Credo che con la gara di ieri sera si è per davvero toccato il fondo, raschiando anche un barile la cui fine non è ancora nota né evidente, l’unica parola al momento che disegna perfettamente la nostra situazione è davvero: “raccapricciante”. Con il consueto atteggiamento incostante e sfilacciato, s’è purtroppo palesata l’ennesima sconfitta, per giunta la terza in casa in modo consecutivo: e sono undici!!! Non ricordo a memoria un’annata così disastrosa, non mi soggiungono parole idonee a determinare tutto ciò, rimane solo lo sconforto per una squadra allo sbando in cui e palesemente disarmante l’inefficacia di produrre effetti letali per gli avversari, mi ripeto siamo davvero inconsistenti e così fragili che alla prima occasione avversaria, per giunta da calcio piazzato, veniamo puniti, davvero cervellotico e autolesionista come comportamento. Sicuramente degno scenario per una società inesistente, che non è capace di farsi sentire e di un allenatore incapace di saper produrre le opportune contro misure contro chi oramai conosce il tuo stile di gioco, sapendo come disinnescare gli avanti nerazzurri che hanno da un pezzo le polveri bagnate. Quindi si arroccano e poi ripartono in modo letale in contropiede, cercando di farci male, a volte ci riescono, a volte ci provocano brividi, ma nessuna contromisura degna, rilevata da una panchina che rimane tal volta inerme. Anche ieri non avevamo difronte una squadra d’élite, ma un onesto Monza che con molto raziocinio e con il giusto essere cinici, ha portato a casa un risultato che è andato oltre le proprie aspettative, invece per l’ennesima volta siamo noi a leccarci le ferite, lamentandoci in conferenza stampa, a detta del nostro tecnico, per gli ennesimi miracoli sportivi dei portieri avversari. A questo punto formulo una richiesta, se proprio dobbiamo tenerci Inzaghi sino alla fine della stagione, per cortesia non fategli fare più la prevista conferenza stampa di fine incontro, le lamentele sono sempre le stesse e francamente non ha più credito e ha stancato, con improperi su ogni cosa che non ha assoluto senso, tranne l’inconsistenza di far risultato. La sua voglia di spiegare ogni cosa che non va, lo faccia con le giuste motivazioni di un gioco che non decolla, lo dica perché i giocatori, che sono gli attori principali delle partite, perché in campo fanno le statuine e soffrono di continue amnesie, assurde a mio modo di pensare, per un sistema di gioco trito e ritrito che non ha nessuna variante rispetto al solito. Altra domanda, invece gli vorrei chiedere la motivazione secondo la quale continua a far giocare Dumfries sulla fascia destra, assolutamente inutile e anche ieri sera Gosens alla stessa stregua su quella sinistra, ha senso avere dei giocatori che non sono capaci di crossare? E poi il suo pupillo Correa che utilità dà in campo? Anche ieri sera s’è mangiato delle reti che una vera punta di serie A, avrebbe sicuramente fatto. Senza poi parlare dell’enigma Lukaku fratello gemello di quel Rumelu che abbiamo conosciuto in epoca “contiana”, inconsistente e involuto, secondo me l’errore più grande averlo ripreso, ma non è che anche gli altri due attaccanti rimasti sono migliori, ne vogliamo parlare di un Lautaro “El toro” che è divenuto un vitellino da latte, e la statua Dzeko che più di un cigno sembra un paperotto sperduto. Il dramma purtroppo che mancano ancora diverse gare, e di cattivo sangue ne faremo ancora, se non arriva quello switch definitivo in testa agli interpreti e principalmente ad un allenatore che dovrà gioco-forza rimanere sulla panca. Giocando in questo modo senza reale costrutto e senza pungere in maniera preponderante, Milano sarà terra di conquista per chiunque, sinora in campionato, anche per l’eventuale Pizzighettone di turno, senza sminuire la formazione lombarda. Ora gli estimatori del tecnico piacentino, sicuramente porgeranno le opportune motivazioni, in evidenza che comunque non tutto è perduto, c’è un quarto di Champions che ci vede in vantaggio sul Benfica e una semifinale di coppa Italia da giocare. Tutto vero, ma se non riusciamo ad essere diversi da quelli di campionato tutto è inutile, sinora in Champions è andata bene, ma sino a quando? Io non punterei un solo euro sulla vittoria finale, ne sono certo e pronto a chiedere scusa e fare ammenda in caso contrario, ma ho dalla mia una certezza e cioè la forza di una squadra è la coesione, attualmente nei nostri ragazzi non l’ho più ritrovata. Vorrei dire anche a questi signori che ci ricordano che il tecnico piacentino ci ha portato tre trofei da esporre in bella vista in bacheca, ma io non dimentico che per sue scelte scellerate ci ha fatto perdere uno scudetto, quello della seconda stella, che visto come vanno sinora le cose, non vedo un roseo futuro, ne tanto meno riesco ad individuare quando potremo appuntarla sul petto. Questi mercenari non si rendono conto della maglia che indossano, pronti nel richiedere aumenti sostanziali in qualunque maniera, perché visto l’ultimo periodo, non restituite il vostro salario che non è affatto commisurato a quello che state producendo in campo? Con loro alla stessa stregua dovrebbe farlo il tecnico a cui è stato rinnovato un contratto milionario dopo aver vinto due trofei, ma la cosa principale aver perso uno scudetto. Società che se non si farà sentire, con la perdita di quei 60 milioni derivanti dal piazzamento Champions e altri benefit, il default è dietro l’angolo anche perché il piazzamento nell’Europa secondaria, non da tanti ritorni economici e quindi di sacrifici se ne dovranno fare tanti. Davvero cervellotica come situazione, paradossale direi, per questo farei imparare a memoria a chi entra alla Pinetina, la frase che determina l’essere interista, quella dell’indimenticato presidente Giacinto Facchetti, noi l’abbiamo nel cuore come la tolleranza che stiamo avendo nei loro confronti, basta con le scuse sotto la curva, tiriamo fuori gli attributi se volete essere degni del nostro amore. “…Amala!!!! “Ci sono giorni in cui essere Interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui esserlo è un onore. Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza.
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.Leggi Tutto
Al peggio non c’è mai fine. Ho ponderato un attimo prima di dedicare i miei pensieri a questo ipotetico foglio di carta, ma nulla è cambiato. Il livore però non è scemato, altroché, anzi è aumentato in considerazione dell’ennesimo scempio dimostrato, avendo depauperato per l’ennesima volta quei punti sostanziali per la rincorsa ad un piazzamento Champions che assume quanto mai di vitale importanza, allo stato attuale, per le casse societarie e per l’importanza della nostra storia calcistica. Talvolta si implora alla cattiva sorte che ci sta mettendo lo zampino, sicuramente ci vorrebbe un’esorcista per scacciare da Appiano tutti quegli strali malefici che stanno attanagliando il nostro ambiente, ma la mia opinione è oramai certa, consolidata dai fatti, che se fosse stato un caso sporadico ci si poteva giustamente ancorare alla mala sorte, ma oramai sta divenendo una consuetudine quell’incapacità di finalizzare le tantissime occasioni da rete. Non è di umana concezione la motivazione, secondo la quale non si riesce a trasformare in rete delle facilissime e significative situazioni favorevoli. Appare inverosimile come, pur disputando delle oneste gare e partorendo