
Sprofondo…nerazzurro!!!
Purtroppo cari amici, che condividete con me questo tragico momento della nostra cara e amata Inter, anche stavolta siamo rimasti basiti per l’ennesima deplorevole prestazione dei nostri giocatori. Non si riesce a trovare una giustificazione che sia accettabile, plausibile e che possa in certo senso spiegare e conseguentemente legittimare quel lassismo che s’intravede in campo dei nostri calciatori. Una squadra che non riesce più a trovare un gioco che pare smarrito, forse mai di fatti dimostrato in modo sostanziale e continuo. E’ paradossale la situazione che stiamo vivendo, la frustrazione che assale noi tifosi al momento di guardare la nostra partita in tv, perché sappiamo che dovremo arrancare e soffrire sino all’ultimo secondo della gara, mentre prima non era così, o per lo meno era meno evidente. Tutte le squadre che incontravamo avevano un certo timore di giocare contro di noi, per lo meno nel girone d’andata, vuoi per la condizione forse ottimale, vuoi per lo sguardo benevolo che la dea bendata ci aveva riservato e che ora pare averci girato le spalle, in sintesi avevamo guadagnato un rispetto che ora ci è negato anche da squadre di basso lignaggio che non hanno nulla da chiedere al campionato, senza obiettivi evidenti. Questo però deriva dalla scarsa considerazione che abbiamo di noi stessi specie negli ultimi periodi, prima di Natale non era così, poi tutto d’incanto è accaduto l’inverosimile, una iattura ci è capitata tra capo e collo, non sappiamo più reagire alle avversità denotate dalla voglia di giocare delle squadre che ci affrontano. Sembra che i nostri giocatori di punto in bianco abbiano dimenticato il saper giocare a calcio, non si riesce più a essere pericolosi, le occasioni da rete nel corso di una gara sono sempre meno e a volte manca la giusta e cinica lucidità per realizzare quello che la squadra a stento riesce a creare. Non ci sono più quei giocatori che prendevano per mano la squadra con la loro classe, oramai come si dice in questi casi e usando un termine medico, l’encefalogramma è piatto. Dove sono finiti i vari Borja Valero, Vecino autentici muri di centrocampo che dispensavano palloni con la cura di un fine cesellatore, dov’è finito il Candreva che abbiamo imparato ad ammirare, mutuo perpetuo sulla fascia e che dispensava alle punte dei preziosi cioccolatini, sotto forma di cross, alle quali non restava che scartare e gustarne il contenuto. Dai radar è sparito anche un certo Perisic che pare essere il fratello gemello, quello scarso però, che non riesce più a essere incisivo, ma la domanda che martella la mia mente è la seguente: “ ma non è che queste persone si stanno risparmiando pensando al prossimo mondiale cercando di evitare infortuni deleteri per la loro carriera?”. Purtroppo a questa domanda nessuno mai mi darà una risposta concreta. Altra magra considerazione riguarda Icardi, nessuno ha mai parlato di un suo serio infortunio, ma di un lieve malessere, però sono già tre giornate che è assente e non si prevede nel breve un suo rientro, forse non è che le sirene ammaliatrici spagnole abbiano sortito l’effetto sperato, almeno per quello che riguarda la signora Wanda sua curatrice sia dell’aspetto fisico che di quello amministrativo? Anche a questa risposta nessuno potrà darmi una logica spiegazione. Cari amici dovremo tener duro, la situazione non è per niente rosea, continuando di questo passo forse dovremo accontentarci di quell’Europa di scorta che per alcuni è il massimo per l’impegno che hanno profuso per raggiungerla, per noi sarebbe una sorta di ripiego non certo lecito viste le premesse d’inizio anno. Spalletti ricorda e rincara la dose ogni volta che si presenta in sala stampa nel dopo gara, che la squadra soffre di una fragilità negli episodi chiave di una gara, ma lui è il tecnico e dovrebbe valutare al meglio la condizione della squadra e ridarle quell’equilibro e quella tranquillità che paiono essere smarrite e che in momenti come questi dove tutto gira male, sono davvero necessari. Bisogna restare con i piedi ben saldi per terra e sappiamo che continuare a giocare in questo modo non si va da nessuna parte specie ora che oramai il campionato è stato tagliato in due tronconi con due squadre che lottano per il titolo e tutte le altre che si contendono due posti per l’Europa che conta a tante altre per un piazzamento onorevole, non so fino a che punto per l’Europetta e noi? Parafrasando un titolo ricorrente qualche anno fa: “…speriamo che ce la caviamo!”…..Amala
Antonio Dibenedetto
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Finalmente la…vittoria!
