
Un punticino che… non cambia nulla!!!
Nella domenica pomeriggio che avrebbe potuto far incrementare ancor di più il vantaggio sulle inseguitrici per un podio finale, contrariamente alle aspettative, di fatti nulla è cambiato. Le lunghezze sono rimaste intatte e al cospetto di una bella Atalanta, credo che con il senno di poi, si poteva fare di più o per lo meno si poteva essere più cinici e sfruttare al meglio le occasioni avute. Certo non stiamo parlando di una squadretta, al contrario, gli orobici sono un team di primissimo piano e che giocano a calcio per il gusto di farlo e guidati da un allenatore capace che noi abbiamo bruciato troppo in fretta. Devo comunque costatare che è stato davvero un bel match quello giocato a San Siro, due squadre che hanno lottato senza risparmio puntando entrambe alla vittoria finale, per questo posso tranquillamente dire che le persone assiepate sugli spalti si sono divertite. Forse da parte nostra c’è il rammarico che l’Icardi di qualche tempo fa, non avrebbe sciupato quella colossale occasione che ha avuto nel primo tempo, pazienza andrà meglio in seguito la cosa importante è averla creata. A essere onesto posso dire che l’Inter del primo tempo, nell’approccio alla gara, mi è piaciuta, sviluppando anche delle buone trame di gioco con un Vecino libero di orchestrare tra centrocampo e attacco. In una di queste azioni partite da dietro, con soli tre passaggi mirati, l’uruguaiano ha creato una bella occasione da rete. Come però accade in questi casi, quando tutto sembra che vada nel verso giusto, quando si riesce a prendere metri e giocare a calcio nel migliore dei modi, ecco che dietro l’angolo c’è quella causa che mette tutto in discussione, purtroppo il Brozovic in palla come non mai, ha dovuto issare bandiera bianca, in uno scatto si è dovuto fermare per un presunto guaio muscolare. L’entità non è ancora certa e ma tutti noi al momento auspichiamo che non sia molto grave. In contrapposizione del gioco dei ragazzi c’è chi ancora appare un corpo estraneo, mi chiedo ma questa persona possibile che non ha neanche un briciolo di amor proprio, giocando in modo orrendo e svogliato. E’ sempre al margine del gioco d’insieme, non riesce più a crossare e saltare l’uomo come saprebbe e come ci ha fatto vedere in passato. Mi chiedo ma dov’è finito quel Perisic che tutti c’invidiavano? Quel giocatore che dava all’insieme di squadra quel valore aggiunto che faceva davvero la differenza? E’ incomprensibile e cervellotica questa involuzione, se vuole realmente andar via, credo sia possibile a fine stagione, ma tocca finire questa nel migliore dei modi lasciando magari un buon ricordo tra le mura della Pinetina. Come ho già detto inizialmente, il margine di distacco dalle pretendenti alla zona Champions è rimasto invariato certo, ma è anche vero che comunque c’è anche una partita in meno alla conclusione di questo campionato a forte tinte bianconere, l’ennesimo, speriamo solo che nel prossimo le tinte siano di diverso colore. Mancano una quarantina di giorni circa alla chiusura dei battenti di una stagione tirata e condita di tantissime incomprensioni, di acquisti sbagliati, di sopravalutazioni di alcuni giocatori che alla fine si sono rivelati del tutto modesti; per questo bisogna far tesoro di questi errori cercando con il nuovo allenatore, perché credo che lo Spalletti da Certaldo difficilmente sarà riconfermato, anche se le vincesse tutte, condizione questa che credo non avvenga, visto l’alternanza di risultati e di una stagione non proprio soddisfacente. Manca poco, bisogna cercare di gettare le basi per una nuova Inter, con un tecnico che sia in grado di stimolare e far rendere al massimo quei giocatori vincenti, perché credo che in rosa ve ne siano, mentre quelli che sicuramente partiranno spero siano rimpiazzati con chi sappia condividere il progetto di una società che vuol tornare a essere vincente, noi tutti con forza aspettiamo che si concretizzi quest’ultima ipotesi, noi amiamo questi colori e vogliamo calciatori che condividano il nostro amore! ….Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
