovato anche a tutto il settore arbitrale. Rigore sacrosanto e “Sentenza Calhanoglu” ha continuato nello score positivo di realizzazione dagli undici metri. Continuando a sciorinare il nostro gioco propositivo e d’insieme, dove tutti i reparti sono coinvolti, in una nostra ripartenza è arrivata la terza rete di un Marcus Thuram lanciato in corridoio, dove ha fatto prevalere la sua poderosa propensione e ha calciato in diagonale depositando in rete la terza rete. Primo tempo delizioso che ha spianato la strada a una ripresa di tutta tranquillità; certo, forse visto quello che s’è creato, qualche altra rete si sarebbe potuta segnare, ma va bene così: è stato un proficuo e determinante allenamento verso la ripresa della Champions di martedì. La cosa che salta agli occhi è stato un clean sheet importante, visti gli ultimi incontri dove riuscivamo a prendere da una a più reti che puntualmente rimontavamo. Ieri, forse vista anche la pochezza in attacco di un Parma più preoccupato a difendere che a offendere, non avremmo avuto difficoltà a fare nostra una gara importante per continuare nel nostro percorso. È importante aver dato il giusto spazio a chi sinora ha giocato meno, risparmiando per la gara di martedì giocatori del calibro di Barella, Zielinski, Bastoni, Akanji e con un Dimarco in ripresa al pari di Calhanoglu, che è sempre più determinante e che ieri si è fatto vedere anche con dei recuperi palla davvero importanti e provvidenziali. Ritengo comunque che in questa rosa non ci siano solo undici titolari inamovibili, ma tanti giocatori intercambiabili tra loro che in campo talvolta fanno la differenza. A tal riguardo, vorrei citare un giocatore che per me è diventato una parte integrante di questa squadra. Mi riferisco a Carlos Augusto, davvero un pezzo pregiato per questa squadra, alter ego di Dimarco, ma che è anche utilissimo come terzo di difesa e in altre zone del campo. A questo mi riferivo, come diceva, di giocatori intercambiabili e in rosa ce ne sono diversi. E poi ieri s’è rivisto un giocatore nuovo: Spence, che ha fatto vedere, in quel poco tempo che è stato in campo, quello che è capace di fare in una propensione imponente sulla fascia, e credo che sarà un’altra freccia nella faretra a disposizione di Chivu. Mai come quest’anno siamo ben assortiti, nella necessità di saper far gioco con più esponenti, e se i saccenti giornalai ci davano credito per la bontà e la vastità della rosa, non possiamo che dare ragione alla loro indubbia verità, anche se noi lo sappiamo anche senza le loro esternazioni, perché quando si parla d’Inter ogni discorso va preso con le molle; non tutti sono coerenti su quello che siamo realmente da un lustro e più nel panorama pallonaro, grazie ai sacrifici economici fatti in società e all’abilità di prendere giocatori utili al nostro progetto senza svenarsi e poi credendo in quello che si ha in casa, perché il buongiorno si vede dal mattino e quando nel settore giovanile ci sono giocatori come Alexandar Stankovic, tutto può risultare più semplice in considerazione del fatto che il vivaio è importantissimo per una squadra che vuole crescere sempre di più, sia in Italia che in Europa: il futuro dei giovani dipende sempre più da noi, che abbiamo l’obbligo di farli crescere nel migliore dei modi. Alla Pinetina c’è uno staff che sa quello che deve fare, perché il futuro dell’Inter è sempre più florido in quest’ottica. Il vessillo nerazzurro sventola lassù in alto e sventolerà per parecchio tempo ancora! … Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter