
Una vittoria…camaleontica!!!
La conquista dei tre punti in terra Sarda ha il sapore di primato, seppure momentaneo e di questo siamo coerenti, al momento, però godiamoci l’attimo fuggente. Guardando il risultato finale nel largo successo, potrebbe indurre a una partita tutta in discesa, ma non è stato proprio così. L’undici sardo è partito benissimo mettendo alle corde i ragazzi specie nei primi venti minuti della prima frazione di gioco, con un Samir pronto a neutralizzare ogni offensiva, una grandissima su Pavoletti ma, oggi si è visto il carattere cinico che una grande squadra deve avere, e l’Inter stasera lo è stata. Bisogna dare merito al nostro allenatore Spalletti di aver plasmato una squadra che gara dopo gara, riesce a tirare fuori un carattere sempre nuovo, capace di soffrire quando serve, ma è ancor di più sa essere cinica sfruttando al meglio le occasioni che si presentano dinanzi, e poi con un Maurito come questo tutto è lecito. Già dicevo del carattere molte volte camaleontico di questa squadra, a volte sembra essere alla mercé dell’avversario ma quando decide di cambiare l’inerzia della gara, allora tira fuori tutta quella forza d’urto che serve per annientare l’avversario di turno. Ribadisco che non è stato semplice sconfiggere di un avversario come il Cagliari, plasmato nei movimenti dal nuovo tecnico Lopez, ha fatto pressing a tutto campo e dai commenti degli addetti ai lavori, forse ha disputato la migliore partita di questa prima parte del campionato. Forse il loro massimo è stato interpretato nel costringere i ragazzi a ragionare nell’immediato, ma quando hanno avuto campo, non c’è stata storia, era evidente la disparità di qualità in campo, comunque il merito dei ragazzi è crederci comunque e ovunque condizione questa che ha fatto si che si potesse espugnare la Sardegna Arena. Certo come si suol dire non tutte le ciambelle riescono con il buco, tant’è che nella partita interna con il Chievo, nel prossimo turno, dovremo fare a meno di pedine importanti nello scacchiere nerazzurro, certo sostituire gente come Miranda, Gagliardini e forse anche Vecino uscito malconcio dal terreno di gioco, non sarà facile ma credo che il nostro mister riuscirà nella quadratura del cerchio. Poiché i primi due erano diffidati, e avendo la coerenza del tifoso che alla fine doveva accadere, meglio saltare la partita di Milano anziché quella successiva di Torino contro la Juve, sarà l’ennesimo banco di prova e se si vuole essere considerata una squadra leader, bisogna comportarsi sul campo come tale e andare in Piemonte senza remore e con la consapevolezza di trovarsi sulla strada giusta per divenire una grande squadra. Una cosa per volta però, ora archiviata la gara vinta in terra sarda, prepariamoci bene mentalmente e pensiamo alla prossima gara che ci vedrà opposti all’undici clivense, autore di una gara ribaltata al cospetto di una Spal andata per prima in vantaggio. Con il Chievo nel corso degli anni non è mai stata una gara semplice, ci ha fatto spesso soffrire questo è risaputo, per il gioco espresso in campo il più delle volte arroccato in difesa e pronto nelle ripartenze. Spero solo che quest’anno tutto possa essere smentito, come d’altronde c’è già capitato lo scorso anno, la fiducia in questa squadra è al momento incondizionata almeno da parte di noi tifosi, anche se molti giornalisti che nelle note trasmissioni televisive snobbano la nostra squadra, ma io dico meglio così, nel caso accade ciò che noi pensiamo, allora in tanti si ricrederanno e non sarà facile per loro salire sul carro dei vincitori. Intanto la classifica dice che abbiamo dei numeri superiori anche alle più rosee attese con ben quindici punti in più rispetto allo scorso anno e al momento imbattuta con ben undici vittorie e tre pareggi, se il buon giorno si vede dal mattino… io ci credo!!! …..Amala
Antonio Dibenedetto
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Emozioni senza….fine!!!
