Nel segno del…Toro!

Scritto Da il 6/Apr/2026 - Ultimo Articolo |


Nel segno del…Toro!

Ebbene, l’atto di forza richiesto ai ragazzi alla fine s’è palesato, complice il ritrovato apporto, direi determinante, del capitano, che ha causato una flessione nel rendimento della squadra, ma che, a quanto visto ieri sera, dovrebbe essere un pallido ricordo. Una gara condotta con autorità dai primissimi minuti, sbloccata dopo appena un giro di lancette e poi proseguita per un’altra decina di minuti della prima frazione, lasciando il pallino del gioco agli avversari, che hanno iniziato a manovrare e ritrovare il gol del pareggio, che non ha difatti spaventato i ragazzi, che hanno continuato a lottare e poi, al tramonto del primo tempo, Hakan la “sentenza” Calhanoglu ha scagliato un missile terra-aria, dai 30 metri, che ha impallinato il seppur bravo Svilar. Ha proposito, mi viene da sorridere ascoltando i commenti dei giornalai di Mediaset che hanno fantasticato sul presunto tiro del turco e il palese errore del portiere capitolino. Forse non ricordano che quel tipo di tiro, scagliato con forza da quella distanza, risulta letale per i portieri. La “maledetta”, come viene denominata, è una particolare tecnica di tiro nel calcio, resa celebre in Italia da Andrea Pirlo, caratterizzata da una traiettoria imprevedibile che si abbassa improvvisamente, rendendo difficile l’intervento del portiere, poiché, essendo carico di effetto, vira in maniera imprevedibile. Dopo un primo tempo di perfetta parità, in buona sostanza, la Roma ha manovrato meglio, complice i nostri continui errori di posizione con passaggi errati, colmi d’incomprensione. La ripresa è stata di diverso lignaggio; direi che per tutta la ripresa sono stati a dir poco fantastici, forse è l’unico aggettivo che inquadra alla perfezione la prestazione dei ragazzi in una domenica di Pasqua inusuale non qualunque, perché tutti i saccenti pallonari credevano che al cospetto di una squadra, quella capitolina, avremmo ceduto punti. Invece, i ragazzi hanno tirato fuori una prestazione maiuscola, da grande squadra qual è l’Inter, che ha saputo soffrire quando, specie nella prima frazione, come già accennato, i ragazzotti di Gasperini hanno cercato di spaventarci; forse ci stavano riuscendo con azioni e possesso palla da cui è scaturito il loro pareggio, ma tant’è che poi è venuta fuori la classe e il gioco di un’Inter mai doma, che quando vuole un risultato cerca di ottenerlo con un insieme che fa lustrare gli occhi per i movimenti e per il gioco spettacolare che producono. Ieri sera non c’è stato giocatore sotto la sufficienza; per il resto, tutti sugli scudi di una forbice che va dal 6,5 al 7,5. Credo che i tifosi assiepati sugli spalti abbiano vissuto una serata pasquale di grande calcio, con un entusiasmo che è andato oltre il terzo anello. Diciamo che tutto quello che s’è vissuto e visto in campo è valso il prezzo del biglietto. Ma oserei dire e confermare che la presenza in campo di un Lautaro mai domo, che ha davvero fatto la differenza per i sessanta minuti in cui è stato in campo, segnando una doppietta: ne avevamo bisogno e azzarderei nel dichiarare che questo beneficio l’ha vissuto anche Ticus, sembrato rigenerato e capace di esprimere quel gioco a lui più consono. Forse non c’è bisogno di rimarcarlo, ma questa squadra, quando gioca in questo modo, davvero non ce n’è per nessuno, e non lo dico solo dopo questa partita; dispiace solo per quel periodo di flessione, accusato nel solo mese di marzo, che stava mettendo tutto in discussione. Ma c’è da rimarcare che è dall’inizio che i ragazzi sfornano prestazioni che sono sopra le righe e, anche quando non siamo riusciti a vincere, il gioco è sempre stato migliore dell’avversario. Credo che tutto prevalga dalla convinzione che i ragazzi sappiano il loro reale valore; in campo sono tornati a divertirsi e, con il sorriso, sono tutti propensi al risultato finale, l’unico che è più confacente: la vittoria! Ora non ci resta che attendere quel che accade al Maradona di Napoli; sapremo chi sarà la nostra antagonista per eccellenza, anche se non disprezzerei un buon pareggio tra loro. Tutti sono alla ricerca di chi è l’anti-Inter, ma io credo che tutti si sbagliano in questa ricerca vana; siamo noi gli antagonisti di noi stessi, gli altri sono solo di contorno. Restano sette gare da disputare al meglio, con una semifinale di Coppa Italia tutta da conquistare, cominciando in quella, parafrasando il Manzoni, sul lago di Como, dove non vi sarà il volgere a mezzogiorno, bensì una gara alle 20.45 di domenica prossima. Con queste premesse e con dei giocatori essenziali e ritrovati, nulla è precluso; il divario dalle altre è imponente e oserei dire rassicurante! Forza ragazzi, fateci sognare! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.