Risulta davvero difficile
commentare una vittoria come quella del pomeriggio, una manita che non trova al
momento alcun punto debole, se non altro in alcune lacune difensive che stanno
divenendo una costante di questo inizio di campionato. Ai più potrebbe non convincere
quest’atto di forza, visto la squadra che avevamo di fronte, ma tutto può
riassumersi in due punti cruciali. Per primo: quella campana era una squadra
che ha fatto man bassa del campionato di cadetteria, lo scorso anno, vinto con
notevole vantaggio accumulato sulle inseguitrici, poi punto secondo: nella
scorsa giornata è stata capace di espugnare il Ferraris di Genova, sovvertendo
un risultato, contro la Sampdoria, che la vedeva sotto di due reti: quindi non
proprio una squadra scarsa! Ma come di consueto quello che pensano e dicono gli
altri a me non interessa, come d’altronde a tutti gli amanti di questi colori,
abbiamo ammirato una squadra che quando vuole sa sciorinare dell’ottimo calcio
e mettere in pratica il possesso palla, non sterile come ci accadeva tempo fa,
ma finalizzato ad andare a rete. Se poi metti in pratica quello che sai, con
queste trame di gioco tutto risulta più semplice. Se dopo appena una manciata
di secondi vai in rete, questo ha l’unica spiegazione che la nostra squadra ha
quella propensione giusta dedicata esclusivamente alla vittoria, se poi non
arriva allora non dobbiamo recriminare alcun che se si è fatti il possibile per
ottenerla. In queste prime giornate, diverse tra loro, s’è intravisto il
carattere di questa squadra che non molla, vedi con la Fiorentina, e non si
culla, continuando a giocare (vedi Benevento), come se si fosse a reti inviolate.
Forse per quest’ultima caratteristica bisogna non avere cali di tensione, con
errori come quello scellerato rinvio di Samir, spettatore non pagante di una
gara senza particolari patemi, ma che ha raccattato due palloni in fondo alla
sua rete. Certo verranno impegni sempre più proibitivi a partire di quello
domenicale a Roma contro la Lazio, dove l’Atalanta ha passeggiato agevolmente
con una quaterna che vale tantissimo per gli orobici, entrati oramai a pieno
merito nell’élite del calcio internazionale. Sappiamo che non tutte le gare
sono uguali, per questo motivo bisogna avere la giusta motivazione per
interpretarle al meglio, sono certo che con questi ragazzotti sicuramente
lotteranno per fare in modo che tutto ciò avvenga. Finalmente abbiamo visto di
che pasta è fatto il marocchino Hakimi, davvero un bel giocatore, autore di due
assist e una rete, cosa volere di più dal ragazzo? Nulla che continui a fare
ciò di cui è capace, e lo fa ottimamente viste le premesse. A volte mi sono
stropicciato gli occhi per le bellissime trame di gioco costruite dalla squadra,
spero solo che siano una costante delle nostre gare, perché solo in questo modo
possiamo davvero divertirci e non avere nessuna preclusione per gli obiettivi
stagionali che sono molteplici. Mi fa molto piacere aver rivisto in campo un
giocatore come Sensi, davvero indispensabile, certo non ha disputato una delle
sue più belle gare questo è vero, ma pian piano tornerà ad essere quel
giocatore che abbiamo conosciuto per lunghi tratti agli inizi della stagione
scorsa. Tutti i ragazzi sono andati ben oltre il loro standard e con la
possibilità di fare ben cinque cambi per gara, e con una rosa fantastica come
la nostra, abbiamo la possibilità di fare davvero bene. Forza così ragazzi
siete il nostro orgoglio e se il buongiorno si vede dal mattino… Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.Leggi Tutto
Con la seconda giornata è
iniziato, ufficialmente il nostro campionato di serie A, recupereremo la prima giornata
in quel di Benevento mercoledì prossimo, e le premesse almeno per i primi
sessantacinque minuti non sono stati per niente forieri di gioia, anzi! Fortuna
poi tutto è tornato sui giusti canoni che avevamo preventivato, ma…quanta
sofferenza! Parafrasando una pubblicità in voga tanti anni fa, con uno spot che
era rimasto impresso nella mente di tantissimi italiani per una caramella gelè;
bene partendo proprio da questo, mi viene in mente un ritornello che potrebbe fare
pressappoco così: vedo una squadra che mi piace tanto, ma che mi fa impazzir
molto di più… di più: amala pazza Inter amala! Cosa si può aggiungere?
Null’altro è nel nostro dna vivere di queste emozioni che a volte si
trasformano in frustrazioni, tanto siamo sempre noi quelli che diventiamo una
squadra di terza categoria in alcuni frangenti, vgs. il primo goal viola, ma
poi quando ci rendiamo conto di quello che stiamo combinando in campo, ecco che
avviene la folgorazione: giochiamo da vera squadra e sovvertiamo ogni cosa! Ci
vorrebbe un ottimo psicologo in grado di dipanare quest’annosa matassa, se poi
anche Conte ripropone giocatori davvero senza stimoli, allora la quadratura del
cerchio è fatta. Fortunatamente ha dalla sua, oltre al talismano D’Ambrosio, la
propria consapevolezza di correggere in corsa gli eventuali errori, con ben
cinque cambi è riuscito a ribaltare un risultato che potrebbe apparire ai più, esagerato,
ma in tale contesto si può aggiungere: del tutto meritato per i viola. La
Fiorentina è stata capace di essere letale in alcune ripartenze fantastiche,
contropiedi sortiti da un “ragazzino francese”, aggiungerei ultra trent’enne,
per essere precisi 37, capace di giocate fantastiche che hanno entusiasmato quel
poco pubblico presente sugli spalti, con tantissimi applausi alla sua uscita
dal campo. La cosa che più fa in…cavolare è che non si spiega come la difesa,
quella meno battuta lo scorso anno sia stata capace di prendere in meno di 65
minuti la bellezza di tre reti. Certo non prendendo in considerazione la prima,
figlia di un’indecisione di tutto il reparto arretrato, ma la seconda e la
terza, frutto di una geometria viola a cui non si è trovato il giusto rimedio.
L’alibi del nostro tecnico potrebbe essere stato l’assenza del centrale
olandese, de Vrij non si regala di certo a nessuno, ma la cosa che mi viene in
mente e che vorrei chiedere agli addetti ai lavori nerazzurri, è il caso di
aver smantellato la difesa con la cessione di Godin, e le quasi cessioni di
Ranocchia e Skriniar, senza aver trovato i degni sostituti? Il calcio mercato è
ancora lungo, per carità, ma non dobbiamo farci trovare impreparati pagando lo
scotto, per una programmazione ancora una volta, non del tutto pianificata? Gli
interventi vanno farti in funzione di quel gioco che il tecnico vuole adottare
in campo e bisogna dargli gli uomini giusti, certo in un’annata come quella che
ci apprestiamo a vivere, sarà difficile completare l’organico in tempi brevi,
ma la “squadra” che avrebbe dovuto agire sul fronte acquisti/cessioni
sicuramente ha avuto la lista dei desideri e degli esuberi da parte del tecnico
e in virtù di ciò doveva prontamente agire. Comunque diamo il tempo necessario
a che tutto si compi, siamo fiduciosi nel loro operato. Ultima nota, mi
permetto di dare un consiglio al nostro tecnico Conte: per cortesia Brozovic e
Perisic, giusto per citarne alcuni, li tenga buoni per la panchina, e magari
farli entrare a partita in corso, in rosa abbiamo di meglio: a buon intenditor… Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter. Leggi Tutto
Epilogo più amaro non ci poteva essere, purtroppo è capitato e
dobbiamo farcene ahimè, una ragione. Dopo tutto, nessuno avrebbe potuto
immaginare quanto si è rivelato nel corso di questa stagione, che verrà
ricordata per alcuni eventi che l’hanno contraddistinta. Certo preoccupa la
situazione sanitaria, questo è fuori di dubbio, tutte le altre cose sono futili
dinanzi a seri problemi di salute causati alla collettività, per una pandemia
che non cessa di mietere vittime. Tutto passa in secondo piano, tutto è di
contorno anche se in questa insolita stagione calcistica potevamo, nonostante
tutte le vicende che ci hanno visti protagonisti, essere presenti negli annali
con il nostro nome ben impresso con un trofeo che poteva fare bella esposizione
in una bacheca non che aspetta altro che essere rinverdita, già poiché sono
passati circa dieci anni dall’ultimo trofeo. Nessuno avrebbe puntato un solo
centesimo, qualche tempo fa, parliamo di luglio non di molti mesi fa,
sull’acquisizione di qualche “titulo”, come avrebbe detto il nostro compianto
Josè. Difatti ci siamo ripresi con forza e coerenza quella posizione in
classifica del campionato di serie A, che più ci competeva, terminandolo in
crescendo con delle bellissime vittorie e poi abbiamo reso onore a quell’Italia
calcistica, tanto bistrattata in campo europeo, arrivando ad una finale
inaspettata, resa ancora più amara dal comportamento spagnolo, da un arbitraggio
a dir poco inadeguato, condito da una serie di nostri errori che non trovano
scusanti: in finale devi essere cinico e raddoppiare gli sforzi per cercare di
portare a casa il trofeo a qualunque costo, senza cadere nelle trappole angosciose
delle pantomime create ad hoc dagli spagnoli, atte a causare solo una palese
perdita di tempo. Al termine di tutto si tirano le somme, si vedono e
analizzano i pro ed i contro di una stagione calcistica. Siamo arrivati al secondo
posto in classifica ad un solo punto della vincitrice del campionato, questo
deve essere il punto di partenza su cui costruire il futuro, in coppa Italia
abbiamo concesso molto spazio ad un Napoli che poi ha vinto il trofeo, cosa che
potevano, con il senno di poi conquistare agevolmente noi. Gli errori commessi
poi in Champions deve essere metabolizzati per non essere poi commessi
successivamente. In fine in Europa League, ritengo che con più astuzia potevamo
portarla a casa dopo una cavalcata esaltante, surclassando gli avversari di
turno, in serie, per poi crollare proprio sul più bello, in maniera così mesta,
dove l’artefice principe poteva portarci in vantaggio e annichilire poi gli
avversari, invece tutti sappiamo com’è andata. Non voglio per questo gettare la
croce addosso al nostro gigante, al nostro armadio di ebano, quel Romelu che comunque
in questa strana annata ha realizzato ben 34 reti, di più cosa deve fare un
bomber? Ora la nota dolente. Rimango ancora basito dalle ultime esternazioni
del nostro tecnico Antonio Conte. Che sia un personaggio sanguigno questo è
noto, ma rilasciare in conferenza stampa simili dichiarazioni danno la conferma
che sarà legittimato il suo addio alla panchina nerazzurra. Noi tifosi e
sportivi in genere non sappiamo il tenore e il sapore delle sue ultime
dichiarazioni, ma sono certo che sono state così palesi e dirette, che se non
si trova un punto d’incontro con la società, il suo addio sarà irreversibile. Credo
che lui abbia preparato quelle frasi da pronunciare in conferenza stampa, con
tale enfasi che le avrebbe dette anche ad acquisizione del trofeo, spero di
sbagliarmi ma credo sia cosa certa. Dispiace ora che abbiamo imparato ad apprezzare
il suo lavoro tanto maniacale, anche se la perfezione non appartiene a nessuno,
lui perlomeno ci stava provando avendo creando un gruppo di buoni giocatori che
stavano diventando sempre più una squadra, non dico formidabile o grandissima,
ma con il tempo lo sarebbe potuto diventare, sotto la sua guida. E ora tutto è
stato rimesso nelle mani della società, Conte ha chiesto un paio di giorni per
isolarsi in famiglia, pensando al suo futuro, poi comunicherà la sua decisione
nell’incontro che si terrà a Milano in sede, nell’appuntamento già fissato.
Spero che tutto vada per il meglio anche perché il suo impegno preso per
portare l’Inter a grandi livelli era stato programmato in un termine temporale
di tre anni e se dopo il primo anno tutto è stato messo in discussione, deve
essere successo realmente qualcosa d’irreparabile. La sua richiesta è di una
società presente che tuteli il suo lavoro, l’Inter deve farsi sentire nelle
sedi competenti, non possiamo permetterci il lusso di perdere credibilità per
colpa di persone che non fanno il bene di questi colori. Ci vuole chiarezza innanzitutto
con una seria programmazione fatto con il tecnico, lasciando quel margine che
chiede per farlo lavorare al meglio, l’approssimazione non porta da nessuna
parte in special modo per chi vuole crescere e tornare a rinverdire i fasti che
furono, non ventenni or sono ma solamente dieci anni fa. Noi tifosi ci speriamo
e continueremo a sostenervi, perché la cosa che a noi conta e l’Inter su ogni
altra cosa! …Amala!!!!