Inter Atalanta non può essere una partita come le altre, lo scorso anno è stata foriera di uno spettacolo indicibile e noi come interclub eravamo sugli spalti godendo di un roboante sette a uno, ma anche quest’anno direi che le emozioni non sono mancate, anzi per altri aspetti sono state infinite. L’Interclub Giacinto Facchetti di Fano, con la presenza del presidente e del vice (nella foto in alto), è stato premiato per la lungimiranza e l’attaccamento ai colori nerazzurri per trent’anni. Mai come in questo momento siamo orgogliosi dei nostri predecessori che ci hanno dato l’opportunità di manifestare il nostro attaccamento tramandandoci questa passione, creando questo club con sani principi che si sono sempre più rinsaldati nel corso degli anni. Certo le persone passano, se ne sono succedute tante nel tempo e ognuno ha cercato, nel corso degli anni, di portare qualcosa di personale in seno al club, ma a distanza di trent’anni se noi ci siamo ancora questo vuol dire che l’aggregazione di tutti i soci è sempre stata più che mai solidale nell’unico obiettivo per il bene del club e dell’Inter. Il direttivo dell’Interclub G. Facchetti, di cui orgogliosamente faccio parte, da sempre pone il massimo dell’impegno sia nell’organizzazione degli eventi calcistici, sia manifestando la nostra massima solidarietà verso chi lotta contro fardelli imponenti che la vita ti pone davanti, e al fianco di chi lotta per riuscire a fare del bene. Non sto qui ad elencare le varie iniziative che il nostro club ha già portato avanti, quelle si dimenticano, voglio solo ricordarvi la cena solidale del 15 dicembre prossimo che si terrà presso la cooperativa Treponti di Fano in località Chiaruccia, dove l’aspetto principale non è l’essere tifoso di una sola squadra, ma l’essere tifoso della vita e per la ricerca, in quanto tra le iniziative fautrici dell’evento c’è, tra l’altro, il sostegno a Telethon. Quindi noi del direttivo dell’Interclub G. Facchetti di Fano, accoglieremo tutti i tifosi uniti in un simbolico abbraccio e in amicizia e per un fine unico: insieme si può! Dopo questa premessa d’obbligo per le emozioni della bellissima serata, ecco che ha fatto di contorno una gara che i ragazzi hanno ben giocato, con lampi di vera squadra e direi con un risultato che non è mai stato in bilico. Certo a voler trovare il cosi detto pelo nell’uovo, certi errori sono ancora presenti nel nostro essere squadra, ma credo che con il tempo tutto sarà livellato e con uno Spalletti innamorato di tutto l’essere interista percorreremo una strada, sebbene tortuosa sino alla fine, ma che ci farà tornare in quelle posizioni che ci competono. Lui sa come far rendere al massimo anche quei giocatori che parrebbero reclusi a ruoli di perenne riserve, il caso emblematico è stato Santon rispolverato per la bisogna, e autore di una gara diciamo alquanto soddisfacente. Mai come quest’anno il campionato di serie A è bellissimo senza una squadra che prende il largo, ma si è tutto raggruppati in una manciata di punti, questa condizione rende interessante un torneo nazionale forse il più bello degli ultimi anni, e noi continuando di questo passo credo reciteremo un ruolo di rilievo e non certo quei sbiaditi comprimari delle ultime annate. Con un Icardi così tutto può succedere, questo però non deve essere vanificato da un atteggiamento remissivo della squadra, bisogna che tutte le componenti giochino da squadra, questo è essenziale per il prosieguo del campionato. Lo so, sarò pure ripetitivo, ma l’amore per questi colori è indicibile e quando giocano bene e ti danno simili soddisfazioni non c’è alcun limite che ti puoi immaginare, se non quella parola che rimane inespressa e che varrebbe come un sogno al momento, ma nella vita mai dire mai a volte i sogni non rimangono per molto tempo reconditi e quando si rivelano allora….. Ma questa è un’altra storia che varrà la pena raccontarla a momento debito, ora rimaniamo con i piedi ben saldati in terra e viviamo alla giornata anche perché non succede perché magari non succede, ma se poi alla fine succede….. Amala
Antonio Dibenedetto
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Sino alla fine!!!