un gioco tal volta apprezzabile, non si riescono a realizzare delle reti che in altre circostanze sono nel dna di un vero giocatore di serie A, per carità, nulla di fantasmagorico né tanto meno reti da genio del calcio, alcune da realizzare in prossimità della porta avversaria, con la freddezza necessaria da spingere solamente in rete il pallone. Di conseguenza se non chiudi la gara avviene che poi che gli avversari con l’unica occasione creata, poi ti puniscono, questo purtroppo avviene da diverse gare con la conseguenza di punti persi malamente e che ci relegano in posizioni di classifica davvero pericolose. Nel girone di ritorno abbiamo inanellato una serie di gare che sono il ruolino di marcia di una squadra da centro classifica, di chi si è salvato e non chiede più nulla al campionato, tutto il contrario di chi vuole ritagliarsi quello spazio vitale che denota la propria importanza nel panorama pallonaro, non solo italiano ma internazionale. Basti pensare che nelle ultime 6 gare di campionato, abbiamo portato a casa il misero bottino di soli 4 punti sui 18 disponibili. Numeri che decretano realmente uno sprofondo, che appare più verosimile di: inferno nerazzurro! Credo che ormai le chance di risalita stiano pian piano diminuendo, come le attenuanti per calciatori oramai delineati, che credo, verso una partenza per altri lidi, sono certo che non faranno parte dell’Inter del futuro, di questo Lukaku non sappiamo che farne, complice di aver davvero dilapidato occasioni importantissime, degne del Blisset di meneghina memoria. Sul banco degli imputati tantissimi giocatori che sono top solo nel lauto guadagno che percepiscono, mentre in campo tutto ciò non corrisponde alla loro voglia di giocare e invertire lo status quo. Tanti giocatori entrati in campo non dimostrano l’amore per la maglia che indossano, sono sufficienti nelle loro movenze e nel loro impegno e poi credono di meritare maggiore attenzione da tecnico e società. Su tutti quel Brozovic svogliato, che sta dimostrando, specie nelle ultime gare, di essere un corpo estraneo alla squadra e che il suo amore per questi colori è pressoché svanito, complici forse sirene ammaliatrici che promettono di tutto e di più. Altri giocatori che non sono da Inter, ma che potrebbero fare la fortuna di tantissime altre squadre, sono i vari Dumfries: sempre più anonimo e discontinuo, l’involuzione davvero problematica di un Barella sempre più rissoso verso i compagni, si denota la mancanza di tranquillità che sta attraversando il ragazzo, continuando con un giocatore che è assolutamente inutile per la squadra quel Correa davvero inguardabile. Purtroppo il reparto d’attacco è quello più deficitario, dove regna l’anarchia, di Lukaku s’è già accennato alla sua cervellotica forma, ma di un Lautaro Martinez involuto che spreca in ogni gara tantissime occasioni, l’ultima in quel di Salerno dove in un azione non ha fatto valere la sua “presunta freschezza”, difatti era entrato in campo da soli 5 minuti, quando gli è capitato quella palla in profondità, e lui ha visto bene di fare quel tiro degno del miglior Fantozzi, consegnandola in mano al portiere messicano. Un giocatore della sua presunta importanza e lignaggio tecnico, avrebbe dovuto fare sicuramente meglio. Altra involuzione che preoccupa è lo stato emotivo che sta attraversando un altro pezzo da 90 dell’attacco, quel Dzeko che, da cigno do Sarajevo è diventato un paperotto spelacchiato del Lambro, i suoi 37 anni sono un macigno a cui non può esimersi, tant’è che ne risente in velocità sia di pensiero che di movenza, talvolta il cervello ordina una cosa a cui i muscoli non assecondano. Sono tanti i giocatori messi in discussione e con loro