
Finalmente si ricomincia!
È il caso di dire: chi ben comincia… e la nostra voglia di ricominciare era davvero tanta, in special modo per riprendere da dove avevamo lasciato. Dopo i vari mesi che ci hanno fatto sprofondare maggiormente in quella frustrazione e angoscia di vedere giocare le altre nazioni in una competizione che oramai non ci rappresenta più, visto che sono ben dodici anni che non vi partecipiamo, e vedere i nostri vicini di casa esultare per la conquista della coppa più ambita, tra l’altro sciorinando un bellissimo gioco d’insieme, è davvero dura da digerire. Non ci resta che, come popolo italiano, terminato la fase di leccarci le preoccupanti ferite, tuffarci nel nostro campionato, sperando sia migliore dello scorso, non per l’esito finale, per carità, firmerei per un risultato analogo, ma per le componenti che determinano fortune e sfortune, con un assetto dirigenziale dell’Aia più consono a quelle che sono le direttive internazionali, senza compromettere quel gioco del calcio tante volte vilipeso da scelte cervellotiche assunte dagli organi che dovrebbero tutelare la regolarità del gioco, in tutto e per tutto. La spada di Damocle è attualmente rappresentata da un calciomercato estenuante; per fortuna, c’è ancora una settimana di tante notizie fasulle che non fanno altro che compromettere la stabilità degli spogliatoi, ma che s’insinuano nella mente dei tifosi pronti a protestare per la cessione o l’acquisto di taluni giocatori al posto di altri. È il caso delle notizie, per ora smentite, dell’interesse del Barcellona per il nostro capitano, quel Lautaro oramai con il DNA nerazzurro. Non credo che a ventinove anni abbia voglia di ricominciare, anche perché non gli manca nulla per essere consolidato come un top player a livello internazionale e noi ce lo teniamo ben stretto, come più volte ribadito dalla società e dallo spogliatoio. Tuttavia, cento milioni fanno gola; speriamo bene che il fondo proprietario non venga ingolosito da una tale proposta. Sarebbe deleterio, perché cercare un giocatore di tale lignaggio, a una settimana dalla chiusura del calciomercato, sarebbe un’impresa ardua e non impossibile trovarne un sostituto all’altezza. Con queste premesse, veniamo alla gara di sabato, quell’anticipo che ci opponeva alla Monza. Sulla carta, una gara che non avrebbe avuto storia, se non altro che dopo il nostro vantaggio, dopo una manciata di minuti, con il bolide di “Sentenza” Calhanoglu. La squadra ha giocato come il gatto con il topo, senza rendersi conto che lasciava spazi importanti agli avversari e, in uno di questi, Akanji s’è fatto aggirare come un pivello da un ragazzotto di belle speranze portoghese, siglando la rete del pari. Probabilmente negli spogliatoi tutto è stato sistemato con gli opportuni accorgimenti tattici imposti da mister Chivu, tant’è che la ripresa è iniziata sotto altro piglio. Certo, qualcuno storcerà il naso perché c’è voluta un’uscita scellerata del portiere avversario per regalare il tap-in a Zielinski, per il sorpasso nel punteggio, ma in questi casi la fortuna è un elemento essenziale che meritano chi è audace e chi approccia meglio la gara. Il proseguo della gara non ha avuto storia; i ragazzi hanno poi dilagato dimostrando che quando pigiano sull’acceleratore non ce n’è per nessuno. I brianzoli hanno tenuto per quarantacinque minuti, ma non hanno saputo opporre alcuna resistenza in confronto alla qualità delle due rose. Lo core finale ci ha visto vincitori con ben quattro reti a una, ma ci tengo a sottolineare la bontà e la bellezza delle reti. Già detto del bolide di Calhanoglu e Zielinski, mi piace porre l’accento sulla terza rete: quella di Pio Eposito, un gol da autentico fuoriclasse, un tacco che arpionando la palla l’ha messa in rete in maniera così semplice che pare davvero una bazzecola, ma è stato di tutt’altra natura. Questi sono colpi da autentico fuoriclasse e per fortuna Pio gioca con noi, con un futuro che sicuramente lo vedrà protagonista non solo con la nostra casacca, ma in quella nazionale in cui si troverà sempre più a suo agio. È un lottatore in tutte le zone del campo e sono certo che troverà sempre più spazio in questa nuova Inter, il cui mercato ci ha regalato tante belle novità. Siamo un po’ più anglofoni con gli acquisti di ben tre pezzi da novanta nelle parti salienti del campo: uno, John Stones, a parametro zero; quindi l’esterno destro che ha rimpiazzato Dumfries, un giovanotto dalle belle speranze che ha fatto vedere nel mondiale appena concluso di cosa è capace di fare. Tra l’altro, è stato anche di passaggio qualche anno fa in Italia, al Genoa, sto parlando di Djed Spence, e poi la cosiddetta ciliegina: l’acquisto del ventiseienne Curtis Jones. Senza dimenticare il ritorno in squadra, ricattato dal Bruges, di Alexandar Stankovic. Insomma, quest’anno abbiamo una rosa quasi perfetta con ricambi all’altezza dei titolari. Certo, il compito di Chivu non sarà dei più semplici, ma sono certo che lui saprà assolvere a tale compito. Ultima nota è l’esplosione sulla fascia destra di Andy Diopufche, che anche sabato si è reso protagonista di una gara maiuscola, con due assist e con il premio di MVP, che gli è stato giustamente assegnato. Se queste sono le premesse, sono certo che quest’anno ci sarà da divertirsi. Noi siamo pronti! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.
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