Nel lunch-match di una domenica tipicamente invernale, San Siro è stato invaso da una marea nerazzurra di oltre settantunomila tifosi festanti, e tra questi noi c’eravamo: l’Interclub Giacinto Facchetti di Fano ha risposto “presente!”. E’ stata una levataccia giacché si è partiti da Fano località Treponti, alle cinque e trenta di una domenica uggiosa, ma la nostra consapevolezza e la voglia di far sentire il nostro incitamento ai ragazzi, portavamo dentro un calore e un entusiasmo tale da sovvertire l’aspetto climatico negativo direi davvero ostile, tipico di un inverno “lumbard”. Fortunatamente la pioggia non ci ha accompagnati nel tragitto per attendere il nostro turno ai tornelli e per raggiungere il nostro posto sugli spalti, ma alla fine ci ha dato quello che ci ha risparmiato inizialmente, ci siamo inzuppati questo sì, ma abbiamo avvertito la consapevolezza di avere una squadra che lotta, che sbaglia, che non molla, e questa condizione ci ha fatto superare tutto questo, certo che dopo tutte queste vicissitudini, sarebbe stato bello tornare a casa con una vittoria ma pazienza va bene così. Il nostro posto aveva un’ottima visione di tutto il campo eravamo nel settore della curva, diciamo ospite, abbiamo vissuto il fremito delle occasioni errate dalla scarsa vena di un Icardi che ha sbagliato due reti che in altre circostanze non avrebbe mai fallito. In contrapposizione però abbiamo potuto vedere la rete granata con un I. Falque che ha fatto tutto e, ahimè per loro, molto bene, siglando una bella rete con la complicità dei nostri difensori non l’hanno saputo arginare, benché superati in tre. Nel corso della gara d’interventi diciamo pericolosi Samir forse ne ha compiuto forse uno mentre Sirigu è stato sempre tenuto sulla corda. L’andamento della gara è stato vissuto con la consapevolezza che qualcosa poteva accadere da un momento all’altro, e se questa volta la dea bendata non ci ha aiutato, non dobbiamo preoccuparci, la buona sorte a volte ti da e altre ti toglie, l’importante è avere la coerenza e la coscienza dei propri mezzi. Quando abbiamo visto Eder scaraventare in rete la bella palla servita dal nostro capitano, credo che l’urlo di liberazione si sia sentito anche a Piazzale Lotto. Un boato misto a emozioni ma senz’altro di liberazione per una gara che si stava mettendo male, ma che abbiamo avuto la forza di raddrizzare. Certo la vittoria sarebbe stato un buon viatico visto i risultati della giornata che iniziava con la nostra gara, saremmo stati in vetta per circa dieci giorni, ma questo c’interessa relativamente, la cosa importante e crescere come gruppo, non dimenticando però che il nostro primario obiettivo rimane la Champions. E’ anche vero che se c’è anche la minima possibilità di un insperato titolo abbiamo il dovere di crederci, ma non giocando in questo modo! Anche ieri si sono viste, e poi dalla nostra posizione sono stati davvero ben evidenti, tantissime sbavature, una macchinosa ricerca del colpo a effetto, che se non riesce rimani in balia di ripartenze degli avversari che possono farti davvero male, abbiamo il dovere di giocare in semplicità e con una certa velocità e quando abbiamo adottato questo sistema, i pericoli per gli avversari sono arrivati in serie. Contro questi avversari davvero ostili non c’è altro metodo bisogna schiacciarli e non farli ripartire, loro erano racchiusi nella propria metà campo adottando un lodevole spirito di sacrificio tale da emulare quegli eroi del passato che porgevano al nemico il petto, quasi s’immolavano su ogni tiro dal limite dell’area dei nostri ragazzi, di fatto parando con il loro corpo prima del portiere. Con questo non voglio per nulla dare un’attenuante per la mancata vittoria alla mala sorte, per il semplice motivo che se