
Una manita di …rabbia!
Ormai la consuetudine di concedere due gol di vantaggio agli avversari è diventata sempre più lampante, ma per noi tifosi non è certo un toccasana per la salute delle coronarie. Si potrebbe affermare che, alla fine, «tutto è bene quel che finisce bene». Certo, ma fino a quando?Non si può rischiare di soccombere per un approccio sbagliato alla partita, né tantomeno per errori difensivi davvero cervellotici, figli di una scarsa concentrazione, per poi essere costretti, dopo aver preparato la cosiddetta «frittatona», a rimontare. La dimostrazione è arrivata proprio quando, dopo aver subito il doppio svantaggio, la squadra ha reagito con una rabbia quasi schiumante, mettendo alle corde le zebrette friulane e confezionando, alla fine, una fantastica manita. Ben cinque reti, realizzate peraltro da cinque marcatori diversi, che confermano la nostra squadra come l’attacco più prolifico dell’intera Serie A. Ma è altrettanto doveroso ricordare che siamo anche l’undicesima difesa più battuta del campionato, e quest’ultima classifica non rappresenta certo un motivo di vanto per i campioni d’Italia in carica. Io non voglio addossare colpe al singolo, ma dopo Madrid, ancora una volta, Pepo Martínez ci ha messo del suo, in condominio con una linea difensiva che, in alcune circostanze, sembrava avere la mente altrove. È risaputo che, quando sbaglia il portiere, la rete è quasi inevitabile: questo dovrebbe essere il diktat da tenere sempre presente. I difensori devono essere, prima di tutto, i guardiani della propria porta, aiutando il proprio estremo difensore e senza permettere agli avversari di accomodarsi con troppa facilità nella nostra area di rigore. E già la mente corre al prossimo impegno di sabato, quando faremo visita a una Roma gasata all’inverosimile, che occupa la vetta della classifica in condominio con noi. Contro i giallorossi dovremo essere estremamente concentrati e attenti, perché lasciare spazio a giocatori letali come Malen e a elementi di fantasia come Dybala e Soulé potrebbe rivelarsi davvero letale. Ma veniamo alla gara di ieri. Detto dei disastri difensivi, mi piace invece sottolineare la reazione davvero rabbiosa della squadra. Perdere una partita che stavamo dominando in lungo e in largo sarebbe stata una beffa clamorosa, soprattutto alla luce dello score finale e delle statistiche, che ci hanno visto protagonisti praticamente in tutti i principali numeri della gara. Possesso palla a nostro favore per oltre il 65%, 27 tiri totali contro i 5 degli avversari, 10 calci d’angolo a 1: questi sono i numeri di una gara che, per certi versi, ci ha fatto rivivere quei ricordi nefasti della passata stagione. Questa volta, però, con grande classe e carattere siamo riusciti ad arginare la situazione e, soprattutto, a sovvertire completamente l’inerzia della partita. Il migliore è stato Marcus Thuram, premiato con il titolo di MVP, ma, a mio parere, tutti hanno contribuito a meritare quel riconoscimento. A cominciare da un Nicolino Barella capitano e motorino perpetuo, quest’oggi anche goleador. La sua classe non si discute, per carità: ce ne fossero come lui! Ma, a mio modesto parere, dovrebbe eliminare quelle plateali mimiche quando le cose non vanno per il verso giusto, sbracciando in maniera del tutto inconsueta. Personalmente le ritengo davvero inutili e, soprattutto, poco produttive. Se possiamo permetterci di lasciare in panchina giocatori del calibro di Lautaro Martínez, Dimarco, Calhanoglu, Sucic e Bisseck, oltre agli altri elementi inizialmente in panchina e poi subentrati, significa che questa rosa può sostenere un certo turnover senza particolari problemi. Dovremo fare tesoro di questa abbondanza di uomini utili al gioco che mister Chivu vuole proporre. Sarà proprio questa profondità della rosa a permetterci di affrontare la gara di sabato con una certa tranquillità, confidando in giocatori motivati e pronti a entrare in campo dando tutto per la maglia che indossano.Poi dovremo fare a meno della Serie A per un po’, a causa degli impegni delle Nazionali. Per ben sedici giorni il campionato si fermerà e saranno numerosi i nostri giocatori impegnati con le rispettive rappresentative, con un notevole dispendio di energie in competizioni tutt’altro che semplici. E, come al solito, noi che destiniamo tanti uomini in giro per il mondo dovremo fare di necessità virtù. Si dovrebbe riprendere con Inter-Parma del 10 ottobre: un modo come un altro per farci trovare pronti alla ripresa, con quello spirito che ci ha contraddistinto sinora e con tanta voglia di sostenere questi ragazzi che ci fanno divertire, nel bene e nel male. Perché, come spesso accade, alla fine riusciamo sempre a trovare la quadratura del cerchio in un campionato che, almeno per il momento, continua a essere di nostro appannaggio. E noi faremo di tutto affinché possa continuare a essere così! … Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

