

E sono tre!
L’attesa di un paio di giorni è servita tutta per smaltire un certo risentimento accusato a fine gara di Firenze, per due fattori predominanti che sono stati determinanti nelle nostre ultime tre gare, dove sta succedendo di tutto e di più. Premetto che non voglio per nulla al mondo gettare la croce su fattori esterni al terreno di gioco, non voglio essere per niente il “piangina” della situazione, però capitare sviste in serie mi pare un po’ troppo, sempre contro di noi! Diceva, chi sapeva di calcio, che individuare nel direttore di gara i propri demeriti è l’alibi dei perdenti; questo è vero, ma essere vessati in questo modo, secondo me, è davvero scandaloso. Vorrei chiedere a chi si erge a protagonista del calcio nazionale, di colui che determina il bene e il male di questo campionato, di chi non conosce bene i suoi uomini e comunque manda quasi in serie arbitri manipolati o manipolabili. Chiedo scusa, ma è il termine che più si avvicina a questa pantomima. Per quanto tempo dovremo ancora pagare il fantomatico “caso Bastoni”? Mi rendo conto che ultimamente non siamo più brillanti, che non stiamo giocando al massimo di quello che possiamo fare, che siamo nettamente un passo indietro rispetto a quella squadra che dava spettacolo e giocava a memoria; è innegabile tutto questo. Però, quando ci sono degli episodi dubbi, perché non devono essere valutati al meglio? Perché con noi il Var non funziona? Perché in quella sala, dove ci sono tanti monitor eppure non hanno l’immediata contezza di una valutazione oggettiva dei vari casi, devono tacere oppure giocarsi a carte la sorte di una squadra? Quello che il presidente Marotta dovrebbe fare è battere i pugni e farsi sentire nelle sedi competenti. Nelle ultime tre gare abbiamo perso ben cinque punti; forse avevamo chiuso in anticipo il campionato chissà non c’è dato di saperlo. Sarà questo che questi cervelloni non vogliono? Certo, perdere interesse per il campionato nazionale a marzo è uno smacco che non possono assorbire per il loro ego da protagonisti. Meglio rimettere tutto in discussione. È da questi presupposti che poi avvengono le dichiarazioni di chi sta dietro, che esordisce dicendo: “abbiamo messo pressione a chi sta davanti”, già come se fosse per merito loro. La decenza in queste persone non è di casa; anzi, sputano sentenze nei nostri confronti, quasi come i crociati a difesa del loro credo pallonaro, che di fatti è un bluff e non se ne rendono conto. Quindi, tirando le somme, questa è la situazione che s’è creata, purtroppo ai nostri danni: Derby della Madonnina, netto fallo di mano di Ricci, che tutti hanno confermato fosse sacrosanto, meno di un VAR composto da un tifoso milanista e un Chiffi che s’è sempre dimostrato nemico dei nostri colori. Settimana successiva, gara contro gli orobici, pareggio loro viziato da un fallo su Dumfries e poi, in fine gara, netto calcione nei confronti di Frattesi, non visto dall’arbitro (davvero scarso) e nemmeno da quel VAR in cui forse i monitor erano spenti, o perlomeno non funzionanti, tant’è che non è stato neanche visto un fallo nel proseguo della stessa azione di Ederson su Dumfries. Veniamo a domenica, in un frangente molto importante della gara, ecco l’episodio chiave: netto fallo di mano di Pongracic, in area di rigore, impedendo che la palla arrivasse a Thuram e, come d’incanto, nulla di eclatante, nulla di nuovo rispetto al passato, nulla viene chiarito, anzi sparisce, chissà come o perché ogni sorta di replay. Anche in questa occasione la maggior parte dei moviolisti ha asserito l’evidente errore ai nostri danni, e Bergonzi ha ribadito che non c’è stata una logica spiegazione del mancato replay: assurdo! Come dicevo inizialmente, e con questo orrore sono tre di seguito, tutto ciò per danneggiare l’Inter a me pare evidente; caso contrario, sfido chiunque a dimostrare un giudizio discordante. La cosa che è più raccapricciante è definita dal capo struttura AIA, che da diverse settimane attesta pubblicamente l’evidente errore della sede di Lissone, che non prende la giusta posizione riguardo all’evidente errore perpetrato e certificato ai della nostra squadra. Spero solo che questa sosta per la nazionale faccia recuperare quell’autostima perduta per una squadra che ora più che mai ha bisogno di quell’autostima, con la speranza di non dover chiamare Indiana Jones per ritrovarla. Forse basterebbe il ritorno del nostro capitano, quel Lautaro che oggi ci manca; non dico un’eresia affermando, come il pane. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