Credo che la tanto agognata vittoria alla fine sia arrivata solo per il giusto merito di aver creduto, e dico finalmente, nei propri mezzi. Con questa vittoria non è che di colpo ogni cosa negativa è stata improvvisamente cancellata, ci vogliono ancora gare di maggiore spessore, però diciamo che da ammalato grave forse, se si riesce a inquadrare bene la strada che porta al lavoro sereno e alla propria autostima, la prognosi può essere sicuramente sciolta e la guarigione, che è alla nostra portata, è davvero prossima. Anche ieri pomeriggio la squadra non ha giocato in undici, alcuni giocatori sotto tono hanno imperversato nella loro cervellotica idea di gioco, essere molli senza avere la voglia né la forza di una reazione che è sicuramente nelle loro corde, invece maldestramente continuavano nel loro vagare in mezzo al campo senza costrutto. Credo che Spalletti si sia reso conto di quei giocatori che non danno un concreto apporto alla squadra, tant’è che ieri ha lanciato il ragazzino francese titolare a discapito di un Candreva davvero diverso da quello che ci ha abituati a veder giocare. E ora quale sarà il ruolo di questo voglioso ragazzino, sarà il caso di toglierlo dall’undici iniziale? Non credo possa essere fattibile, anche perché almeno lui corre e imperversa per tutta la fascia dando sostanza a un gioco abulico e risaputo, non c’è inventiva e le giocate non sono diverse dal canonico passaggio trito e ritrito. Forse sarà il caso di far tirare il fiato anche a Perisic, anche perché il croato in queste condizioni non aiuta certo la squadra e con lui, il connazionale Brozovic autore anche ieri di una prestazione davvero irritante, e come se non bastasse alla sua uscita dal campo, sostituito, ha pure applaudito in segno di scherno il pubblico che dagli spalti a ragion veduta lo avevano fischiato. Il tifoso è sempre stato innamorato di questa squadra e di questi colori, ma se un giocatore imperversa nell’essere presuntuoso e irritante giocando in modo davvero balordo, deve aspettarsi la reazione del pubblico che contesti il suo comportamento in campo. Chi paga il biglietto ha pur il diritto di manifestare il suo dissenso in modo civile, oppure deve perdonare ogni cosa a prescindere? Secondo me i fischi vanno di pari passo agli applausi bisogna meritarseli, chi suda e ci mette impegno, alla lunga, anche se sbaglia dei passaggi ma lotta e da tutto in campo difficilmente sarà contestato, purtroppo è il gioco delle parti. In squadra ci sono alternative valide e si è vista una di queste quando è entrato in campo Rafinha, giocatore sempre sul pezzo e che possiede un’intelligenza tattica davvero notevole, speriamo non si perda nel corso delle future gare, ora deve integrarsi pian piano con la squadra cercando un’intesa che potrà giovare sempre più a tutti in campo. La luce nel buio tunnel s’intravede ma è lontana dall’essere chiara e la strada che porta in fondo deve essere intrapresa in modo essenziale e capire che anche se si sono gettati alle ortiche tantissimi punti, nulla è perduto, ma bisogna essere coerenti e lasciarsi alle spalle le bruttissime prestazioni fin qui disputate. Non bisogna imperversare in cervellotiche prestazioni che realmente possono pregiudicare tutto in modo irreversibile, la buona sorte ci ha dato una seconda chance, cerchiamo di non bruciarla. Noi amiamo chi in campo lotta e da tutto senza alcun risparmio e se poi alla fine il risultato non ci arride, allora nessuno potrà recriminare, ci abbiamo provato giocando con tenacia e da squadra, quello che purtroppo ci è mancato nelle ultime prestazioni! …Amala!
Antonio Dibenedetto
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Al peggio non ci si abitua…mai!!!