un tecnico al quale bisogna far fare una giusta analisi interpretativa, non bisogna sempre esordire in conferenza stampa, con i se e i ma, non si va da nessuna parte, tanto l’incapacità nel segnare anche le reti più semplici è una costante e non bisogna sempre lanciare l’accusa a fattori esterni, lo si può fare una volta, ma non sempre, potrebbe apparire la dipendente scusa dei perdenti. Mazzari docet. Ultima considerazione: s’è detto da più parti e in particolare dai giornalai saccenti, che aprile doveva essere il mese in cui ci si gioca ogni traguardo possibile da raggiungere, facendo la giusta ammissione di colpa, non l’abbiamo approcciato al meglio, 2 punti in due gare di campionato che hanno delineato un’abissale ritardo verso posizioni di prestigio (considerato che avevamo sempre cullato la possibilità del secondo piazzamento), una semifinale di coppa Italia terminata tra i veleni con i torinesi non colorati con il ritorno a Milano a fine mese che favorirà una finale che a questo punto appare davvero importantissima. E poi la madre di tutte le partite, quella gara di andata, in terra lusitana dei quarti di Champions, da disputare con ben altra “cazzimma” usando un eufemismo tipico e noto più ai partenopei che ai lumbard, ma che è sintomatica di chi deve ricercare quegli stimoli giusti per ottenere un risultato a tutti costi. Di mister Inzaghi non voglio approfondire nessun altro discorso, il mio pensiero lo definirò in conclusione di questo fatidico aprile, anche perché le “idi di marzo” non hanno portato nulla di che, anzi hanno determinato lo sfaldamento di una squadra davvero complicata da poter difendere, per il bene di questi colori, auguriamoci il meglio! …Amala!!!!!!
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Sono del tutto terminate sia le parole che le attenuanti che possano accompagnare le prestazioni del tutto ininfluenti e impressionanti, in maniera del tutto negativa, della nostra tanto amata e cara Inter. Ogni incontro di campionato, che sia domenicale o infrasettimanale, purtroppo ci porta sempre la stessa consuetudine di amarezza e inconsistenza, di una squadra che è già da tempo che non gioca più come tale. Sembra un’orchestra stonata dove ognuno gioca per conto suo, con un direttore che non ha più alternative al suo stonato e oramai conosciuto, quanto trito e ritrito 3–5-2, in cui tutte quelle squadre che c’incontrano, con un po’ di accortezza e raziocinio, riescono a trovare contromisure tattiche adeguate. Sono rari i momenti che l’Inter sviluppo un gioco d’insieme e di aiuto reciproco, favorendo il compagno meglio posizionato, per la stoccata finale, e quando accade incomprensibilmente sotto porta si sbaglia in maniera davvero cervellotica. (vero Lukaku?) Anche ieri ci è rimasta indigesta una bella e succosa fiorentina, che potevamo gustarci alla grande se solo gli interpreti non si fossero divorati delle papabili e succulenti occasioni da rete. Per onor del vero anche i viola hanno sciorinato del bel calcio, con altre occasioni in cui potevano farci male, ma loro per lo meno una palla alle spalle di Onana l’hanno messa, noi no, questo purtroppo e il leit motiv che ci accompagna da un po’, si crea tanto ma si concretizza pochissimo, forse niente stando alle risultanze finali. Se poi si analizza che sinora in ventotto gare di campionato ne abbiamo perse ben dieci, possiamo affermare che davvero questo campionato è in assoluto il peggiore di quanto potessimo minimamente credere alla vigilia, le colpe vanno ricercate in molteplici fattori, dalla società che non è riuscita a convincere del suo operato, dallo staff tecnico che non è riuscito a credere e consolidare un gruppo di giocatori idonei al progetto