

La prova generale!
Come diceva Sergio Caputo in un suo brano degli anni ottanta: “un sabato italiano”, sembra un giorno qualsiasi, ma i ragazzi ieri l’hanno reso bellissimo con una vittoria, che ne dica Sarri, schiacciante e da grande squadra. Sarà il preludio di quello che accadrà mercoledì 13 maggio? Credo che non sarà semplice come ieri sera ottenere la vittoria, anche perché in palio c’è comunque un titolo e per noi sarebbe quello della stella d’argento, ma al di là del riconoscimento statistico, c’interessa il “double” che ci ripagherebbe di quel fiele ingoiato lo scorso mese di maggio, dove siamo rimasti con un pugno di mosche in mano, giocandoci tutte le competizioni a cui eravamo arrivati in finale, per colpa nostra, ma ancora prima per considerazioni cervellotiche di personaggi eretti a protagonisti sopra ogni il più nitido sospetto. Ci stiamo riprendendo ciò che di diritto è nostro, per quello che abbiamo fatto vedere sinora e se poi siamo stati in vetta alla classifica per ben 25 giornate, qualcosa vorrà dire o no? Ieri pomeriggio ci siamo lustrati gli occhi per certe giocate fantastiche dei ragazzi, per la ferocia nel recuperare palla e quella voglia di essere protagonisti che ora più che mai è rimasta in ogni modo visibile. Di cose belle ne abbiamo viste, dalla rete dopo una manciata di minuti del “toro” Lautaro che quando è in campo si vede eccome, poi la fantastica azione orchestrata con tocchi di prima che alla fine della triangolazione ha visto la palla arrivare a Sucic come un cioccolatino da scartare e gustare, e lui l’ha posizionata lì dove si annidano i nemici dell’igiene: imparabile per il ragazzino portiere laziale. Nel primo tempo c’è stata solo una squadra in campo, con una differenza davvero abissale tra le due compagini; anche nella ripresa si è giocato su quella falsa riga, ma in contrapposizione con la Lazio in dieci, per l’espulsione ineccepibile di Romagnoli, con quell’entrata killer che Abisso ha valutato da giallo, erroneamente direi, per poi rinsavirsi con la correzione di un VAR che questa volta non è andato al bar. Forse è stata l’inferiorità numerica che ci ha fatto rilassare, dando il là ai capitolini di cominciare a giocare con impegno; con i dovuti cambi, hanno sfiorato la rete in più di un’occasione. Questa è l’unica pecca che accrediterei ai ragazzi: il troppo lassismo in alcuni frangenti della gara, che in una finale non deve esserci. La concentrazione deve sempre essere massima per tutti i novanta e passa minuti della gara. È vero che poi abbiamo fatto la terza rete, che ha definitivamente spento ogni velleità biancoceleste, ma sono errori che non si devono commettere; ribadisco, specie in una finale! Chivu è stato bravo a rimescolare le carte e far giocare inizialmente chi non aveva tanti minuti nelle gambe, dando il dovuto spazio a chi sicuramente mercoledì non sarà titolare, senza però snaturare il gioco d’insieme dei ragazzi. In teoria ci sarà la formazione tipo e credo l’unica defezione sarà rappresentata dalla mancanza di Çalhanoğlu, non al meglio, ma come si dice in questi casi, mai dire mai! Bisogna però tenere ben presente che nella gara più importante della stagione, la gara che può riscattare il brutto campionato sin qui disputato dai biancocelesti e che può consegnargli e aprirgli le porte dell’Europa, faranno di tutto per assicurarsi quell’importantissimo pass, in uno stadio gremito sino all’inverosimile, che sarà la perfetta cornice per far vedere il proprio valore. In contrapposizione ci siamo noi che abbiamo ancora tanta fame, direi quasi atavica, di successi; mai domi, vogliamo a tutti i costi questo double, pensando che non sarà una passeggiata, dimenticando al più presto la gara di sabato se vogliamo ottenere quel successo tanto ambito e orgogliosamente che ci compete, perché è nostro dovere ottenere il massimo in ogni competizione, per noi, per i nostri tifosi e per la storia che questi colori rappresentano: forza ragazzi, possiamo quindi dobbiamo! Noi, nel nostro piccolo, saremo quasi un centinaio nella sede del nostro Interclub a Treponti, trasformando quella sala nella nostra personale curva Nord, con vessilli e bandiere, tifando per chi ci sta dando tantissima gioia e gloria. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter

