
Indegni!!!
Cari amici è davvero difficile continuare a commentare delle simili débâcle, non si ha la razionalità giusta nel vedere che ci sono giocatori cui non gli frega nulla di una maglia gloriosa, ancor prima di una società chi gli paga il lauto stipendio che percepiscono e dei tifosi che fanno enormi sacrifici per seguirli in lungo e in largo per tutta Italia. Io oggi ero deciso di non scrivere nulla poiché è ancora tanta l’amarezza che ho provato ieri dalle ore quindici in poi, ma poi ho pensato che a onor del vero bisogna dar voce e protestare con veemenza quando si assiste a questi miseri spettacoli, che ahimè continuano a offrirci, queste persone. È difficile pensare che solo poche settimane fa questi calciatori fossero quei beniamini che ci hanno dato la speranza di aver ritrovato una squadra e con essa un nuovo entusiasmo, invece tutto è stato messo alla berlina e reso vano, con prestazioni davvero scialbe e inconsistenti, il lavoro svolto nei mesi precedenti. Mi sono reso conto che la nostra squadra è farcita di tanti giocatori presuntuosi e arroganti che ancor prima di essere degli uomini, peccano in quella caratteristica principale: il carattere; che determina l’essere giocatori di spicco nella massima serie. Lo so una partita la si può anche perdere, ci sta per carità, ma lottando in campo mettendo a disposizione di tutti anche l’ultima stilla di vitalità e goccia di sudore. Non si possono perdere partite come quella di ieri, in malo modo non da Inter, non da una vera squadra di calcio di serie A. Ci lamentiamo delle altre squadre di vertice che sono aiutate in tutto e per tutto, ma almeno hanno carattere e quando c’è da tirar fuori gli attributi lo fanno senza risparmio di energie, tutti propensi verso l’unico obiettivo: la vittoria! La situazione che si è venuta a creare è davvero cervellotica, senza una spiegazione logica per come si è sviluppata, ci stanno facendo fare, noi che amiamo questi colori, la figura più barbina degli ultimi anni, divenendo sempre più la barzelletta d’Italia e questo grazie a persone che guadagnano tantissimi soldi senza la consapevolezza del furto che perpetrano ogni volta che staccano un’ assegno! No, non ci sto, questa non è più la mia squadra del cuore, o per lo meno, non mi sento rappresentato da questi mercenari. La verità però che si evince da queste considerazioni finali è che in questa squadra mancano leader capaci di tirar fuori quel carattere essenziale e giusto nei momenti di difficoltà. Questa rosa ha giocatori tecnicamente validi, ma il loro problema è quella “fragilità” mentale che spesso è affiorata quest’anno, sottacendo ogni altra dote. Penso che ogni tifoso che tiene a questi colori abbia avuto una reazione simile alla mia, cioè in sintesi che non si possa continuare così! Ora ci attende una settimana di passione, in concomitanza della Santa Pasqua c’è il derby, la madre di tutte le gare che può salvare una stagione o affossarla definitivamente, è l’occasione giusta del riscatto. Speriamo che i giocatori non la vogliano sprecare, ancora una volta l’ennismo banco di prima della svolta, non solo per loro o per la società, ma soprattutto per i tifosi, gli stessi che nonostante tutto non hanno mai lesinato o fatto mancare il loro sostanziale apporto, sostenendoli anche in trasferte durissime e ricevendo in cambio solo delle figuracce. Il solo regalo che questa masnada di mercenari può fare e credere di dover dare qualcosa in cambio a chi li sostiene, scendendo in campo sabato con determinazione, consapevoli che indossano una gloriosa e importante maglia, che ha fatto la storia del calcio italiano, e non devono trattarla come stanno facendo ultimamente, con quell’insostenibile leggerezza con cui la stanno disonorando!
Antonio Dibenedetto
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Il gioco questo…sconosciuto!