e in ultimo un allenatore che non è capace purtroppo di guardare al di là del proprio naso. Eppure ci sono molteplici moduli che si possono adattare, e cambiare in corso d’opera, invece lui non ne conosce altri, forse non si rende conto che i cosiddetti braccetti di centrocampo, ben noti quinti, non sono altro che difensori adattati alla bisogna come esterni, ma non affondano come tali, senza dare l’opportuno apporto ai compagni di centrocampo e attacco, per intenderci non ci sono più i vari Perisic o Hakimi, quindi forse non sarà il caso di usare altro modulo, caro il mio Inzaghi? Anche ieri la squadra è apparsa squilibrata e spaccata in due, ogni volta che perdeva la palla, gli avversari andavano a nozze com’è accaduto anche ieri con la Fiorentina che ha banchettato sui nostri banali errori. Altra nota dolente non ha fatto altro che fare dei cambi sempre gli stessi, sempre uguali, sempre di ruolo, esce Bastoni entra de Vry, forse la sua convinzione, o esperienza porta a mandare in campo più punte, con la sua farlocca equivalenza più punte = più reti, assolutamente no, in questo modo s’intasa l’area avversaria, dando il là per far chiudere maggiormente negli spazi, senza dimenticarci che sono del tutto rare le iniziative dei centrocampisti, ieri nell’unica idonea c’è stato il palo di Barella. Tranne la lunga corsa coast to coast di Mkhitaryan, che ha ignorato Lukaku, forse meglio posizionato, per una rete che poteva essere segnata. Per carità io non mi ritengo un allenatore di grido, ma sono uno che osserva come la maggior parte degli amanti di questo sport, non abbiamo il prosciutto dinanzi agli occhi per dire che va tutto bene, in questo modo non si va da nessuna parte. Sono ben evidenti le lacune accusate da questa squadra che il più delle volte non riesce a serrare le fila, giocando in modo lineare e coeso. I perbenisti diranno che dopo tutto Inzaghi dovrà disputare le semifinali di coppa Italia e i quarti di Champions, ma tranne gli introiti per la società, superando però questi ostacoli, non portano titoli, anzi destinando risorse fisiche per questi incontri, si rischia seriamente di perdere di vista gli impegni di campionato che si riducono sempre più, con la perdita di quel terreno importante che non potrà più essere recuperato, andando incontro in maniera irreversibile, verso l’estromissione dalle quattro che andranno alla prossima massima competizione europea. Purtroppo sono queste le condizioni da tener presente, che al momento e nel futuro prossimo, sono quelle vitali risorse, fondamentali direi, per una società di già ora sull’orlo del precipizio finanziario. Non oso immaginare se ciò avvenga con il preventivato e quasi sicuramente default, come potremmo presentarci ai nastri di partenza del prossimo campionato, ci saranno dei tagli sostanziali ed in tanti saranno costretti ad essere venduti ed abbandonare la Milano sponda nerazzurra, visto che ci sarà un clima di recessione senza appello, di soldi ce ne saranno ben pochi e si dovrà allestire una squadra con quello che passa il convento, condizione che ci farà cadere in un anonimato per chissà quanto tempo. Quindi mi rivolgo a chi di competenza, se volete realmente i bene di questi storici e gloriosi colori datevi una mossa sostanziale, perché noi di amore ne abbiamo tantissimo, basti pensare che nella gara di ieri gli spettatori erano più di settantamila, questo vorrà dire pur qualcosa. Meritiamo più rispetto, per quella maglia che indossate voi giocatori, dovrà essere rispettata prima di ogni cosa, basta con queste scialbe prestazioni, ci vuole coraggio e coesione, giocando da squadra e in quel modo che, in questo inizio 2023, non abbiamo ancora visto. …Amala!!!!
