
Così non va bene!
Questa mia esternazione deriva dal disconoscimento di un gioco del calcio in cui non so più rivedermi. Mi sembra di essere tornato ragazzino, quando con un gruppo di amici ci si incontrava in strada per una partita a pallone. Si contendeva un pallone con le buone o con le cattive, non c’era nessuno che dettasse regole specifiche, si litigava, ma il fine ultimo era il divertimento. L’unica cosa che è cambiata, ahimè in negativo, è il divertimento che sta scemando, secondo un mio modesto parere, e con esso la consapevolezza che l’estro, la classe, la fantasia di alcuni campioni viene messa in secondo piano, perpetrando in modo brutale un calcio che pare più un’arena dove lottano i gladiatori del terzo millennio, per il puro godimento di chi guadagna milioni facendo scempio di un gioco che ha sempre attirato spettatori che aspettavano la giocata fenomenale e la rete fantastica di chi era l’interprete per antonomasia: il campione! Chi ha deciso che si debbano cambiare e riscrivere le regole del calcio in questo modo anacronistico, non è in linea con uno spettacolo puro e godibile, ha sbagliato perfettamente le regole e i tempi. Non puoi mescolare il calcio con il rugby; sono due sport diversi tra loro, sebbene di squadra. Non è tollerabile, quando si è appena alla terza giornata, che vengano commessi errori così marchiani di valutazione da far rabbrividire, e non beviamoci la storia che il calcio è uno sport di contatto; è verosimile, ma a tutto c’è un limite. Il designatore Orsato non sta facendo meglio del suo predecessore; le linee guida date agli arbitri sono del tutto fallaci, prestando il fianco a tantissime interpretazioni che smentiscono tale comportamento. È inammissibile che si possa placcare, in area di rigore e non solo, un avversario e rimanere impuniti, per il solo motivo che le interruzioni di gioco non fanno bene allo spettacolo. Ma di cosa stiamo parlando? È pura fantasia: quando il fallo c’è, bisogna fischiarlo; quando c’è una plateale trattenuta, va fischiata. Con l’esperienza fatta sul campo, quando c’è un’azione di ripartenza, notando il fallo si lascia continuare e poi si ammonisce chi l’ha commesso ad azione ultimata. Questo comportamento deriva dalla mia modesta ma fattiva conoscenza di arbitro amatoriale nei miei decennali anni di attività sui campi sterrati di periferia. Ieri ho visto un direttore di gara che forse ha ovviato alle direttive impartite; nella gara del posticipo domenicale ha sanzionato, giustamente, le trattenute e gli interventi più rudi, anche con il cartellino giallo. Parliamo di un arbitro, non proprio un santo, quel Mariani, reo di aver concesso un rigore inesistente su intervento cervellotico del segnalinee nella gara che abbiamo però lo scorso anno a Napoli. Certo, chi è senza peccato… come ha sempre sostenuto e lasciato ai posteri questo insegnamento, quell’entità celeste a cui siamo da sempre devoti. Ed è giusto un certo ravvedimento, tant’è che è stato l’unico arbitro italiano designato per i mondiali. Mi viene da dire se poi questo è il migliore, figuriamoci… Ora veniamo al punto che più ci interessa: la gara di sabato pomeriggio alle diciotto. Il signor Sozza ne ha combinato di tutti i colori e con lui coloro i quali avrebbero dovuto dare assistenza; quel VAR che oramai è diventata un’entità astratta, in quel gabbiotto mi sa che coltivano altri interessi, al di fuori della partita di calcio che avrebbero dovuto guardare con occhio vigile. Questo signore ha tollerato scontri al limite del wrestling, ma la cosa che fa più specie, iniziando a pochi minuti dall’inizio, è stata netta l’impronta che avrebbe dato alla partita di una totale indulgenza per falli del genere. Non è così che funziona, non mi riconosco in questo gioco del calcio; andrò forse controtendenza, ma io amo il calcio in cui si antepone l’aspetto tecnico al contrasto rude e volto a interrompere a tutti i costi l’azione avversaria. Il calcio è tutt’altra cosa. Nello specifico, mi piace rimarcare come in queste prime tre giornate ci siano stati dei fatti annotati che ci fanno riflettere. A Cagliari, per esempio, due azioni non sono state riviste e nei commenti di pseudo moviolisti hanno cercato di trovare una ragione al comportamento cervellotico del direttore di gara, di cui ho già scritto, ma la cosa che è accaduta sabato ha dell’inverosimile. Su Pio Esposito hanno commesso ogni sorta di azione fallosa, dal placcaggio finendo con la maglia tirata e in concomitanza di un bloccaggio del braccio sinistro ad opera di Di Lorenzo: nulla di che, tutto bene per il Sozza della situazione, ma non vorrei che in questi casi ci sia una sorta di nomen omen. Per quanto concerne il rigore, va bene, c’è da discutere sulla volontarietà del fallo, o presunto tale, ma il movimento a cercare il pallone la dice tutto e ieri sera il solo Bergonzi ha evidenziato che era calcio di rigore, mentre altri paventavano che non c’era alcun tocco di mano, che per me impercettibilmente c’era. Anche in questo caso in sala VAR tutto tace, forse assorti nel guardare YouPorn? Siamo solo alla terza giornata e ribadisco che al posto di migliorare l’azienda calcio la stanno affossando, eliminando quel poco di credibilità che ancora nutriva. Ultima annotazione, per tutte quelle persone che affermano che il gioco del calcio all’estero è questo ed è assolutamente fisico, rispondo che lo scorso anno in Champions ci hanno fatto perdere il passaggio diretto nelle prime otto per una sconfitta contro il Liverpool per un rigorino assolutamente assurdo. Allora, di cosa vogliamo parlare? Però tocca aspettare ancora qualche ora e verificare se tutto è cambiato, controllando se realmente lo spettacolo possa trovare giovamento da queste direttive: la Champion incombe. Abbiamo capito che dobbiamo ancora una volta lottare contro altri nemici, e non solo quegli undici che abbiamo di fronte in campo, come purtroppo ci succede da qualche anno.… Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

