

Una grande partita… a metà!
In questo anomalo venerdì di campionato, i fari di coloro che ambiscono a essere gli artefici del nostro destino, facendo scongiuri e macumbe varie, hanno avuto la loro dose di rodimento, perché i ragazzi, quando hanno voluto, hanno sciorinato quel gioco che tante volte quest’anno ci ha fatto innamorare del calcio. Ritengo che, in parte, “fantastici” sia forse l’unico aggettivo che inquadra alla perfezione la prestazione dei ragazzi in un venerdì sera non qualunque, anteprima di quello che sarà servito martedì nel ritorno della semifinale di Coppa Italia al cospetto dei ragazzotti di Fabregas. Ieri era un buon test, anche perché nel primo tempo siamo stati messi in difficoltà dai ragazzi isolani, in alcuni frangenti, anche se poi il nostro portiere è rimasto, sino a fine gara, con i guanti immacolati, compiendo solo ordinaria amministrazione. In sintesi, un primo tempo scialbo, con poche idee di gioco e con una circolazione di palla abbastanza compassata e lenta, con un paio di occasioni che, nonostante tutto, le abbiamo create. Invece, nella ripresa, i ragazzi hanno tirato fuori una prestazione maiuscola, da grande squadra qual è l’Inter, ma tant’è che poi è venuta fuori la classe e il gioco di un’Inter mai doma, che quando vuole un risultato cerca di ottenerlo con un insieme che fa lustrare gli occhi per i movimenti e per il gioco spettacolare che producono. Questa squadra, quando decide di pigiare sull’acceleratore, non c’è né per nessuno, confezionando ben due reti nel giro di pochi minuti, senza dare scampo ai ragazzotti cagliaritani. Si è visto subito all’ingresso in campo dei ragazzi; già nell’aria si avvertiva il presagio di quello che sarebbe stato il risultato finale, davvero eclatante per il popolo nerazzurro, con il “gollazzo” di un Zielinski dal limite dell’area che sanciva il risultato finale sul tre a zero per noi. Il secondo tempo si concludeva con un netto predominio nerazzurro, mentre il Cagliari, non pervenuto, s’è limitato ad arroccarsi nella propria metà campo, con sporadiche uscite che non hanno prodotto alcunché, facilitandoci un compito che abbiamo assolto in tutta tranquillità. I sardi si sono resi conto che contro quest’Inter nulla hanno potuto, cosa che ha dichiarato anche, con tutta onestà, il tecnico dei sardi Fabio Pisacane: “Contro questa Inter è difficile giocarci, non siamo riusciti a contenerli. È normale che con il doppio cazzotto, contro una squadra come l’Inter, ci ha un po’ stordito. Fino a quel momento ci stavamo sacrificando bene e tenevamo bene il campo. Sapevamo che, nonostante potessimo fare tutto bene, l’Inter ci poteva creare seri grattacapi.” Mentre il nostro Chivu ha certificato il leggero appannamento del primo tempo con la grande prova della ripresa. In partite come queste serve la massima concentrazione, che deve superare le ambizioni degli avversari, che sanno che, qualora dovessero fermarci, avranno fatto un’impresa memorabile. Forse non c’è bisogno di rimarcarlo, ma questa squadra, quando gioca in questo modo, davvero non ce n’è per nessuno, e non lo dico solo dopo questa partita; è dall’inizio che i ragazzi sfornano prestazioni che sono sopra le righe. L’unico rammarico è quella Champions in cui potevamo ancora dire la nostra, ma oramai non ci resta che vincere gli obiettivi rimasti e riprovarci il prossimo anno; è nelle nostre corde, visto l’andamento degli ultimi anni. Credo che tutto prevalga dalla convinzione che i ragazzi sappiano il loro reale valore; in campo si divertono e, con il sorriso, sono tutti propensi al risultato finale, l’unico che è più confacente: la vittoria! Per tutti i giornalai che a inizio campionato ci davano in fase calante, e per di più con un allenatore con pochissima esperienza, questo è innegabile, ma nessuno ha fatto i conti con l’interismo che ha dentro di sé, nel suo DNA, il nostro Christian Chivu, che piano piano ha plasmato i ragazzi al suo ordine tattico. Ma se un tecnico, al suo primo anno seduto su una panchina prestigiosa come quella dell’Inter, riesce a rimpinguare la bacheca con un double fantastico, cosa gli si può dire? Nulla che ha le stimmate di un grande tecnico e, secondo me, è un predestinato. Crediamoci, abbiamo il futuro nelle nostre mani, non dobbiamo lasciarcelo scappare. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