Si attendeva una bella prova dei ragazzi e alla fine in quel di
Bergamo si è rivista una squadra che ha voluto fortemente questo risultato: la
vittoria! La cosa però che fa strano sono state le dichiarazioni del nostro
tecnico, distruggendo con quello che ha detto in conferenza stampa post gara,
come il classico colpo di spugna, tutto l’entusiasmo che si era creato a fine
gara. Davvero impensabile un comportamento del genere, attaccare coloro i quali
ti pagano, anzi ti coprono di denari, in quel modo e senza mezzi termini affermare
che ne lui e il suo staff e tanto meno la squadra sono tutelati. Ma di cosa
stiamo parlando, lui con quello che guadagna dovrebbe andare in Cina a piedi,
secondo me questo è uno smacco vero e proprio nei confronti di altri allenatori,
meno fortunati, che farebbe carte false per essere al suo posto. Lui che
chiedendo giocatori a lui confacenti ha fatto spendere un patrimonio importante
alla proprietà, e secondo me è anche giusto che le maestranze abbiano da ridire
su comportamenti non proprio consoni e su un gioco che non sempre è stato all’altezza
delle aspettative. Se il nodo della discordia è stato Eriksen, mi chiedo allora
perché ne ha avallato l’acquisto, poteva certo dire che non era confacente al
suo modulo, come ha fatto con Nainggolan. Stando così le cose non mi è sembrato
giusto fare quella sparata dinanzi a coloro i quali non aspettavano altro che
fare i titoloni sui giornali, mettendo in ridicolo una società che è sempre
stata bistrattata dalla stampa, sempre in attesa di aumentare questo
stillicidio di notizie, a nostro danno, che non proprio edificanti. Il suo
assist a fine serata ha creato maggiore indecisione negli addetti ai lavori,
confermando quel suo malessere che è sempre stato latente ma che ora, nell’ultima
gara, è divenuto più visibile che mai. La domanda che mi pongo, come credo lo
facciano la maggior parte dei tifosi che amano questi colori, stante così le
cose perché ha accettato l’incarico? Non credo che la proprietà abbia
contraddetto o mercanteggiato la sua richiesta d’ingaggio così lauto, né tanto
meno le sue richieste d’acquisto di giocatori, come non credo che il pomo della
discordia possa essere stata il mancato acquisto di Vidal. Stiamo parlando di
un buon giocatore e non certo di quel Messi che la società sta provando a
prendere. Sono davvero deluso da questo suo cervellotico comportamento, le cose
vanno chiarite nelle apposite sedi e non sparlando ai quattro venti di una
situazione insostenibile. Dice che il gap con i campioni torinesi è ancora
sostanzialmente alto, sia a livello di rosa che societario, lo è sicuramente,
anche perché a Torino non ti permettono di sparlare nei confronti della proprietà
a proprio piacimento, e questo lui lo sa benissimo. Ha affermato che non si è
sentito tutelato né protetto e che a fine stagione vedrà cosa fare: caro signor
Conte si deve rendere conto che con questo suo atteggiamento la società
potrebbe rimettere tutto in discussione, i cinesi hanno rispetto e lo
pretendono: è nella loro cultura, quello che nei suoi continui malesseri e piagnistei
non ha certo messo in evidenza. Questa sua posizione sta facendo passare in
secondo piano il raggiungimento di un traguardo di una posizione di prestigio,
anche se lei stesso ha rinnegato più volte definendo, quel secondo posto che a
noi tifosi ci onora, la prima posizione dei perdenti. Sicuramente non porta
titoli, ma ti sprona a fare meglio che può essere interpretato solo con un’unica
parola: scudetto! Caro signor Conte noi
abbiamo ricordi indelebili di chi ci ha messo sempre la faccia dinanzi alle
telecamere e non certo per piangere o lamentarsi, aveva uno stile tutto suo e
un carisma che di certo non si acquista al supermercato. Lei si sente un “top allenatore”,
lo è sicuramente nello stipendio, ma sul lato umano deve ancora lavorarci su,
in determinate circostanze ci vuole chiarezza, quella condizione necessaria per
rendere duraturo un rapporto di lavoro, e il parafulmine per il bene della
squadra non lo si fa solo un anno, ma credo per tutta la durata del contratto,
altrimenti se si è scontenti è giusto rimettere il proprio mandato facendosi da
parte. Nella vita si è tutti utili, ma nessuno è indispensabile. Voglio
chiudere questo intervento, ultimo per questo campionato affermando con
orgoglio che l’Inter a mio avviso ha raggiunto una posizione di prestigio avvalorata
da dei primati davvero importanti come: la difesa meno battuta del campionato,
il secondo miglior attacco, la squadra meno battuta, tutto ciò vorrà dire pur
qualcosa, o sbaglio? Quindi signor Conte rinsavisca e faccia marcia indietro,
il popolo nerazzurro ha bisogno di certezze e non di continue minacce o
lamentele, perché noi siamo l’Inter e il resto non conta, con lei o senza! …Amala!!!!