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Le persone sagge hanno sempre affermato che imputare una sconfitta ad altri fattori dai quali non dipende la tua volontà, qualunque essi siano, è l’alibi dei perdenti: giusto, questo è assolutamente vero, sacrosanto, ineccepibile, ma quando in una competizione sportiva, nella fattispecie una gara di calcio, se ne giocano contemporaneamente altre, allora ritengo che tutto dovrebbe essere chiaro e lampante, non è possibile che debba accadere. Ho voluto postare due frame, ce ne sono tantissimi altri in rete, che ben evidenziano il netto fallo di mano in condominio di due giocatori non colorati, e la posizione ottimale dell’arbitro che avrebbe potuto, di per sé, adottare la giusta segnalazione alla regola nr. 12 del gioco del calcio, invece ci sono voluto ben 4 minuti, in un conciliabolo con gli altri geni del Var, per un nulla di fatto: questa secondo me è assoluta malafede! Repetita iuvant, stiamo ancora alla ricerca di trovare giustificazioni su di un qualcosa che è già accaduto domenica scorsa, ne ha fatto le spese la Samp e in conferenza stampa uno sconcertato Stankovic, lanciando un allarme su queste farlocche interpretazioni arbitrali, a cui nessuno ha dato una lucida spiegazione, anzi si sono ripetute con lo stesso soggetto, al quale piace dare un tocco di evanescenza alle sue giocate, che è rimasto impunito: assurdo! Dopo queste opportune premesse e secondo me doverose, veniamo all’ennesima gara gettata al vento da una formazione fortemente depressa, la nostra, che accusa ora più che mai l’ansia da prestazione, non producendo più un calcio lineare, anzi è un continuo tik-tok, una fitta rete di passaggi, molte volte indietro, davvero sconcertante, che non porta a nulla di concreto. Però la considerazione finale è che sono ben nove, già nove sconfitte, che stanno determinando una classifica autolesionista, mi si accappona la pelle al solo pensiero che mancano ancora 11 gare alla conclusione di questo assurdo e orribile campionato che stiamo disputando. Dopo tutto bisogna accettare le scelte arbitrali, questa è l’esternazione del mister bianconero, certo lui si definisce un signore, tant’è che quando mancavano una manciata di minuti alla fine della gara, ovviamente accettando le decisioni arbitrali, ha abbandonato il terreno di gioco, per plateale protesta. Già l’ha fatto perché lui accetta le decisioni arbitrali. Buffone! La cosa più sconcertante è che non siamo riusciti a ricondurre sul giusto binario una gara che sino a quel momento aveva detto ben poco, mancando tanto tempo alla conclusione, come spesso accade specie in questa stagione, l’asia di recuperare non ci fa essere lucidi e quindi di conseguenza andiamo in affanno. Ancora una volta dalla nostra panchina non sono arrivati gli stimoli giusti per chi era in campo, non parlando delle cervellotiche sostituzioni effettuate. Tant’è è un dato di fatto, che serve ancora una volta a confutare l’operato di colui che dovrebbe essere il mentore per i giocatori, invece la confusione regna sovrana. Vorrei perciò ricordare, a coloro che ancora parteggiano per il nostro osannato mister, che è risultato ancora una volta, se ce ne fosse stato il bisogno, che non è da Inter. Forse queste persone prontamente affermeranno che dopo tutto stiamo lottando su tre fronti e che tutto deve ancora addivenire, ma de che, in questo modo assurdo in cui stiamo approcciando le gare, non si va da nessuna parte, è solo una continua e lenta agonia che deve essere accettata, purtroppo, senza se e senza ma, con l’unica condizione che se ne viene fuori, solo cambiando lo status quo attuale. Siamo lenti ed impacciati, di questo passo non credo in una nostra possibilità di puntare ad un quarto posto vitale per le casse societarie, potremo farlo solo cambiando in maniera inesorabile, la nostra voglia e convinzione di un’opportuna reazione, forse con tale veemente reazione ci potremmo riuscire. Farlo da ora sino alla fine con convinzione, specie quando rincontreremo nuovamente i non