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Carpe diem …
Dopo un disastro ecco che arriva una gioia, l’Inter non si riesce più a decifrarla, appare un oggetto misterioso anche per noi che amiamo questi colori. Continua il nostro altalenante campionato fatto di gioie e dolori, e credo che ogni tifosi in questo momento si stia facendo la stessa domanda, ma da cosa dipendono queste gare che vengono giocate in modo così diverso, con atteggiamento discontinuo da far credere e dubitare nelle loro capacità tecnico-tattiche? Una domanda alla quale non esiste alcuna risposta logica e razionale, per il semplice motivo che mai come ora nello spogliatoio non vi è quella tranquillità che si vuol far credere. Certo l’apparenza può portare a una quiete ritrovata, specie dopo la rete, anche se su rigore, del figliol prodigo abbracciato da tutti amici e nemici in seno alla stessa squadra. Secondo me credo sia solo un compromesso, certo se così fosse, utile per portare a termine una stagione in modo dignitoso. Ora si scopre che il nostro tecnico gode di una luminosa predizione da grande guru, da chi sa come cavare il sangue anche dalle così dette rape, mi chiedo ma tutte le gare vuote e insipide sinora disputate a cosa e a chi sono da addebitare? Credo che terminata questa stagione, quando sarà il tempo di tirare le somme, si dovranno realmente fare delle decisioni drastiche e ricercare quella quadratura del cerchio tanto bramata ma mai di fatto trovata. Bisogna fare dei programmi seri e ricercare quei giocatori realmente utili alla causa nerazzurra, quelle pedine necessarie per formare uno scacchiere importante, per ridurre strada facendo, quel gap che è divenuto insormontabile con la società torinese, che comanda in Italia da tantissimi anni oramai e che nessuno al momento attuale riesce a porvi un contrasto reale alla loro continua ascesa. Bisogna avere il coraggio di compiere determinate azioni, credo che in queste ultime gare rimanenti dobbiamo essere realisti senza fare voli pindarici che non ci devono trarre in inganno, sarà ancora da mordere il freno sino alla fine, dobbiamo vivere alla giornata sperando che i nostri giocatori si rendano conto, finalmente, che allo stato attuale credendo in quello che possono fare in campo tutti insieme, si possono raggiungere quei traguardi ambiti che ci competono, ma devono farlo tutte le componenti senza esclusione di nessuno, mettendo da parte ogni diatriba, solo così l’Inter potrà tornare a essere quella squadra che ci ha sempre reso orgogliosi e abbiamo sempre amato, comunque e dovunque: noi ci crediamo. … Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
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Senza carisma!!!
Non si può essere razionali dopo un’ennesima gara gettata alle ortiche, giocata in modo pessimo per nostra presunzione ma credo sia più giusto sottolineare, per la nostra ben nota incapacità, evidenziata specialmente in questa stagione, di mostrare carattere e la mancanza di attributi in talune occasioni, come quella di ieri sera, che avrebbe potuto rinsaldare sempre più la nostra posizione in classifica, dando un segnale forte alle inseguitrici, invece…. Inizialmente non avevo nessuna intenzione di mettere su questo ipotetico foglio le mie considerazioni post gara, vuoi perché ero talmente nervoso da non credere di poter fermare la mia tendenza di rivolgere tali improperi verso tutti, poi razionalmente ho capito che comunque devo esprimere il mio pensiero che rimane uguale alle ultime analisi e cioè continua a esserci una mancanza caratteriale forte e di coerenza in questo nostro spogliatoio, dove regna l’anarchia. E la società cosa fa? Nulla di eclatante è quasi assente con le dichiarazioni solite di facciata, tanti altri con quest’alternanza di risultati e di non gioco avrebbero dato il ben servito a un allenatore che sinora non ha prodotto nulla di quello che gli era stato chiesto e cioè: “Un gioco accettabile”, prima che quei risultati che sarebbero venuti di conseguenza. Il signor Spalletti ieri sera come non mai, ha accampato delle scuse quasi irriverenti alle orecchie dei presenti in conferenza stampa, dichiarando che la sconfitta, secondo lui immeritata, è stata figlia della rete laziale, e che la squadra è sempre stata in partita tenendo il pallino del gioco sempre in mano. Ora mi chiedo ma il signor Spalletti crede che tutti quelli che hanno assistito alla gara siano dei perfetti idioti, oppure hanno visto una gara diversa? Certo la rete iniziale della Lazio può aver condizionato la gara, ma non più di tanto, correva il tredicesimo del primo tempo, quindi c’era ancora più di un’ora di gioco e tutto si poteva rimediare, sicuramente per una squadra che lotta e “ara” il campo, non che passeggia in modo irriverente, invece è stata la squadra capitolina che ha prodotto ancora innumerevoli azioni per rimpinguare il risultato, se non fosse che s’era interposto sulla loro strada un grande Samir, la sconfitta poteva essere più altisonante. Altra cosa che fa letteralmente imbestialire il popolo nerazzurro è quell’incoerente autostima sul suo operato, lui si poggia esclusivamente sull’abilità del singolo e di un colpo risolutivo anziché sul gioco di squadra, che in questo momento si poggia su di un’intermittenza che da un fastidio tremendo, non si possono giocare gare con il coltello tra i denti come se fosse una finale (derby) e tante altre molli e inconsistenti mettendo a repentaglio tutto ciò che si è fatto nelle precedenti. Realisticamente secondo me avrebbe dovuto ammettere che la Lazio ci è stata superiore e senza nascondersi dietro un dito avrebbe dovuto altresì dire che per l’ennesima volta invece l’Inter ha giocato male una gara non all’altezza del suo standard, attaccando a testa bassa senza costrutto e senza ricercare una scusa plausibile per nascondere la propria incapacità. Credo che questa situazione sia divenuta inverosimile e se si continua con questa condotta, ci sarà solo da perdere, bisogna assolutamente far quadrato e cercare di mettere da parte ogni dissapore per il bene comune. Parafrasando un brano del grande Renato Zero, credo che se questi giocatori e staff scopriranno che dietro il portafogli hanno ancora un cuore, io aggiungo che batte per questi colori, se hanno ancora un briciolo di amor proprio, tutto può ancora essere nelle nostre corde almeno sino a quando avranno il contratto in essere. Chi non è convinto cerchi di trovare la forza di resistere ancora dieci gare, dopo quel che sarà, verrà consolidato in un bivio di scelte, ci saranno coloro i quali sceglieranno altri lidi, mentre chi sceglierà l’altra strada che condurrà verso Appiano Gentile, rimarrà e lo farà esclusivamente con convinzione. Noi tifosi aspettiamo segnali positivi e vogliamo che tutti non arretrino di un centimetro sino a giugno, cercando davvero un’unità d’intenti per il bene comune, almeno per una volta si comportino da squadra, per noi è importante rimanere in quelle posizioni nobili che ci competono per rafforzare questo concetto, vorrei avere la possibilità d’inculcare in queste persone quello che da sempre ho sostenuto a gran voce: …noi siamo l’Inter e il resto non c’interessa! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
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Un derby tutto da … godere!
Finalmente una serata da godere sino in fondo, poiché in gare come queste non si può mai star sereni, sino alla fine tutto può essere messo in discussione, però come si dice in questi casi, tutto è bene ciò che finisce bene, almeno per l’Inter. Dopo la bruttissima prestazione di giovedì scorso, sfociata con la giusta eliminazione dalla competizione europea di secondo piano, quell’Europa League che doveva farci crescere ancor di più come squadra e avrebbe dovuto darci quella tranquillità necessaria per arrivare più in alto possibile, invece ne siamo usciti con le ossa rotte. Certo dopo la prestazione deprecabile contro i tedeschi, da più parti gli addetti ai lavori ci davano per spacciati, giustamente, contro i cugini che venivano da diversi risultati utili e in palla come condizione e gioco, anche se a ragion del vero le loro ultime apparizioni erano state sotto tono rispetto alle precedenti. Questa però è un’altra storia. Ieri sera si è finalmente rivista una squadra che ha giocato come tale, con tanta gamba da non crederci pensando alla strana gara infrasettimanale, ma si sa il derby è tutt’altra cosa. La stracittadina ti fa godere di un’immunità senza eguali, con una goduria immensa, in considerazione che non eri il favorito e tutti ti davano per soccombente. Come spesso accade, specie per la nostra cara e pazza Inter, quando tutto appare già deciso, ecco che viene fuori un orgoglio sopito, una forza che esplode nei momenti difficile e si ritrova, improvvisamente, una coesione che non ha eguali, quello che noi tifosi da qualche tempo chiediamo ai nostri giocatori. Mi rendo conto che sono uomini quelli che scendono in campo, con i loro pregi e difetti, non sono degli automi ai quali può programmare ogni stato d’animo, ogni emozione e limare ogni imperfezione, ma noi apprezziamo quando sputano in campo ogni stilla di sudore, giocando in aiuto reciproco e con convinzione dei propri mezzi. Ieri, sarò ripetitivo, si è vista in campo una squadra che aveva la certezza di poter disputare una buona partita, senza paura e con la concretezza che negli ultimi periodi era andata perduta. Il cruccio maggiore di noi tifosi, di chi vuol bene a questi colori, è notare l’intermittenza di prestazioni nei singoli, non posso nascondere che tutti sono andati ben oltre la sufficienza, ma questo non solo perché si è vinto, ma per il semplice motivo che hanno fatto vedere quelle qualità indiscutibili che a volte rimangono celate nella loro indifferenza di uomini. Solo chi ama questa squadra può capire quello che si prova nel vedere giocare da Inter questi undici giocatori, che lottano, che corrono, che si aiutano l’uno l’altro verso l’unico obiettivo, il solo traguardo rappresentato dalla vittoria. Oramai il passato è bello che accantonato, bisogna però tenerlo vivo e presente per evitare d’incorrere in nuovi errori, quei cali di tensione e di emotività che, specie quest’anno, sono stati frequenti. Non pensiamo ai tanti punti gettati alle ortiche, ci sono ancora ben trenta punti disponibili, dobbiamo, anzi abbiamo l’obbligo di farne di più possibili per non lasciarsi sfuggire quella posizione in classifica che abbiamo riconquistato con fatica. Sugli scudi ci sono tutti i ragazzi questa sera, iniziando dal bistrattato Perisic, definito tale solo per colpa sua, non è mai stato coerente associando spettacolari giocate con altrettante prestazioni indecenti, ma questa sera capace di tirar fuori una prestazione sontuosa degna del suo essere campione, Vecino autore anche di una bellissima rete e di un’altra mancata di pochissimo. Gagliardini che sembrava un ex calciatore invece ha fornito una magistrale prestazione dedita a formare una diga di centrocampo e che ieri sera ha fornito anche una discreta corsa. In ultimo, vorrei citare quel D’Ambrosio che ho tante volte commentato in maniera negativa, autore anche lui di una gara perfetta senza sbavature e autore di un salvataggio, a fine gara, quasi bello come una rete. Ripeto tutta la squadra ha giocato realmente da Inter, spero solo che la sosta ritempri coloro i quali hanno necessità di schiarirsi le idee, sperando che alla ripresa del campionato abbiano le idee chiare per come vogliono affrontare al meglio la fine di questo campionato. Non ci sono più i margini per altre illazioni, la chiarezza innanzitutto, non dobbiamo ricadere in situazione che ci stanno facendo male caratterialmente e ricadere nuovamente in uno stato di apatia che, specie per noi tifosi è davvero deleterio. Noi vogliamo incitare a gran voce i nostri beniamini, continuando a vincere insieme, i detrattori lasciamoli fuori dalla Pinetina, di loro non abbiamo certo bisogno. Deve restare e lottare con gli altri, chi realmente ama questi colori, a cominciare dallo staff tecnico finendo a tutti i calciatori in rosa, e non solo per il lauto stipendio che percepisce. Oggi ancor più di ieri abbiamo bisogno di coesione, perché noi siamo l’Inter e tutto il resto non conta, nella maniera più assoluta. …. Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
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Una festa nerazzurra…!!!