l’azione è avviata bene sin dalla nostra difesa, prosegue nello stesso modo, ma se già inizialmente si sbagliano dei semplici appoggi in uscita (in primis Miranda che non sembra più lo stesso giocatore degli anni passati) e poi si mette in difficoltà il compagno (nello specifico Skriniar) della difesa con appoggi del tutto insensati, al posto di spazzare allontanando la palla da una zona pericolosa, vuol dire che ci sono cali di tensione davvero importanti e bisogna lavorare perché questi cali vengano meno in momenti importanti della gara. Non sempre gli appoggi sono sempre stati errati, ma la sensazione che più di un giocatore soffre di questa mania di ritenersi superiori agli avversari con giocate davvero cervellotiche, vero D’Ambrosio? Non voglio addossare tutto la colpa a loro dell’involuzione del gioco interista, ma ieri non tutti hanno mostrato quei progressi che si chiedeva loro, altro giocatore che sta subendo questa sua trasformazione è Gagliardini e dispiace perché ha mezzi naturali ben evidenti ha prestanza e carattere da vendere, ma la sua esuberanza, la sua irruenza non sempre agevola la manovra! Sono queste le gare che ti danno la certezza della maturazione di una squadra, gare come queste lo scorso anno si sarebbero perse tranquillamente, ecco l’inversione di tendenza che si richiedeva da più parti e che spero diventi sempre più evidente, i nostri ragazzi ci stanno mettendo tanta voglia e la loro caparbietà è il motivo per il quale non li lasceremo mai soli. Questo si avverte a inizio gara quando con le sciarpe nerazzurre tutte ben evidenti, ogni spettatore canta a squarcia gola il nostro inno, e per tutta la gara, i nostri cori accompagnano ogni azione dei ragazzi, l’amore rimane invariato per questi colori e sono sicuro che alla ripresa del campionato riprenderemo anche il nostro cammino verso quella gloria che bramiamo da tempo e che sicuramente meritiamo! ……Amala
Antonio Dibenedetto
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La voglia di far bene!
In un campionato, quello nazionale, che da qualche anno ha preso i connotati di un torneo spalmato in più giorni, ecco che ci tocca la gara del così detto Monday night. Non è un lunedì qualunque ma è una giornata che ci farà consolidare, visti tutti gli altri risultati, un secondo posto che sin qui ci calza a pennello. Come il solito, la voglia di far bene è tanta e il gioco a volte va di pari passo, ma tante volte è cosi tanto acerbo da far stizzire tutti i presenti di fede interista per errori davvero grossolani. Si denota che qualcosa si sta muovendo in seno alla squadra, si cercano trame di gioco accettabili, ogni attore in campo recita il proprio ruolo nel migliore dei modi e la cosa che è lampante che si voglia giocare la palla sino all’inverosimile in qualunque zona del campo. Sin qui tutto accettabile, va benissimo che s’intensifichino la conoscenza e si mattano in pratica esercizi provati in allenamento, secondo me si possono evitare di farli anche in difesa, in quella zona i rischi sono tal volta eccessivi, anche a discapito di una sicurezza presunta, ma che tal volta sfoci in qualcosa d’imbarazzante l’esempio tangibile ne sia stato il rigore concesso. Già il rigore assegnato con il Var, una pantomima pazzesca che a mio parere è stato a dir poco generoso, neanche il direttore di gare era così convinto anche perché così facendo avrebbe dovuto ammonire anche Samir, invece mah mistero! Come recitava un tipo asiatico in conclusione di un famosissimo cartone animato di qualche anno fa, tutto è bene ciò che finisce bene, e di questa massima dovremo farne tesoro alla luce di un campionato che è tutto da scrivere, di fatti si è completata solo all’undecima giornata e la strada è ancora lunga. La nostra scaltrezza sarà, visto