
Ad alto rischio per le coronarie!
Un titolo davvero emblematico per quello che è stato lo sviluppo di una gara, quella in terra sarda, condotta in maniera gagliarda, se non altro per le innumerevoli occasioni create, ma purtroppo non realizzate, una questione davvero atavica che ci trasciniamo da un po’. Le risultanze finali parlano chiaro: un primo tempo schiacciante dei ragazzi, chiuso con una sola rete di distanza; anche la ripresa è stata sulla falsa riga, un leitmotiv che ci trasciniamo da un bel po’. Sciorinando un po’ di numeri per meglio giustificare quel predominio schiacciante avuto dall’Inter, diciamo per quasi tutti i novanta minuti, ecco quello che è accaduto: tiri totali 31, di cui da dentro l’area 25 e in porta 7, con il conseguente tocco in area 44; calci d’angolo 6, con un possesso palla del 64,8%. Sono numeri che direbbero tutt’altro che uno striminzito 1 a 0 eppure, forse per la confusione finale dove c’è stato l’arrembaggio sardo, fortunatamente non è arrivato un pareggio che sarebbe stato davvero una beffa. Ma nel calcio, che non è una scienza esatta, purtroppo, ci può stare.Se i giornalai domenica scorsa hanno definito l’Inter una squadra cinica per aver vinto contro il Monza con 5 tiri in porta e segnando ben 4 reti, chissà cosa scriveranno quest’oggi dopo una prestazione del genere, forse che non siamo abbastanza cinici? In controtendenza rispetto alla loro cervellotica presa di posizione. Chivu in conferenza stampa ha parlato di una partita in sofferenza, se non altro a causa della nostra mancanza di lucidità per non aver chiuso una gara ben condotta con innumerevoli occasioni, ma condotta da grande squadra, ritornando a casa con una vittoria importante. Come non avvalorare questa tesi di mister Chivu? Certo, nel finale le coronarie erano state messe a grave rischio, ma come si dice in questi casi: tutto è bene ciò che finisce bene. Anche il mister Sardo, Pisacane, ha dichiarato che la vittoria nerazzurra è stata legittimata da ciò che ha prodotto in campo e un eventuale pareggio del Cagliari non sarebbe stato meritato. Queste parole meritano rispetto da un uomo di sport e da chi sa fare calcio, riconoscendo il valore superiore dell’avversario: chapeau, mister Pisacane! Ritengo però che, per un prossimo futuro, concedendo il beneficio di una condizione approssimativa di capitan Lautaro e di un Thuram che pian piano ritornerà ad essere quello di una volta, questi problemi non esisteranno. Però ieri s’è visto come la squadra possiede una certa facilità ad entrare nell’area avversaria e questo fa ben sperare, se non altro per gli impegni che si approssimano. In settimana c’è stato il sorteggio dei gironi di Champions che non dovrebbe farci levare il sonno; certo, ci sono gare alquanto proibitive, iniziando dalla prima gara in cui ci sarà lo scontro con il nostro passato: faremo visita a Mourinho e Dumfries, nella bolgia del Santiago Bernabeu. È vero che sarà una gara da disputare al massimo della concentrazione, ma è pur vero che queste gare ci esaltano; ne sa qualcosa anche il Barcellona. Rispetto per tutti, paura per nessuno. Il resto del girone è abbastanza abbordabile; questa volta, facendo tutti i debiti scongiuri, non dovremmo avere problemi a passare il turno senza i playoff per entrare nella griglia degli ottavi, anche perché due gare in meno in quel determinato periodo sono alquanto basilari per il susseguirsi di partite che ci saranno. Non dovremmo avere problemi, anche perché disponiamo di una rosa di tutto rispetto, con innesti d’oltralpe che ci garantiscono gioco e concretezza in tutti i ruoli cardine in campo. Ultima riflessione personale: speriamo solo che al tramonto del calciomercato ci porti la bella notizia della cessione di Luis Enrique, davvero un macigno inconcludente e non adatto alla nostra squadra. Magari altrove potrebbe trovare l’ambiente adatto per esplodere, ma quello che s’è visto sinora è davvero troppa poca roba per essere un giocatore da Inter; ci vuole ben altro per indossare la nostra gloriosa maglia! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