Diario di bordo di una splendida giornata, parafrasando un noto brano di Vasco Rossi. La giornata era cominciata nel modo migliore. Tutto pronto, eravamo carichi per la partenza alla volta di Milano, cercando almeno nel nostro animo la forza e la pretesa di poter festeggiare al meglio il compleanno della nostra cara e amata Inter. L’interclub Giacinto Facchetti di Fano, con altri tifosi dei rispettivi club nerazzurri di Senigallia e Fermignano, in una commistione d’intenti e con l’orgoglio di far parte di una grande famiglia, aveva organizzato questa trasferta con la consapevolezza e l’augurio di assistere e vivere una bellissima giornata all’insegna dell’amicizia. Nella giornata di ieri si sono celebrate tantissime iniziative nello stadio di San Siro volte alla partecipazione dei diversi Club sparsi nella penisola, noi dal canto nostro con la gioia nel cuore siamo giunti allo stadio con notevole anticipo, ma non tale da potervi partecipare. Come accede però in questi momenti topici, ognuno si dedica ai propri riti scaramantici, c’è chi cerca di isolarsi ricordandosi di compiere le stesse cose fatte in precedenti vittorie vissute a San Siro, chi consuma un fugace panino nel chioschetto adiacente allo stadio e chi come Sauro e suo figlio Luca, coinvolgendo anche il resto del gruppo, compreso il sottoscritto, ha effettuato il brindisi di rito della bevuta di un buon bicchiere di birra con la conseguente foto di rito. A bocce ferme, e visto il risultato, possiamo dire che anche questa volta è andata benissimo: bravo Sauro! Il gruppo si è diviso poi in tanti altri gruppetti, ognuno ha impiegato il proprio tempo che aveva a disposizione cercando di visitare il più possibile. Chi è stato attratto dagli stand, chi ha visitato l’Inter store, preso quasi d’assalto dai tantissimi tifosi convenuti, tutto si consumato in assoluta tranquillità, complice anche la bellissima giornata meteorologicamente parlando. Man mano che ci avvicinavamo ai cancelli d’ingresso, si sentiva l’adrenalina salire pian piano e una volta conquistato il proprio posto, l’emozione è divenuta sempre più parte integrante di noi stessi nel vedere tantissime persone che cantavano, a squarciagola il nostro inno, mentre vi era l’ingresso delle squadre in campo: da brividi! Tutto lo stadio era tappezzato, in una gigantesca coreografia di un’alternanza di nero e azzurro. Lo so, scoprirò l’acqua calda come si suol dire, ma vivere la partita allo stadio ti procura quelle emozioni che non si vivono nella maniera più assoluta dinanzi alla tv. Certo a casa magari non ti sfugge il particolare che non riesci a vedere allo stadio, magari l’inquadratura è più ravvicinata, ma tutto passa in secondo piano quando, dall’alto noti una bella azione manovrata e quasi con forza cerchi di spingere con il pensiero la conseguente palla che s’insacca in modo portentoso in rete: “eccezziunale veramente!”, rubando una frase celebre al comico Diego Abbatantuono. La gara contro una Spal dedita al fallo sistematico e con un gioco che non ha mai impensierito un Handanovic inoperoso, se vogliamo dirla tutta e mai messo in allarme, è scivolata con l’incapacità nostra di creare azioni da rete più proficue, a dire il vero però un goal Lautaro l’aveva segnato ed era pure di pregevole fattura, ma tutto è risultato vano e annullato dal Var, per un tocco di braccio. La cosa invece che mi preoccupa, come credo l’abbia fatto alla maggior parte delle persone presenti allo stadio, è stata ancora una volta alcune scelte dettate da una condizione, da una conoscenza del calcio che alla maggior parte è disconosciuta, dal nostro allenatore Spalletti da Certaldo. Certo l’impegno ravvicinato di coppa e il successivo derby, imponevano un certo turn over, negli uomini a disposizione, scelta