che le altre partecipanti in vetta sono impegnate in gare, le varie coppe europee, che succhieranno energie sia atletiche sia mentali, noi dovremo essere bravi a farci trovare pronti per approfittarne, dovremo cercare di essere all’altezza eliminando nel frattempo quegli errori che ancora sono marchiani sia in appoggio sia in ripartenza. Le statistiche ci danno conforto con i punti messi in carniere, non sono mai stati così tanti a paragone dei precedenti campionati con i tre punti in palio, questo è motivo di orgoglio e deve essere il giusto monito per andare avanti, consapevoli della nostra forza. A fine campionato se saremo stati bravi, avremo il giusto merito, caso contrario faremo il mea culpa su di un qualcosa che poteva essere invece, non lo è stato, tenendo ben presente che il nostro obiettivo primario rimane pur sempre la partecipazione alla massima competizione europea, quella Champions che tanto ci manca! Mentre le altre pensano a come affilare le armi per il prossimo loro impegno, come detto sarà quello europeo, noi dal canto nostro avremo di fronte un toro, speriamo da “matare”, noi dell’Interclub Giacinto Facchetti di Fano saremo presenti sugli spalti nel lunch-match domenicale, dedicando ai nostri beniamini la nostra solita passione, sventolando i nostri vessilli e urlando il nostro amore a più non posso. Ultima considerazione nelle precedenti uscite siamo stati ripagati con vittorie, speriamo di portar bene così che il sottoscritto possa scrivere altre righe d’empatia e amore verso questi colori! …Amala!
Antonio Dibenedetto
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Il calcio che ora… conta!!!
Finalmente! Forse questa è l’esclamazione che i tifosi dell’Inter hanno proferito stasera al termine di una gara fantastica, ma allo stesso modo tormentata, solo per via degli ultimi dieci minuti finali! I ragazzi questa sera hanno dato un saggio importante di quello che sono in grado di fare in campo, i presupposti si erano già visti già domenica scorsa al San Paolo e hanno proseguito anche seguito questa sera. Come spesso accade la felicità non è mai piena, in contrapposizione alle belle giocate, e sono state tante nel corso di questa gara, ce ne sono state tante sbagliate che hanno indotto, nei presenti sugli spalti come a casa, tanta preoccupazione per un risultato in ghiacciaia sino al minuto sessantotto. Poi come spesso accade dopo aver dato, il massimo è subentrata la superficialità (nell’occasione della rete Doriana), e la mancanza di lucidità in avanti per chiuderla in maniera definitiva, tant’è che ci sono state altre occasioni per chiuderla con il quarto goal. Non si possono concedere queste chance a una squadra, frastornata da un gioco spettacolare che finalmente i ragazzi hanno fatto vedere e poi dopo aver dominato in lungo e largo rinvigorirla con errori marchiani? In non amo addossare le colpe a nessuno ma questa sera Handanovic, che in altre circostanze è stato superlativo (in ultimo contro il Napoli), ha commesso errori che di solito non commette, ma non è stato il solo altro capro espiatorio della débâcle nerazzurra degli ultimi minuti, anche Miranda è stato figlio di questa involuzione incomprensibile. Oltre queste considerazioni, vorrei puntualizzare che la bellezza assoluta non esiste nel calcio, non si possono giocare oltre novanta minuti al massimo livello è fisiologico, in questa fattispecie in primis c’è l’Inter, ma questo non deve suonare come un campanello d’allarme, vorrei vederne altre di queste gare magari con un po’ di attenzione in più. Io di questa serata mi tengo stretto innanzitutto una maiuscola prestazione dei nerazzurri, mi si brillavano gli occhi quando hanno compiuto giocate spettacolari e voglio rimarcare in occasione della terza