La gara del Monday night contro i blucerchiati di Genova, ci consegna forse la sentenza, pressoché definitiva, di un’ennesima stagione fallimentare figlia di questa ultima e inaspettata sconfitta. Per quello che si è visto in campo meritata per carità, al cospetto di una squadra sebbene mediocre, ma che a tratti ci ha ridicolizzato, di fatti in questo modo il nostro campionato mestamente si chiude, facendoci riporre in un’ ipotetico cassetto, ben chiuso, tutte le nostre aspettative in quell’Europa che conta, ma se continuiamo con quest’ultime scialbe prestazioni anche in quella di scorta. La cosa che maggiormente mi preoccupa, e il gioco che nei momenti decisivi, latita, quando c’è la necessità di dare, una svolta importante, un segno di forza, ecco che tutto appare insormontabile, non si riesce a essere concreti nessuno degli attori in campo è capace di essere decisivo e le fasi di gioco appaiono così lente e monotone che di conseguenza per gli avversari risultano di facile lettura e di conseguenza trovano immediate contro misure. Ora che tutto, a meno di clamorosi miracoli calcistici, si è delineato, credo che bisognerà gioco forza rivalutare ogni posizione in campo e non solo. In una stagione può capitare che un giocatore possa avere un calo di forma, una giornata storta, ma ultimamente ci sono giocatori che non stanno portando quella sostanza nel gioco che gli è richiesta, anzi a volte è deleterio il loro comportamento alla manovra corale di squadra. Non voglio fare l’accusatore di nessuno in particolare, ma questa sera quasi tutti i nostri giocatori in campo sono stati valutati con un voto che va ben di sotto la sufficienza e per una squadra, che specie in casa e specie in momenti clou della stagione, non può permettersi di fare queste figure davvero magre dinanzi al proprio pubblico. Credo che ogni tifoso nerazzurro non meriterebbe una simile frustrazione, costatare che mestamente siamo tornati a essere una squadra davvero mediocre, forse il nostro ego è accresciuto, oltre misura, per delle gare (davvero poche) ben giocate, ma è vero altresì che queste brusche ricadute di un non gioco, non ha fatto altro che farci comprendere che non meritiamo altro di quello che produciamo, in sostanza del posto in classifica che occupiamo, e ritengo purtroppo che sino alla fine sarà così. Oramai tutto è compiuto e un velo di dispiacere si stende su di un campionato mediocre, questa sera non ho resistito oltre misura, lo strazio cui ho assistito mi ha fatto spegnere la televisione, ben prima del triplice fischio finale e il rammarico è stato davvero grande nel costatare che anche questa stagione non sarà ricordata negli annali come quella della rinascita, anzi tutt’altro! Stando a quello che ho visto questa sera la rinascita e la coerenza di avere una squadra davvero quadrata, e ben lontana dall’essere creata, le basi tranne qualcuno, non è che siano davvero solide e proiettate verso un roseo futuro, sarò pessimista ma io ho questa sensazione e voi? Ultima considerazione, questo è solo un mio pensiero, il nostro motto recita amala e direi a prescindere, questo è vero e giustissimo e ritengo, aggiun0gendo anche, che questa passione deve essere condivisa tra squadra, società e tifosi in modo univoco e reciproco, ma non si può pretendere che deve essere solamente unilaterale, ci vuole rispetto per chi da sempre sostiene questi colori con immensa e incondizionata passione!
Antonio Dibenedetto
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Un pareggio che sa di…sconfitta!
Dopo lo spolvero di una giornata indimenticabile, quella vissuta nella trionfale vittoria di domenica scorsa, eccoci nuovamente catapultati in maniera fragorosa nella dura realtà odierna. Una realtà vissuta con tanta delusione, oggi, che ci consegna un risultato forse positivo guardando il bicchiere mezzo pieno, visto anche come si è giocata la partita decisamente sotto tono rispetto alle ultime, ma per le nostre ambizioni forse direi che il bicchiere è nettamente mezzo vuoto. Non mi stancherò mai di affermare che fare certe prestazioni, come quella di questo sabato pomeriggio, fanno molto male per tutti quelli che credono nella possibilità di recupero, in primis noi tifosi, che amiamo tantissimo questi colori. Credo che sia del tutto cervellotica la condizione di voler ancora far credere che c’è ancora margine per raggiungere il fatidico posto al sole, il margine si allunga sempre più, visto che chi ci sta davanti, non molla di una virgola e questo mezzo passo falso, forse è la parola game over su l’Europa che conta. Certo si potrebbe affermare che fino a che la matematica non da certezze contrarie, si può e si deve sperare di tutto, ma non giocando come oggi, anche perché ritengo inaudita la trasformazione avvenuta nell’arco di soli sei giorni, forse questo è l’ultimo tassello di una stagione vissuta sicuramente in contro tendenza con alti e bassi, figlia di decisioni societarie velleitarie che hanno fatto aumentare un gap sempre più ampio rispetto alle squadre di vertice che ci precedono. Io ho sempre sostenuto che siamo solo noi gli artefici del nostro destino, ma bisogna lottare con grande forza senza sbagliare nulla, non bisogna aver alcuna flessione in questa parte finale di un campionato iniziato con handicap che si è protratto per diverse settimane. La coesione del gruppo deve essere così forte di cercare di non gettare alle ortiche quello che di buono si è fatto, perché qualcosa di buono si è davvero fatto in queste ultime settimane, teniamoci stretti quelle prestazioni. Anche oggi che si è pareggiata una gara che però sa tanto di sconfitta, non voglio parlare del singolo giocatore, anche perché secondo me molti sono stati sotto il loro normale standard, e se in altre circostanze il Perisic della situazione ci ha dato e tanto, oggi ci ha tolto forse in maniera definitiva la speranza di credere in un futuro ben più roseo, io spero vivamente di sbagliarmi. Ora c’è la sosta per gli impegni della Nazionale, spero solo che questo periodo faccia capire, agli attori in campo, che devono tirare fuori ogni stilla di amor proprio verso questa maglia e solo lottando e credendo in quello che si fa si possono raggiungere determinati traguardi. Non sono assolutamente pessimista, al contrario ma in questo momento storico sono realista, e se non mi sono esaltato nelle giornate di gloria, né tanto meno mi deprimo oggi. L’amore che si prova verso questi colori va oltre la normale condizione razionale dell’essere, perché da questa Inter si può e si deve chiedere sempre di più; ma si ama a prescindere!… Amala!