che ritengo giustissima. La cosa però che è cervellotica sono alcune posizioni in campo, che dalla nostra posizione sono apparse palesi, mi spiego. La squadra soffriva terribilmente a centrocampo, dove un Gagliardini messo in quella posizione di faro soffriva tantissimo, non avendo molta corsa riusciva a contenere davvero poco e poi Asamoah alto sulla fascia era davvero inutile e incomprensibile, ma la ciliegina sulla torta è stata posta quando, causa l’infortunio di un Brozovic non ancora in partita, ha fatto entrare Candreva e il centrocampo ne ha risentito ancor di più. Per fortuna i ragazzi hanno sopperito con tanto cuore a questa mancanza, spinti anche da un grandissimo pubblico con il giusto entusiasmo e incitamento preveniente dagli spalti, e grazie anche a un grande Politano che ha corso come un forsennato e autore tra l’altro di una bella rete d’istinto, è stato anche fortunato complice di una netta deviazione avversaria, ma ci voleva un episodio per sbloccare una gara ingessata. Ecco che poi nello Spalletti da Certaldo avviene la metamorfosi, una svolta sbloccata la gara decide di dare il giusto riposo all’autore della rete interista e si accorge che ha in panchina il Borja Valero dai piedi buoni e giusto metronomo dell’azione interista. La persona giusta quando la gara deve essere indirizzata senza patemi verso i giusti canoni conciliatori di chi è in vantaggio. Ha quindi avuto l’illuminazione, l’ha fatto entrare in campo, spostando Joao Mario nella sua posizione naturale di esterno, arretrando Asamoah sulla linea dei terzini e ponendo lo spagnolo nel suo ruolo più congeniale da diga di centrocampo alleggerendo anche il compito di Gagliardini che in questo modo ha iniziato a giocar meglio, trovando anche la rete. Il gioco del calcio è una scienza esatta basta applicare le giuste mosse in campo, mi chiedo se queste lacune sono state viste da noi tifosi dall’alto, da noi che nei suoi confronti non capiamo nulla, da noi che siamo solo appassionati di questo sport, da noi che non guadagniamo quanto chi questo lo fa per mestiere, allora, secondo me c’è un qualcosa che non va. Credo che chiunque entri in questo stadio, e si accinga a calpestare quel manto erboso, alla sola vista di tantissimi tifosi gli tremerebbero le gambe. Quei tifosi assiepati sugli spalti, consapevoli e con la certezza assoluta che nel momento in cui c’è da tirar fuori tutto per la propria squadra, per i propri colori ci saranno sempre, senza lesinare di dispensare il loro amore. Questa condizione però è conseguente alla pretesa che lo facciano anche gli addetti ai lavori e gli attori in campo, chi dovrebbe darci delle soddisfazioni che sono oramai sopite da tempo. Ritengo che ci sia ancora tempo per ristabilire ogni cosa iniziando da Icardi, si spera solo in un suo passo iniziale verso la risoluzione, almeno per il momento, di questa querelle che ora ha stancato un po’ tutti e che deve avere un termine perentorio. In questo momento particolare, c’è bisogno dell’apporto di tutti e una sua propensione positiva farebbe rivalutare il suo affetto verso questi colori e una società che l’ha fatto crescere come giocatore, non mi esprimo dal lato umano, sono altre questioni in cui non voglio addentrarmi. Deve rendersi conti che questa, che ci apprestiamo a vivere, è una settimana particolare, iniziando dalla gara di giovedì, per un passaggio del turno indispensabile è il conseguente derby che è mai come ora, la madre di tutte le gare. Noi che adoriamo il nero della notte e l’azzurro del cielo siamo pronti a ogni cosa per loro, anche il dover sobbarcarci una levataccia di ben quattordici ore, perché l’Inter si ama a prescindere……Amala!!!!
Antonio Dibenedetto
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