rete, seconda di Icardi, ci sono stati ben dieci passaggi consecutivi di prima intenzione che hanno raggiunto l’apoteosi con l’appoggio facile in rete del nostro “puntero”. Giocate come queste danno il senso che questa squadra sta imparando a conoscersi anzi a conoscere le direttive dell’allenatore, che non lascia nulla d’intentato anzi e sempre lì che incita, che si arrabbia, che grida, che motiva come farebbe un vero “mental coach”. E bene si, per me Spalletti oltre ad essere un buon allenatore è un grande motivatore e con lui è difficile che si molli la presa. I soliti detrattori della beneamata potranno dire, a ragion veduta viste le immagini, che l’Inter ha avuto fortuna e che la Sampdoria avrebbe potuto pareggiare, io rispondo a queste persone che oltre a segnare tre reti i nerazzurri hanno anche colpito ben tre legni che gridano vendetta e impensierito Puggioni in altre circostanze, io di parate strepitose di Samir non ne ricordo, forse una nel primo tempo per il resto pura accademia. Concludendo a queste persone vorrei rispondere anche di stare attenti che stiamo arrivando e che non succede, ma se succede ne sentiremo delle belle. Questa squadra mi sta piacendo sempre più, se prende coscienza delle proprie potenzialità e se vengono smussate certe sfaccettature allora si che saremo competitivi e ci toglieremo parecchie soddisfazioni! …..Amala
Antonio Dibenedetto
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Un bicchiere mezzo …pieno!
Un sabato sera, non qualunque però, come intonava Sergio Caputo qualche anno fa: un sabato italiano, ci consegna una squadra consapevole, della possibilità di compiere qualcosa di buono in questo campionato. Certo i cultori del calcio hanno sicuramente evidenziato che il migliore in campo è stato Handanovic, sicuramente aggiungo io, ma ho l’obbligo altresì di rimarcare che anche Reina ha avuto il suo da fare e se le occasioni del Napoli sono state mancate per una mera questione di centimetri, anche noi siamo andati vicini alla segnatura più volte e secondo me il risultato a occhiali, come si diceva tanti anni fa, è il risultato più giusto. Un pareggio forse figlio di una gara infrasettimanale dei partenopei, dove hanno tirato fuori risorse inaspettate e consumate molte energie, mentre i nerazzurri dovevano fare la gara della vita per raggiungere un traguardo di prestigio. Chi credo a un risultato deludente io invece credo in bicchiere mezzo pieno, vuoi per il prestigio e il calcio che riescono a mettere in pratica i ragazzi di Sarri, vuoi che comunque sono i primi della classe con merito. Io mi tengo stretto non solo il punticino ma anche la prestazione, dalla quale ripartire dando seguito con la stessa determinazione alle future gare. Abbiamo capito che la strada da intraprendere è quella giusta e solo con il lavoro e la cura dei particolari si possono raggiungere obiettivi importanti, credo che la cura Spalletti possa far accrescere il rispetto e la stima per questa squadra, finalmente il massimo campionato ha scoperto un nuovo pretendente: l’Inter! Allo stato attuale non siamo molto belli come vorremmo, ma solo il tempo ci potrà dare ragione e quel sostegno di cui abbiamo bisogno. Si notano ancora molti svarioni specie nell’impostazione delle azioni e delle ripartenze, non siamo ancora molto veloci nelle riproposizioni, ma per ora va benissimo così, credo che quando saranno limate ancora delle sostanziali sfaccettature allora si che saremo una squadra bella anche da vedere, oltre che alla sostanza ci sarà dell’altro da offrire alla critica. Per ora mi tengo i titoli dei giornali e i complimenti degli addetti ai lavori, per il resto c’è tempo a partite della prossima gara con la Sampdoria e dovremo dare seguito a quanto di buono si è fatto sinora! …Amala!