Oramai è una condizione radicata nell’essere mediocri, giocare senza costrutto e senza voglia nella ricerca di una vittoria che potesse essere risolutiva, ma al momento sembra solo una chimera, si attende quasi alla stessa stregua, mi scuso per l’accostamento, come la liquefazione del sangue di San Gennaro. Non voglio certamente accostare il sacro con il profano, ma oramai la vittoria dell’Inter è data dall’ambiente meneghino ogni volta, ogni maledetta domenica, parafrasando il titolo di un famoso film di qualche tempo fa, come la prossima e prontamente e puntualmente viene disattesa. Ogni buon proposito viene meno, ogni cosa sembra vana, meccanicamente i giocatori in campo giocano in un modo così insulso da dare l’impressione che a loro non freghi nulla delle sorti di questa gloriosa maglia e di tutto ciò che è l’Inter. Però nonostante l’esortazione e l’incitamento di quei tifosi che definirei quasi eroi, che puntualmente accorrono sugli spalti, non è cambiato nulla nel corso di questi ultimi due mesi, calma piatta non v’è una reazione degna di nota anzi, oramai è divenuta una costante alla quale purtroppo non c’è rimedio. E’ una questione davvero cronica non ci sono spiegazioni logiche, non c’è nulla che funzioni in campo ci sono solo figurine che promettono impegno invece, all’atto pratico al posto di tirare fuori i così definiti attributi, continuano imperterriti nell’incomprensibile modo di giocare commettendo errori così insulsi, così banali che non ci si crede. Tante volte, specie nelle ultime domeniche, tutti i tifosi che tengono a questi colori si approcciano, chi dal campo e chi dalla tv, a questa squadra in modo speranzoso, invece puntualmente vengono mortificati. La situazione è così incancrenita che non si vedono barlumi di miglioramento, è un’eterna agonia non c’è divertimento ad assistere alle gare dell’Inter, non v’è gioco e tutto sembra come un’irta salita che neanche il più esperto alpinista saprebbe in grado di vederne la fine. All’Inter non ci sono mezze, misure o si vince dominando l’avversario oppure si soffre terribilmente anche con avversario di basso rango, l’unica considerazione razionale che mi viene in mente in questi casi e l’imprecazione che mi viene dal profondo del cuore: io non mi diverto più! Credo che come me, tanti altri tifosi interisti abbiano proferito una simile imprecazione in più circostanze quest’anno, specie nella seconda parte del campionato. Nonostante ciò, pare che questo malessere, che avvertiamo noi tifosi, non interessi a nessuno né in società e secondo me neanche a Spalletti che continua nelle sue disamine cervellotiche in conferenza stampa, non è assolutamente coerente con quello che succede in campo, rimandando tutto alla successiva partita risolutiva, ma io ritengo che alla fine lui rimanga fedele solo al suo lauto stipendio che guadagna e come lui tanti altri calciatori. Dove sono finiti quei campioni che tutti ci invidiavano, ma soprattutto dov’è finito quell’insieme di calciatori che ci hanno inorgoglito per almeno quindici gare? Tutto finito in un’oblio che sta danneggiando il nostro equilibrio di tifosi, come si può dare ancora credito a questa squadra se continua con queste cervellotiche prestazioni? E’ mia convinzione che nell’ultima gara contro il Crotone, tutti quelli quei tifosi che erano assiepati sugli spalti dello stadio se ne sono resi conto, tant’è che a fine gara hanno accompagnato l’uscita mesta dei protagonisti alla scialba prestazione offerta, con sonore bordate di fischi che consolidano, mai come ora, la testimonianza che la pazienza del popolo nerazzurro sta man mano finendo, anche perché al peggio non ci si abitua mai, e ora? ….. Amala
Antonio Dibenedetto
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Sempre più… giù!!!