Antonio Dibenedetto
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Che spettacolo e….io c’ero!!!
Credere di vivere una giornata così, francamente nessuno ci avrebbe scommesso un solo cent, ma io dico che per fortuna è stata vissuta, in maniera così intensa da serbare un ricordo indelebile e non solo per la memorabile vittoria, ma per tutto quello che è stato il corollario. Pronti al via si parte da Fano, di buon’ora, con una sola sosta in autostrada, atta a consumare la colazione offerta dall’Interclub G. Facchetti a tutti i soci partecipanti, quindi si riparte alla volta di San Siro. Giunti sul posto e parcheggiato l’autobus, abbiamo consumato il pranzo a sacco con foto di rito dinanzi alla maestosità dello stadio Meazza. L’ora si avvicinava forse era il caso di avviarsi verso il cancello adibito all’ingresso del settore per raggiungere i nostri posti, ma prima toccava espletare ancora una formalità. Il nostro socio Saurone ha trascinato, con la sua simpatia, uno sparuto gruppo di soci verso la consumazione del consueto rito propiziatorio, la bevuta della birra ante gara, che si è rilevata davvero azzeccata, visto l’andamento della gara e il risultato finale. Ma le emozioni erano ancora agli albori, man mano che si salivano gli scalini che ci conducevano al nostro settore, secondo anello arancio, l’adrenalina iniziava a essere sempre più presente. Il clou si è raggiunto al momento dell’ingresso dei giocatori sul terreno di gioco, l’entusiasmo era a mille e la convinzione del risultato positivo si respirava a pieni polmoni, tant’è che i cori d’incitamento che si levavano dagli spalti, erano sempre più forti e continui. In cuor mio speravo in un gara maiuscola, da parte dei ragazzi, ma non osavo immaginare di dover assistere a uno spettacolo del genere. Tutto è stato un susseguirsi di emozioni tant’è che già dai primi minuti si è vista un’Inter determinata capace di giocare davvero bene, al cospetto di una squadra bergamasca che era stata sinora lo spauracchio di tante altre formazioni. Ma contro l’Inter odierna ha saputo e potuto fare ben poco. Dallo stadio, e nello specifico dalla nostra posizione, abbiamo potuto ammirare le trame di gioco perfette, in modo lineare, con i conseguenti spostamenti e quei raddoppi che hanno consentito la finalizzazione delle reti costruite con ostinazione e con trame davvero fantastiche. Abbiamo potuto godere di ben cinque reti fantastiche realizzate sotto i nostri occhi, meglio di così cosa chiedere di più? E anche quando si è subita una rete che ha sancito la fine del primo tempo, non si è mai avuta la sensazione che l’Atalanta potesse impensierirci ulteriormente. Anzi i ragazzi all’ingresso in campo avevano ancora tanta rabbia in corpo e voglia di segnare ancora, che hanno giocato ancora con più veemenza realizzando altre due reti belle per la dinamica e la fattura, una rasoiata quella dell’ex Gagliardini e quella della tripletta di Banega, su punizione. Ma che dire del nostro capitano? Eccezionale un’Icardi così in area di rigore è davvero letale per chiunque! Sarebbe facile parlare a posteriori di come hanno giocato tutti i ragazzi, e con altrettanta facilità posso dire che tutti sono stati semplicemente perfetti, ben oltre “l’ottimo” la loro valutazione. Scusatemi se non mi dilungo nella disamina della gara, ma la priorità è tutta nelle sensazioni che abbiamo vissuto e provato in questa giornata fantastica. Al fischio finale eravamo contenti di aver vissuto momenti irripetibili, esultando per ben sette volte nel computo generale, ma in noi si è generata una forte consapevolezza di aver ritrovato una grande Inter e questo ci da forte speranze per il futuro. Il diario di questa giornata si conclude con il viaggio di rientro, nell’autobus c’erano poche chiacchiere, la spossatezza dei più giovani ha prestato il fianco a un Morfeo che li ha accolti tra le sue braccia, mentre gli altri c’è chi si assopiva e chi confabulava con il vicino a bassa voce, ma tutti eravamo stanchi e felici per tutto quello che è stato vissuto in una giornata davvero fantastica e di aver assistito a uno spettacolo unico e irripetibile e con l’orgoglio di poter dire a chiunque: io c’ero! …. Amala!