Antonio Dibenedetto
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Un derby di….sofferenza!!!
Ore 22:31 di una domenica non qualunque, una domenica italiana che ci ha consegnato tanta gioia alla fine, ma anche tanta sofferenza causata più che dai nostri demeriti che da meriti altrui e poi accade l’imponderabile, un fallo inutile del difensore rossonero consegna a Maurito la palla dell’apoteosi. Un rigore giusto quanto scellerato e deprecabile è stato il fallo commesso dal difensore milanista, e come spesso accade in queste circostanze le motivazioni dei singoli, ancor prima della squadra, vanno nettamente in contrapposizione. Si presenta sul dischetto del rigore un Maurito motivatissimo, deciso di portarsi a casa il pallone, consegnando agli annali e agli amanti delle statistiche, una fantastica tripletta. Tiro secco palla da una parte e portiere dall’altra e il popolo nerazzurro può gioire e mi viene da dire, parafrasando uno spot politico in voga alcuni anni fa: “per fortuna che Maurito c’è!”. Fantastiche anche le altre due reti precedenti di Icardi, che avvalorano la tesi che si può anche giocare con una sola punta davanti se ben supportata, lui fa tantissimo movimento spaziando per tutto il fronte d’attacco, ma se servito e messo in condizione di nuocere agli avversari diventa davvero “un’arma letale”. Definita la parte conclusiva di una gara che ci ha visto protagonisti, bisogna ahimè anche considerare, ancora una volta, che si è vista un’Inter a due facce. Un primo tempo giocato tenacemente, con voglia, lasciando poca roba ai cugini peraltro mai realmente pericolosi; e come ci accade sovente in questa stagione, ecco che nella ripresa subentra l’ansia della prestazione, non si capiscono le motivazioni secondo le quali si è smesso di giocare lasciando campo e occasioni agli avversari. Certo che il Milan ha spinto in modo coerente vedendo le praterie concesse da un’Inter che si era sfaldata, l’occasione della rete di Suso forse è l’esempio che più calza, gli hanno lasciato uno spazio incredibile, nessuno ha avuto la lucidità di marcarlo, e lui che possiede un bel tiro da fuori area, non gli è parso vero d’impallinare l’incolpevole Samir. Per fortuna, rispetto ad altre gare, abbiamo sempre avuto la forza di reagire alle rimonte avversarie, avendo anche la fortuna dalla nostra, che ha fatto in modo di cambiare un risultato, il pareggio, che pareva scritto e forse facendo il “mea culpa”, ci poteva stare vista la seconda frazione di gioco! Prendiamoci questi tre punti che ci fanno comodo, ma ancora una volta, almeno il sottoscritto non è assolutamente contento del gioco espresso, a sprazzi si è vista l’Inter che tutti sognano, che domina che scende lungo le fasce con un gioco veloce, fatto di scambi di prima e sovrapposizioni, ma come ho sempre sostenuto, non si possono giocare solo poche decine di minuti una gara, nella quale bisogna giocarne almeno novantacinque, fino a quando ci andrà bene, tutto sarà rose e fiori ma quando tutto questo svanirà allora saranno dolori. La classifica ci arride è bellissimo vederci là in alto, ma spero vivamente che questo non sia alla fine così effimero da farci cadere nella dura realtà, ci vuole coerenza nel credere in quello che si sta costruendo, supportato, però da un grande impegno e tanta velocità di esecuzione, le azioni bisogna crearle e tirare in porta con convinzione e in campo bisogna correre. Lo so il concetto è sempre lo stesso in campo ci sono anche gli avversari, ma un grande tecnico diceva che se il pallone lo abbiamo e lo gestiamo noi gli altri si devono adeguare. Questa è la filosofia giusta da adottare e far propria, gli avversari devono percepire un reale pericolo per l’incolumità della loro porta e che non hanno scampo, da un momento all’altro arriva la giocata giusta che possa schiodare il risultato, un po’ come faceva l’Inter del “triplete” che ancor oggi rimane la squadra da prendere ad esempio. Mi rendo conto che non bisogna vivere di ricordi, è vero, ma sino a quando non ci sarà una squadra che possa rinverdire quei fasti, saremo sempre legati nel cuore e nella testa a quei giocatori e quel tecnico che ci hanno reso gli unici e invincibili!…..Amala
Antonio Dibenedetto
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Sufficienza …irritante!