colorati, in semi finale di coppa Italia, dovremo fare tesoro degli errori commessi ieri, non sbagliando nulla che inizi con l’approccio giusto alla gara, solo così forse potremo andare in finale di coppa Italia e magari vincerla, ma non è questo che ci dà lustro, ci vuole ben altro. Altro capitolo in cui tutti stanno già facendosi la bocca dal gusto dolce: la Champions, vorrei dire a queste persone ma siamo certi che contro il Benfica avremo vita facile? Io dico assolutamente no per come ho visto giocare la squadra lusitana, ribadisco per coloro che hanno esultato all’indomani del sorteggio a Nion, rispondo che forse l’errore potrebbe sicuramente essere il sottovalutare i portoghesi che giocano un bellissimo calcio in cui hanno fatto una serie sfavillante di vittorie sia in campionato che in Europa. Dobbiamo armarci di tantissima prudenza, questa volta non basterà il misero golletto da difendere ad oltranza nella gara di ritorno come avvenuto ad Oporto, ci vorrà tanta qualità in più. Chissà se questa sosta ci potrà dare giovamento, male sicuramente non ci farà, al ritorno in campionato il primo di aprile affronteremo in casa la Fiorentina, sperando che non ci faccia uno scherzo degno della giornata celebrativa. Dovremo tirar fuori tanto carattere, tutta la grinta sopita e che puntualmente lasciamo ad Appiano, in campo dovremo essere coesi e cercare di essere ora più che mai, una squadra degna di questo nome, se vorremo ritornare ad essere quell’Inter che tutti abbiamo ancora negli occhi, che per lunghi tratti ci ha fatto innamorare. Bisogna mettere da parte il fioretto, ma agire di spada, anzi di accetta, colpire con tutta la forza di cui disponiamo per annientare l’avversario, se vogliamo seriamente ritornare ad essere una squadra credibile, altrimenti il baratro è dietro l’angolo! Con tutto il cuore e per l’amore che nutro per questi colori, non immagino, ne voglio farlo credere, che tutto ciò avvenga, dobbiamo invece credere che possiamo ancora dire la nostra in ogni gara, ma è necessaria un’inversione di tendenza, perché noi siamo l’Inter e del resto non c’importa nulla!!! …Amala!!!!
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Premetto che è davvero assurda la situazione che stiamo vivendo, siamo attanagliati dalla sindrome da trasferta, che può anche essere presente in squadre di media classifica, ma non per chi ritiene di potersi accomodare nei piani alti dell’élite del calcio italiano. L’ansia da prestazione potrebbe subentrare, sicuramente, se affronti squadre blasonate, in considerazione allorquando non riesci ad ottenere un risultato soddisfacente, pur giocando bene e perdi, non puoi rimproverarti di nulla, per il semplice motivo che magari gli avversari hanno dimostrato un gioco migliore. Però perdere contro squadre medio-piccole è davvero cervellotico, non è realisticamente corretto parlare di sfortuna, come spesso il nostro tecnico menziona in conferenza stampa. Le statistiche di ieri sera hanno dimostrato che tutto sommato la mole di gioco dei ragazzi è stata soddisfacente, il possesso palla è stato per la maggiore dalla nostra parte, come tutte le altre componenti che delineano l’andamento della gara, alla fine però rimangono fini a sé stessi, quello che conta è il risultato: si è persi l’ennesima partita fuori casa, e non stavi giocando contro il Real Madrid, ma contro lo Spezia. Con questa sono ben otto le sconfitte subite sinora, e in considerazione che mancano ancora dodici gare sino alla fine del campionato, davvero vengono i brividi in considerazione di quello che potrebbe ancora accadere, purtroppo! Trovare il colpevole è sin troppo semplice, l’allenatore è il capro espiatorio di tutti, non scende certo in campo, è innegabile, ma in questo caso è colui che non riesce a gestire al meglio la squadra, e lui che dovrebbe guidarli come si fa alla playstation, avendo il possesso del joystick nelle mani, che talvolta lascia negli spogliatoi, espressione coniata da un telecronista quando in panca c’era Mancini. Il nostro genio ha