Siamo alle solite… non c’è pace!

Scritto Da il 15/Feb/2026 - Ultimo Articolo |


Siamo alle solite… non c’è pace!

Che questa gara di campionato non fosse tranquillamente improntata sulla squisita attività calcistica, questo era risaputo, ma tanto clamore l’ha in un certo verso confermato. Ancora un altro derby d’Italia, come viene chiamata questa classica del massimo campionato, che ha strascichi polemici e continuerà a far parlare per molto tempo ancora. Che la partita fosse incanalata verso una piacevole serata, con continui capovolgimenti di fronte che facevano presagire il giusto spettacolo ai propri occhi, era evidente. In campo i non colorati avevano impostato la gara con un approccio migliore del nostro; quel sagace allenatore, qual è Spalletti, aveva organizzato al meglio la squadra messa in campo, ed era evidente che eravamo in difficoltà. Ma con il tempo avevano preso le giuste misure, passando in vantaggio con un “gollonzo” propiziato da un tiro, senza peraltro tante pretese da parte di Enrique. Già il brasiliano, croce e delizia, inconcludente ma anche assonnato in area, s’è fatto anticipare da Cambiaso, che ha depositato in rete il pallone del pareggio. Senza dubbio, sino a quel momento, il risultato di parità era giusto. Però poi è accaduto qualcosa che ha scaturito un certo nervosismo in campo. Gli antefatti però partono da un mancato calcio di punizione, per evidente fallo al limite dell’area bianconera nei confronti di Sucic, un pestone ignorato dal direttore di gara. Nel proseguo dell’azione, poi ha ammonito Bastoni per un fallo di Conceição in ripartenza. Da quel momento si denotava che il direttore di gara aveva la mente offuscata, non era sereno, tant’è che ha iniziato a fischiare falli senza cognizione di causa, dispensando anche cartellini gialli che potevano sicuramente essere evitati. Sul risultato di pareggio, i ragazzi hanno avuto diverse occasioni per andare in rete, sventate da un ottimo Di Gregorio e dalla difesa coesa dei bianconeri. E poi, al tramonto della gara, il fattaccio. Che non ci fosse il secondo cartellino giallo è palese ed è innegabile tutto ciò, ma considerare antisportivo il gesto di Bastoni è davvero troppo! Sfido chiunque a non esultare per aver indotto l’arbitro in errore; ognuno cerca di portare profitto in casa propria, pollo a chi ci casca. Mi rendo conto che questa esternazione non dovrebbe essere proferita; chi ama il calcio non deve esternare certi principi, ma contro chi, nel corso degli anni, ci ha procurato frustrazioni con errori indelebili, allora mi viene da dire: chi la fa, l’aspetti! Nei social i leoni da tastiera si sono scatenati, inveendo contro il nostro calciatore, da non convocare più in nazionale, per essere un pericolo per il gioco del calcio e poi, dulcis in fundo, sono state proferite parole nei nostri confronti e della nostra società. Da chi? Dall’emblema dell’antisportività per eccellenza, quel Chiellini che in campo ne faceva di tutti i colori, godendo di una certa immunità. È assurdo che lui e la sua società ci facciano la morale, questo è davvero troppo! Ritengo che in situazioni come queste l’ausilio tecnico dovrebbe intervenire; era giusto fare una valutazione oggettiva di quella situazione, com’era giusto intervenire nel secondo tempo di un evidente fallo di braccio largo di Cambiaso, sempre lui, che teneva a distanza un nostro giocatore in maniera non proprio ortodossa. Invece nulla. Sono episodi che ci possono stare, per carità, ma che devono essere evidenziati se commessi e non lasciati impuniti. l patron Agnelli diceva che attaccare l’arbitro è la scusa degli sconfitti; questo è vero, ma in taluni casi appare giusto protestare. In tale considerazione, chi al momento protesta deve ricordarsi che di benefici, nel corso degli anni, ne ha goduti e tanti. Forse dovrebbero farsi un esame di coscienza, ricordando, se hanno la memoria labile e corta, che all’andata l’Inter, in quel di Torino, ha giocato molto meglio degli avversari ed è stata sconfitta da una rete propiziata da un evidente fallo su Bonny da parte del fratellino Marcus. Si denota molto bene dalle immagini che l’arbitro di turno mette il fischietto in bocca per fischiare; invece, forse per non danneggiare i padroni di casa, ha lasciato proseguire e da lì è nato il tiro che s’è insaccato, decretando il risultato sul quattro a tre per i non colorati. Allora mi viene in mente pensare, come recitava quel detto capitolino: “A chi gli tocca non s’ingrugna”. Prima d’inveire contro tutto e tutti, bisogna essere onesti e credere che, dopo tutto, i ragazzi hanno disputato la loro onesta partita, e se il risultato è rimasto in bilico, questo lo si deve esclusivamente alle parate di Di Gregorio e ai salvataggi sulla loro linea di porta; altrimenti, le proporzioni sarebbero state molto, ma molto diverse. È innegabile che l’undici torinese a tratti ha giocato meglio di noi, ma in momenti come questi, dove si è attaccati da più fronti, bisogna guardare alla sostanza e i tre punti sono vitali per il proseguo della competizione. Dobbiamo mettere tanto fieno in cascina, per non arrivare con il fiato corto nel finale di stagione, visti i tanti impegni che ci attendono. Da sportivo dico che gli errori sono stati madornali e molto evidenti, commessi da un arbitro inadeguato, ma da tifoso, scindendo le due personalità, mi tengo stretto questi tre punti, come una sorta di pregiudizievole risarcimento per i danni che ci sono stati procurati nel tempo. Poi, come usava affermare un interista doc, quale il nostro presidente emerito Peppino Prisco, mi dispiace che nessuna delle tre reti fosse stata viziata da evidente fallo; il massimo sarebbe stato vincere con un fallo di mano, un’autorete o un rigore inesistente. Aggiungo che i non colorati per questo non possono recriminare e questo, francamente, mi dispiace non ripagarli con la loro stessa moneta.  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.