Come già visto in altre precedenti gare, ecco che si materializza un irritante quanto destabilizzante “dejà vu”, con i tre punti incamerati con un’ennesima sofferenza che secondo il mio modesto parere non doveva neanche essere messa in preventivo, ma visti gli ultimi impegni e pressoché veritiera. Già, si parlava dei tre punti, questa è forse l’unica nota positiva, per il resto lasciamo stare, sono sicuro che la stampa non esiterà un minuto a stritolare, peraltro a ragion veduta, una squadra senza né capo né coda, succube di quella forza intrinseca che al momento non hai mai dimostrato per intero. Anche questa volta abbiamo giochicchiato poche decine di minuti, in sintesi il tempo necessario per andare in vantaggio e poi? Basta in campo si camminava, mentre per l’ennesima volta gli avversari correvano, siamo stati alla mercé di un Benevento, pareva il Bayern e al nostro cospetto, che ha fatto davvero un gran figura, ma la cosa irritante e la totale sufficienza che questi giocatori mettono in campo, nel loro comportamento e nelle loro giocate. Si potrebbe dire che comunque l’Inter è seconda in classifica con ben sei vittorie e un pareggio, certo se si vuole pensare solo ai numeri, è vero, ma se si vuole qualcosa di più concreto questo non basta, anche perché la forza non è stata dimostrata con squadre di alto rango, tutt’altro, anche oggi sarebbe stato facile credere in una vittoria senza affanni, forse si per le altre squadre ma non per l’Inter. Noi siamo bravi a essere autolesionisti. La cosa che più mi spaventa è l’illusione di un qualcosa che ora c’è, (dettato forse solo la posizione in classifica) ma che può facilmente svanire, che si potrebbe sciogliere come neve al sole, quando ci troveremo dinanzi a squadre più attrezzate che fanno del bel gioco il loro punto di forza, nei prossimi impegni ci troveremo al cospetto di un Milan che al momento non dovrebbe farci perdere il sonno ma contro il Napoli si! Il timore, secondo me davvero fondato, è che contro gli azzurri ci sarà da soffrire terribilmente, loro corrono eccome, loro giocano e molto bene, fanno girare palla in maniera veloce con inserimenti verticali di giocatori brevilinei davvero eccezionali su tutti Mertens e Insigne, la mera constatazione che giocano insieme da diversi anni depone sicuramente a loro favore. L’Inter come farà a uscire indenne dal San Paolo? L’unica spiegazione logica forse è data dalla constatazione che non si dovrà certo giocare come le ultime gare, ma deve convincere: giocando sul serio com’è prevedibile che sia, avendo giocatori in rosa che si definiscono “campioni”, ma sappiamo che i campioni si fanno valere in ogni occasione e giocano da tali, contravvenendo alla teoria che “do tutto per dieci minuti e poi basta”… in campo si deve fare e dare il massimo! Ora c’è la sosta per le nazionali e l’Inter ha ben tredici calciatori in giro per il mondo che torneranno a disposizione del mister solo a metà della prossima settimana, mi chiedo ci sarà il tempo per preparare al meglio il derby della “Madunina”? Ai posteri l’ardua sentenza per il momento noi tifosi incrociamo le dita sperando che tutti tornino all’ovile in perfetta forma e magari con un rinnovato entusiasmo che solo il giocare in nazionale può darti …Amala!
Antonio Dibenedetto
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