sempre assunto l’atteggiamento molle e molto amichevole, con i suoi giocatori scaricando su di loro ogni tipo di lamentela, dando la colpa della sconfitta ad un approccio sbagliato dei ragazzi in campo, però sinora nessuno gli ha fatto notare che lui è preposto, aggiungo anche lautamente pagato, ad assurgere a questo compito. Tutto ciò che sinora ha messo in campo è una scarsa mentalità vincente, certo dalla sua c’è la conquista di ben 3 trofei, posti in bella vista in bacheca, ma siamo certi che non si sarebbe potuto pretendere di più? Piccola parentesi si parlava poc’anzi delle occasioni create nel primo tempo e di cui mister Inzaghi faceva riferimento in conferenza stampa, condivido in parte, realisticamente di tiri in porta ce ne sono stati diversi, ma nello specchio io ho contato due belle parete del portiere spezzino, ed una di queste è stato il rigore. Ben poca cosa se poi alla ripresa del gioco, alla prima e unica occasione avversaria, vieni infilato in contropiede, senza opporre una reale ed efficace fase difensiva. Il perfetto gioco di squadra deve essere supportato in ogni fase, da un’opportuna sincronizzazione, non si deve e non si può lasciare nulla al caso oppure all’improvvisazione, potrei essere ripetitivo in quest’analisi, se non si dispone di giocatori del calibro di Pelè o Maradona, che in ogni caso avrebbero fatto la differenza. E’ dura dover considerare lo status quo del momento è davvero deleterio pensare che se continuando in questo modo, con alternanza di prestazioni, il quarto posto potrebbe essere una chimera, se poi ci mettiamo il mancato passaggio del turno ai quarti (mi auguro con tutto il cuore che ciò non avvenga), credo che il default sia dietro l’angolo. Inzaghi ha di certo le sue colpe, in talune scelte ma principalmente sul suo scarso modo d’imporsi, certo parlare con il senno di poi è tutto più semplice, ma voglio rimarcare alcune circostanze che fanno emergere il suo status di “professorone”, di seguito la mia analisi che avrebbe fatto sicuramente pensare a qualcosa di diverso:
Lukaku sinora ha uno score realizzativo sui calci di rigore di 13 realizzazioni, contro 1 solo errore. Ecco che il nostro professorone che fa, lascia tirare Lautaro che invece ne sbaglia 1 su 3;
L’Inter ha la peggiore difesa della serie A, lui per invertire la rotta ecco che cambia il portiere in previsione, dell’importante turno di coppa, con un turn over che non ha senso;
L’unico CC insostituibile al momento è Calhanoglu che lui parcheggia in panca, preservandolo per martedì, come se la gara contro lo Spezia fosse stata una pura formalità, vinta già sulla carta. Senza dimenticare di un ragazzotto di belle speranze isolato e relegato in panchina ad ammuffire, tale Asllani. Per fortuna non ha fatto entrare in campo Gagliardini, mamma mia!
Lo Spezia nel primo tempo con due punte non ha creato alcun pensiero alla nostra retroguardia, ma nella ripresa Semplici inventa uno schema diverso, sintomo di saper leggere le gare, togliendo una punta e inserendo più centrocampisti, invece il nostro professorone, una volta sotto nel risultato continua col fare entrare in campo altre punte, come se più attaccanti in campo più reti, purtroppo questo binomio non esiste: è del tutto sbagliato, mio caro professorone!
Infine ultima nota, i numeri dicono che dopo l’ottava sconfitta su ventisei (1 ogni 3,25 per essere precisi), media perfetta di chi vuole salvarsi o navigare a metà classifica, siamo ancora lì, mi chiedo sino a quando? Nonostante tutto però sento da più parti difendere Inzaghi perché dopo tutto ha vinto tre trofei che fanno curriculum, ma non certo la storia di un club, chi ancora difende il mister dovrebbe rendersi conto e farsene una ragione: non è da Inter, ci vuole ben altro! Spero vivamente che martedì ci sia la preventivata svolta, quella che da troppo tempo stiamo aspettando, è vitale il passaggio del turno, altrimenti non so cosa potrebbe accadere! …Amala!!!!
Antonio Dibenedetto Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.Leggi Tutto