E’ razionalmente difficile trovare una spiegazione che sia logica a supporto dell’ennesima scialba prova di una squadra che continua ad arrancare, senza un gioco che sia realmente degno di chi ha fame di successi e voglia di ritornare in auge. Si nota a occhio nudo che continua a latitare pericolosamente, e per quello che si vede in campo, non c’è neanche la voglia di sovvertire lo stato delle cose, non vincendo gare che sulla carta sembrano facili, non per il valore dell’avversario, massimo rispetto per l’undici ferrarese, ma per la classe e l’importanza della rosa di cui dispone l’Inter. Se poi ci si sofferma ad analizzare il problema puramente tecnico, allora non c’è Spal che tenga: l’Inter a Ferrara doveva vincere o quantomeno dominare il gioco, se non altro per giustificare il divario che naturalmente è sotto gli occhi di tutti per qualità tecnica ancor prima di quella stipendiale. La gara che doveva celebrare il ritorno alla vittoria tanto agognata da tutto l’ambiente, si è di fatti concretizzato uno scialbo pareggio che ha lasciato ancora una volta basito tutto l’ambiente nerazzurro, con il rischio di fare andare di traverso il pranzo a tutti i tifosi nerazzurri poiché la partita era prevista nel così detto “lunch match” della terza di ritorno. Come il solito, o come c’è capitato spesso negli ultimi tempi, manca una correlazione e un giusto equilibrio negli atteggiamenti di alcuni calciatori e nella loro voglia di lottare e sudare, in campo sia in partita sia in allenamento, senza lasciarsi però andare in dichiarazioni isteriche per lo scarso impiego. A volte l’Inter sembra simile a quelle squadre di rango nettamente inferiore, che mettono in campo un gioco sterile sintomatico di una squadra scollata che attende la giocata del singolo anziché un armonioso gioco d’insieme dove tutti lottano uniti verso la vittoria. Ritengo comunque che il posto in squadra vada conquistato e meritato, non devi giocare per forza perché ti chiami Pinco o Pallino (vero Perisic o Candreva? Giusto per citarne alcuni, se non altro perché sono calciatori da cui si pretende molto di più e ultimamente danno molto ma molto meno). Ora però serve seriamente quella svolta tanto paventata e mai realmente espressa, un cambio di tendenza, una presa di coscienza concreta, sempre che questi signori ne capiscano il significato, che annulli il deleterio protagonismo del singolo in virtù di un più proficuo ed essenziale ritrovamento di una squadra smarrita che ha paura del proprio futuro. Scuse terminate come d’altronde ogni giustificato alibi, serve equilibrio e voglia di lottare con tutte le forze per cercare di sopperire alla mancanza d’idee in contrapposizione a un tecnico che non riesce a trovare le giuste contro misure di un gioco espresso in modo piatto e prevedibile. In tutta questo marasma gestionale è subentrato un crollo mentale quando si è realizzata la constatazione della scarsa possibilità di contrastare il valore delle squadre che ci precedono che viaggiano a ritmi elevatissimi e senza sbavature evidenti. Purtroppo l’unica constatazione logica è che la squadra non vince dallo scorso 3 dicembre, mostrando in modo evidente tutti i suoi limiti caratteriali senza grinta e passione. Nella prima parte del campionato tutto pareva girare per il verso giusto, la squadra sembrava avesse trovato la così detta quadratura del cerchio e si stava meritando l’amore incondizionato dei propri tifosi con un importante record di presenze allo stadio. Purtroppo come accade in modo scellerato, tutto sta man mano scemando, molti addetti ai lavori hanno evidenziato questo status quo dell’entourage nerazzurro nella pochezza di schemi adottati in campo e con il conseguente allontanamento della dea bendata che pare aver posato il suo benevolo influsso versi altri lidi, come troppo spesso sta capitando negli ultimi anni, ma non per una mediocrità tecnica ma per una pochezza umana che labilmente trascina ogni gara in una débâcle inesorabile. Dopo ben ventidue giornate è giunto il momento della verità, Spalletti non deve più dare alibi a questa squadra in conferenza stampa, non si può negare l’evidente difficoltà che regna nello spogliatoio nerazzurro e la conseguente scarsa concentrazione in campo, deve essere supportato dalla società e mai come adesso c’è la necessità di alzare la voce, di farsi sentire specie ad Appiano Gentile e far capire che è l’ora di invertire la rotta. Un supporto fondamentale a questo punto è davvero inevitabile e con esso un radicale cambiamento di tendenza per evitare una discesa inesorabile verso un calvario inatteso inizialmente, ma che ora è sempre più dietro l’angolo, tutto però dipende solo da loro! Noi tifosi non possiamo far altro che aspettare ed essere fiduciosi, il domani sarà tutto da scrivere ma non perseverando in questi atteggiamenti! ….Amala
Antonio Dibenedetto
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Una mediocrità… disarmante!!!