Antonio Dibenedetto
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… L’Inter ritrovata!
In questo pomeriggio soleggiato si sono visti barlumi di vera Inter, di una squadra che lotta che non è mai sazia che preme alla ricerca della rete, direi finalmente! La speranza però e che sia ritrovata in modo definitivo quella squadra che tanto amiamo, capace di tirar fuori quel coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo per il raggiungimento di un traguardo, che noi tifosi in fondo al nostro animo speriamo sino alla fine. Questa sarà l’ennesima ripartenza, anche perché domenica nel pomeridiano di San Siro, ci vedrà impegnati nell’ennesimo banco di prova al cospetto di una squadra di ragazzotti, l’Atalanta, che gioca a calcio davvero bene e che non lesina impegno per il raggiungimento di un piazzamento alla loro portata in Europa. Noi dell’Interclub “Giacinto Facchetti” di Fano saremo presenti sugli spalti, per gridare dal vivo tutto il nostro amore per questa squadra, sperando di ritornare a casa con tanta gioia nel cuore e con la consapevolezza e l’orgoglio di essere fieri dell’Inter. A bocce ferme possiamo affermare che la vittoria del Sant’Elia è figlia di un atteggiamento davvero combattivo della squadra scesa in campo, però non è tutto oro ciò che luccica, mai come ora si sente la mancanza di punti fermi in campo. Per fortuna per confutare e per sopperire a queste lacune possiamo citare uno spot politico di qualche tempo fa che recitava: per fortuna che Ivan c’è!!! Quando gira Perisic e segna, la squadra ne riceve un beneficio di proporzioni immense, crea per i compagni tira soffre e corre, anche perché con la classe che si ritrova, nulla gli è precluso. Cosa invece che non si può dire in contrapposizione di un altro giocatore che pare a tratti un corpo estraneo della squadra, mi riferisco a Kondogbia. Sia ben chiaro io, non ho nulla contro questo giocatore, ma la cosa che mi fa specie e che avendo dei numeri importanti, non sempre li mette a disposizione della squadra anzi commette errori così maldestri e madornali da non sembrare veri, tant’è che lascia la squadra alla mercé degli avversari, facendo correre gli altri compagni cercando di porre rimedio ai suoi errori. Lui ha tutto per essere un top player, non solo per il prezzo pagato, le doti non gli mancano, ma deve credere di più in se stesso, facendo le giocate per il fine che devono essere prodotte e non a livello spettacolare, deve far crescere quell’autostima che al momento non riesce a far incrementare nel suo bagaglio caratteriale che sfortunatamente ancora latita. Anche questo pomeriggio, non voglio dire che ci sono state sbavature importanti, ma gli errori che sono stati commessi non hanno sortito alcun effetto negativo e non hanno messo la squadra nella posizione di handicap tutt’altro, l’hanno rinvigorita e tutti sono stati consapevoli della propria forza e di voler far propria la partita. Altro giocatore da menzionare è stato Ever Banega, autore di un passaggio goal a Perisic e di una pennellata d’autore in occasione della rete su punizione. Lasciatemi menzionare ancora un giocatore arrivato a gennaio in punti di piedi, ora è un punto fermo del centrocampo interista, mi riferisco a Gagliardini. Un vero faro, un giocatore sempre presente al posto giusto al momento giusto, fautore di un gioco semplice ma efficace e con ripartenze importanti e sempre d’aiuto per il compagno e poi oggi ha avuto anche la chicca nella sua magnifica prestazione, di una bella rete con una rasoiata dal limite. Con un Gagliardini così possiamo credere che tutto è ancora in gioco. Abbiamo tutti bisogno di tutti in quest’ultima parte del torneo, la rosa si deve consolidare sempre più raddoppiando gli sforzi in ogni partita, pensando all’avversario di turno e non facendo proclami o programmi futuri, solo a maggio si tireranno le somme, ora no!… Amala!
Antonio Dibenedetto
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