

Passerella finale!
Nell’ultima gara di questo campionato ci vedevamo impegnati in quel di Bologna, con motivazioni che non erano più di un consueto allenamento. Mister Chivu ha dispensato dalla gara molte pedine impegnate nei prossimi mondiali, favorendo chi ha avuto poco spazio; direi che in questo contesto abbiamo visto che questo Diouf non è niente male. Il francesino è capace di accelerazioni che hanno determinato il ribaltamento di un risultato che ci vedeva soccombere, ma con forza e orgoglio hanno ottenuto un pareggio che ha sicuramente divertito i tifosi presenti al Dall’Ara. Seppure con una calura abbastanza debilitante, i ragazzi hanno voluto affermare la loro sovranità sul campionato, con una gara gagliarda e di spessore, nonostante le avversità delle reti subite dal Bologna, che erano state causate da mera sfortuna con tocchi e autoreti abbastanza nette. Ma una grande quadra in questi casi tira fuori tutto quello che ha in corpo; in effetti, con un rimescolamento delle carte in campo, nel secondo tempo mister Chivu ha fatto entrare in campo ragazzotti dell’Under 23 che, con il loro entusiasmo, hanno dato nuova linfa alla squadra. Mi piace porre l’attenzione su Topalovic e Cocchi, due giovani promesse che l’Inter deve tenere d’occhio; hanno i numeri, specie l’assist dello sloveno per Diouf in occasione della rete del pareggio: un bel lancio in corridoio che ha presentato il francese dinanzi a Skorupski, infilandolo sul primo palo. Davvero un’azione degna di nota per un ragazzo che ha potenzialità. Ancor prima, però, è necessario raccontare la rete che ha riportato l’Inter in partita: un Diouf scatenato sulla destra ha dribblato due giocatori felsinei e, inserendosi tra loro, ha lasciato partire un fendente che ha colpito il palo, ritornando al centro area, dov’era appostato Pio Eposito, che ha realizzato la più facile delle reti. Tutto molto bello, specie l’entusiasmo della panchina che ha salutato la segnatura del giovane attaccante italiano salito in doppia cifra, non da sottovalutare nel massimo campionato italiano questo score. Ma la cosa che è stata apprezzata, credo da tutto il pubblico presente, è stata senza dubbio la magistrale punizione di Dimarco. Una rete fantastica con un tiro a giro che ha posizionato quella palla con una traiettoria imparabile, lì dove si annidano i nemici dell’igiene. Questo è il sigillo per il nostro ragazzo cresciuto nel vivaio nerazzurro, di una crescita esponenziale, un leader che il campionato di Serie A ha decretato come il migliore; anche ieri è stato premiato con il MVP a coronamento di quanto ha fatto di straordinario quest’anno. Certo, a tratti è sembrata una gara di fine stagione, troppo compassata, ma la tenacia dei ragazzi ha fatto sì che non si chiudesse con una sconfitta, accelerando quando dovevano e lottando per ristabilire le gerarchie in campo. Ora che s’è conclusa questa stagione, direi l’opposto di quella passata; definirei trionfale perché arricchiamo la nostra bacheca di altri due trofei, forse impensabili ad inizio stagione. Ma conoscendo il DNA dei nostri grandi lottatori, disposti a mettersi in gioco con un nuovo tecnico, che ha saputo tirar fuori da loro il meglio, essendo non solo un tecnico, ma un fratello maggiore, a volte nelle sue movenze c’era ancora in sé quello spirito di giocatore mai sopito. Ero certo che non ci eravamo affidati a caso a un mister dai più sottovalutato, che è stato denigrato in modo netto con un epiteto del tipo “lo stagista”, ma la vendetta del nostro Christian ha fatto in modo che questi giornalai e presunti saccenti conoscitori del mondo pallonaro tacessero, imparando ad apprezzare chi ha il cuore nerazzurro per la lunga militanza e per quello che è stato e che sarà anche per un futuro prossimo: Christian Chivu. L’epilogo della stagione è stata una goduria indicibile per i nostri colori; guardare chi ci ha attaccato e sbeffeggiato per tutta la sciagurata stagione passata non ha paragoni. Anche per quest’anno dovrà guardarsi la Champions in tv e girare il giovedì per le seconde piazze europee. Coloro che da sempre sono stati chiacchieroni ora tacciono: cari cuginastri, mai come in questi casi il karma torna inesorabile. E poi ci sono i non colorati che spendono e spandono patrimoni rimanendo sempre con l’acqua alla gola e faranno coppia con i compari di merende nei tour europei di seconda classe; direi troppa grazia per tutti loro. Vacanze meritate per tutti, anche se ci sono i mondiali di calcio e c’è chi dovrà fare gli straordinari. Noi, come ci accade oramai da più di 16 anni, stiamo lì a guardare, consapevoli che bisogna rifondare una nazionale che ha smarrito quella tigna vincente che ci ha contraddistinto in passato. Il pallino ora è in mano alla società; dovrà cercare di compensare con dei giocatori nuovi chi lascerà, loro malgrado, per contingenti situazioni anagrafiche sfavorevoli. Ma dobbiamo solo ringraziare chi, sino alla fine, ha dimostrato il proprio attaccamento a questa gloriosa maglia: l’Inter si ama a prescindere. … Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