Oramai è una constatazione che sta divenendo sempre più calzante nel nostro essere squadra, non siamo più capaci di vincere una partita. Nelle ultime sei gare di campionato abbiamo racimolato il misero bottino di quattro punticini, neanche Oronzo Canà con la Longobarda avrebbe saputo far peggio ma bando a queste mere considerazioni, sta di fatto che di quella squadra che di riffa o di raffa imperversava inanellando risultati e perché no anche del bel gioco, conquistando anche il vertice della classifica, se ne sono perse le tracce. La mediocrità si è potuta rivedere in campo al cospetto di una Roma, che in modo non trascendentale stava facendo bottino pieno in quella Milano nerazzurra divenuta terra di conquista per chiunque. Si è palesata sul terreno di gioco una manovra davvero irritante e approssimativa senza un reale costrutto, certo che è assurdo ma giocando in quel modo a dir poco orrendo, con un po’ di convinzione in più, si poteva pure vincere, è questo che fa diventare più cervellotico il comportamento in campo dei ragazzi. Io non ho mai creduto che si potesse vincere il campionato, ma finire miseramente le gare in questo modo, credendo che un punticino al cospetto di una squadra che non ha impegnato seriamente nemmeno una volta il nostro portiere, potesse essere ragione di orgoglio, questo no… non ci sto! Credevo che la sosta potesse dare nuova linfa a quei giocatori che ultimamente erano apparsi sottotono, invece tutto è stato il contrario di tutto, la forma della squadra ne ha risentito, la corsa non è mai stata fluida e gli errori madornali che si commettevano prima, sono ritornati a essere puntualmente protagonisti in campo (vero Santon?). Secondo un mio modesto parere qui ci troviamo difronte a una mera questione di mancanza di autostima, la paura di sbagliare è talmente tanta e reale che sta minando quella serenità che dovrebbe essere sintomatica in quei professionisti che riempiono la rosa nerazzurra, invece puntualmente smettono di saper giocare a calcio e restano in balia di una sciocca presunzione di essere al di sopra di ogni cosa. Il gioco del calcio è una scienza esatta per vincere bisogna correre, tirare in porta, creare occasioni e aiutarsi l’uno l’altro, tutto l’opposto di come si sta giocando ora. Forse la squadra ci aveva abituato molto bene nella prima parte del campionato, forse è stata per via della dea bendata che in alcune circostanze ci ha dato una mano, forse perché la rosa è stata sopravvalutata e tanti giocatori non sono realmente da Inter, e ora ne paghiamo le conseguenze. Per noi tifosi è davvero brutto ingoiare un simile rospo, l’illusione che ci ha fatto provare l’ambiente nerazzurro di aver ritrovato finalmente una squadra, invece ci siamo svegliati di soprassalto notando che il bellissimo cigno di eleganza e gioco e sempre più brutto anatroccolo che sguazza in un acquitrino di una mediocrità disarmante. Tutto quello di buono che si era creato, si sta man mano dissipando e le squadre che in classifica ci seguono sono rinvigorite da tutta questa mancanza di risultati, certo se noi riusciamo ad accontentarci di un punticino a gara, quando va bene, e le altre vincono alla lunga saremo recuperati da più di un club. Forse sarà il caso di fermarsi un attimo e magari riflettere su quello che è accaduto nelle ultime giornate, facendo quadrato tutti insieme, lasciando al di fuori ogni influenza esterna deleteria, cercando nello stesso tempo il modo per venire fuori da questo periodo davvero insoddisfacente, ma bisogna fare in fretta prima che tutto sia ancor più compromesso. Noi tifosi abbiamo ancora fiducia in questa squadra, magari non propriamente incondizionata, ma sino a quando?…Amala!!!
Dibenedetto Antonio
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Al giro di boa!!!