Con la gara di ieri sera, l’ennesima alle ore 21.45, salutiamo questo campionato casalingo alquanto tribolato, con un sentito e fiducioso arrivederci al prossimo, sperando di rivedere nuovamente gli spalti gremiti di tifosi festanti che sventolano i nostri vessilli. Anche la gara con il Napoli non è stata affatto semplice, se si legge solo il risultato è facile incorrere in errore, anzi si è dovuto interpretare in campo un copione che ci ha visto sotto scacco per diversi periodi della gara. Anche se il primo tempo ci ha visto chiudere in vantaggio, devo dire mio malgrado che non è stato propriamente veritiero, per le tante occasioni partenopee, ma è altresì vero che oltre alla rete di D’Ambrosio, c’è stato un miracolo di Meret su tiro di Brozovic allo scadere della prima frazione. Forse memore delle occasioni lasciate al Napoli, il secondo tempo ci ha visto più guardinghi, abbiamo accorciato gli spazi, in questo modo abbiamo goduto di notevoli ripartenze, non soffrendo più come nel primo. Sugli scudi la voglia dei ragazzi di portare a casa una vittoria, conservata con le unghie sino alla rete liberatoria di un Lautaro Martinez apparso quello di un tempo, speriamo che per questo finale incandescente di averlo ritrovato sia mentalmente che fisicamente, ci necessità terribilmente quel giocatore, quel “toro” che abbiamo imparato ad apprezzare. Anche ieri sera si sono viste delle giocate bellissime, fatte in sincronia perfetta e se non hanno prodotto delle reti è solo per un demerito dettato dall’agonismo, ma anche dell’essere approssimativo: vero Biraghi? Forse è giusto così, un risultato più corposo avrebbe ulteriormente danneggiato un bel Napoli, che ha fatto la sua onesta partita e mi sento di dire che avrebbe meritato di più. Ad onor del vero, tutto sommato, noi ci siamo meritati questo risultato, in considerazione che c’è ancora una battaglia da combattere in quella Bergamo che vedrà esaltare le nostre ambizioni o sprofondare in una considerazione di un piazzamento Champions che potrebbe essere messo in discussione se si verificassero alcune condizioni, diciamo astralmente improbabili ma tuttavia possibili. Sembra davvero assurdo, se dovessero verificarsi tali condizioni letali, per il semplice motivo che appare altresì cervellotico considerare, quasi azzerando con un colpo di spugna, tutti gli sforzi che ha compiuto e lottato strenuamente per tutto questo campionato, oltre le umane possibilità fisiche, chi si è guadagnato un prestigioso posto in classifica, di concerto non sarà la stessa cosa per i vincitori di questi ipotetici incastri. In sintesi ricapitolando, per la quarta in classifica non è detto che partecipi alla prossima Champions, scivolando in questo modo nella partecipazione alla coppa meno nobile. In virtù di queste ipotetiche, ma alquanto reali condizioni, dobbiamo fare tesoro della gara di ieri sera, perché l’agonismo messo in campo dagli azzurri può essere paragonabile a quello che metterà in campo l’Atalanta, forse fatto di più corsa e coesione, che ci aggradirà in ogni zona del terreno verde. La posta in palio è altissima e non dobbiamo lasciarci sopraffare, ribattendo colpo su colpo sino all’ultimo minuto, senza commettere errori veniali in difesa come quelli visti ieri sera. La forza d’urto dei bergamaschi è notevolmente superiore a quella partenopea, e in casi come questi la concentrazione è d’obbligo. Mai come in quest’ultima gara di campionato, dobbiamo essere coscienti che siamo noi gli artefici del nostro futuro, in cuor nostro di tifosi è viva la speranza che se in altri casi abbiamo inesorabilmente fallito alla fatidica prova del nove, questa volta non ci sfugga la consapevolezza di aver meritato quel posto che più ci compete, per ripartire al meglio programmando un nostro futuro prossimo, sempre più roseo, anzi più nerazzurro! …Amala!!!!