Assorbito l’ennesimo deludente spettacolo offerto dai ragazzi, ho decido di riflettere qualche giorno prima di scrivere le mie consuete impressioni post gara, quindi ecco le riflessioni di una prima parte di campionato che ci ha visto, nonostante tutto, protagonisti! Archiviato il girone d’andata ecco che si riparte, prima della sosta, con una gara alquanto impegnativa in quel di Firenze, contro una squadra, quella viola, che ben si comporta specie in casa trascinata da un pubblico che sa, essere davvero il dodicesimo uomo in campo. Sul terreno verde lo spettacolo agognato da noi tifosi, non si è visto neanche questa volta. In campo siamo stati a volte succubi di una squadra quella viola che ha macinato e creato molteplici occasioni, mentre noi abbiamo percorso chilometri inutili, nel senso che il solito ti-ti-ta-ca non porta a nulla di concreto. Nel computo della gara abbiamo creato le nostre buone azioni, ma la fortuna e la precisione che hanno contraddistinto la nostra prima parte del torneo, al momento ci hanno del tutto abbandonati. Forse gare come queste le avremmo pure vinto, tant’è che la Fiorentina ha pareggiato meritatamente solamente al novantunesimo, ma forse stavamo meritando più del dovuto, non legittimando con il gioco in campo un vantaggio che forse non era del tutto giusto. Analizzando la gara forse se le occasioni di Boja Valero e Candreva fossero state gestite meglio chissà, ma con i se e i ma non si va da nessuna parte, bisogna dare merito alla Fiorentina di essere stata tenace oltre modo e ha sempre creduto nei propri mezzi creando azioni su azioni in tutto l’arco della gara. La cosa che è parsa palese è stata la difficoltà di corsa e fluidità di un gioco che è stato davvero approssimativo, con taluni giocatori che in campo erano spesso risucchiati in una mediocrità esistenziale propria di chi non sa cosa fare con il pallone tra i piedi. Mi dispiace rimarcare sempre l’inconsistenza di un giocatore, pagato a peso d’oro da persone che ora sono passate dall’altra parte di Milano, e che non ha dato nulla di quanto, gli era stato richiesto. Si è capito, mi riferisco a Joao Mario arrivato a Milano con il pedigree del fuoriclasse ma che sinora non ha mostrato granché, appare sempre statico in campo lento oltre misura con la velocità d’azione simile a un bradipo, analogamente uguale a un altro giocatore che pensate un po’, sta facendo faville in Spagna, ma che in Italia non ne sentiamo davvero la mancanza. Anche quest’ultimo acquistato dalla coppia sibillina passata al nemico, e dipinto come il nuovo Pogba ma che del francese non aveva proprio nulla. Giusto per sottolineare l’esborso societario che è consistito per i due in una cifra ben oltre agli ottanta milioni di euro. Con questo non voglio addossare colpe a nessuno, non può il singolo fare la differenza, se non si chiama Pelè, Messi o Maradona, purtroppo di questi giocatori in giro ce ne sono ben pochi. Se la squadra gioca male e non gira non può essere solo per colpa di Joao Mario, certo lui ci mette del suo, ma ci sono una serie di fattori e di momenti di appannamento che tutti possono attraversare durante una stagione, ma credere che giocatori del calibro di Candreva, Perisic o Boja Valero tanto per citarne qualcuno possano aver dimenticato di come si gioca a pallone, questo no. Se non girano i cardini di questa squadra, tutto è più difficile e come una macchina che se i propri meccanismi s’inceppano, si ferma inesorabilmente. Tutto deve essere riconsiderato e vanno prese le giuste contro misure, chi ha deciso di puntare su questi giocatori credo abbia tenuto in considerazione che ci sarebbero stati momenti grigi, ma non ha trovato valide alternative da mettere in campo al momento giusto. Tutti gli addetti ai lavori hanno sempre considerato la nostra rosa larga sotto certi aspetti, ma io dico che in pratica e davvero risicata e si è visto nell’infortunio di Joao Miranda, non abbiamo un centrale idoneo per sostituirlo. Certo Ranocchia è il sostituto naturale ma non ha più un minutaggio idoneo nelle gambe e non può più reggere il peso della difesa su di se, in condizioni normali ora poi che è pure acciaccato, meglio non parlarne. Se il campionato terminasse ora, saremmo in champions, ma sarà dura di qui sino alla fine avere la certezza che le cose restino immutate, bisogna lottare ma al momento non sappiamo più farlo. Sembriamo demotivati, dov’è finita quella squadra ammirata non più tardi di qualche settimana fa, in quella gara sfortunata contro l’Udinese specie nel primo tempo? Una macumba, una jattura sembra essersi impossessata dell’undici nerazzurro, è subentrata la paura di perdere che frena il gioco di squadra, ma con queste sensazioni non si va da nessuna parte, bisogna reagire e farlo con veemenza e carattere in principio lavorando in allenamento con costanza, cosa che ha detta del capitano Icardi, in un suo sfogo sui social, non viene più fatto. Questo alla lunga è un macigno che preclude e pregiudica moltissimo del prossimo futuro. Ora c’è la sosta idonea a ricaricare le batterie che sono ben oltre la riserva, chi può si è concesso una breve vacanza giusto per ripartire alla ripresa degli allenamenti con più grinta, chi invece deve recuperare è rimasto alla Pinetina a svolgere lavoro differenziato cercando di recuperare quanto prima dall’infortunio subito, è il caso di D’Ambrosio e Joao Miranda. Si riprende il giorno ventuno e avremo una bella gatta da pelare a San Siro, quella Roma che è stata bistrattata in casa da una bella Atalanta, ma tutto è relativo, il calcio non è una scienza esatta, non sempre vince chi merita e la fortuna è spesso parte integrante di questo sport, ma come ho sempre detto, bisogna meritarsela. Sperando che questa sosta abbia effetti benevoli sulla testa e nel cuore dei nostri ragazzi e si ritorni a essere quella squadra che abbiamo ammirato e che vogliamo insistentemente torni a essere la nostra cara e vecchia Inter! …..Amala
Antonio Dibenedetto
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Un punticino da cui… ripartire!!!
Il 2017 volge oramai al termine, ma non ci sono stati i presunti botti di fine anno che tutti aspettavano, anzi! La gara contro la Lazio è stata la conferma della difficoltà che ha l’undici nerazzurro di poter gestire e controllare un gioco che è apparso ancora una volta discontinuo e per lunghi tratti disomogeneo, in balia dell’avversario di turno che per fortuna non è apparso cinico, pareva per quello che si è visto in campo, che tra le squadre si fosse sancito una sorta di “patto di non belligeranza”. Come accade in questi momenti si cerca di fare il reso conto sull’andamento dell’anno solare calcistico, che non è stato per niente entusiasmante. Per alcuni periodi si è vissuto sulle ali dell’entusiasmo, vuoi per la serie inanellata di successi che lo scorso anno ci hanno fatto vivere quelle sensazioni positive di poter raggiungere delle posizioni nobili in classifica, invece alla fine siamo stati estromessi dalle competizioni europee di quest’anno con una serie di prestazioni scellerate con sconfitte patite, come accade purtroppo sovente, per nostro demerito. Anche quest’anno calcistico, si sperava di aver ritrovato una squadra valida tant’è che la prima parte del torneo ci ha nuovamente fatto credere e provare sensazioni positive, invece tutto è apparso vano, forse perché talune volte siamo stati agevolati dalla dea bendata che ci ha protetto e in altre, specie nelle ultime prestazioni si è voltata da tutt’altra parte. Non voglio essere ripetitivo ma una grande squadra deve essere coesa e ripartire con idee chiare, senza la confusione che regna sovrana in mezzo al campo. Io non sono mai stati succube dell’amore che mi lega a questi colori, ma il mio innato realismo mi porta a essere alquanto critico, forse perché è difficile spiegare, anzi impossibile, vedere come i nostri giocatori sono colti da improvvisa insensibilità e incompetenza. Non si può immaginare l’incostanza di rendimento dei vari Perisic, Candreva, giusto per citarne alcuni, che ultimamente faticano a saltare l’avversario e non riescono più a mettere in area cross accettabili per una punta, il nostro Icardi, che è divenuto un’oggetto misterioso poiché rimane ai margini dell’area di rigore giocando di sponda con i compagni senza essere per niente pericoloso. Quelle che erano le nostre punte di diamante, capaci di dare una svolta positiva a ogni gara, sono con il tempo divenuti dei comprimari e con loro tutto il resto della squadra, si è adeguata. Sono bastate tre gare scellerate, a queste ho aggiunto il derby di coppa, a far scoprire il così detto nervo scoperto del gioco di squadra che è stato sempre l’assente ingiustificato di molte gare. Si è vissuto, quando inizialmente la vena dei succitati era massima, sulle loro prestazioni eccellenti che parevano dare un significato alle gare e tutto girava per il meglio, conquistando punti su punti oltre il merito che avrebbe determinato il campo. Io purtroppo non ho gli occhi foderati di prosciutto, ne tato meno la memoria corta ma gara come quella dell’Olimpico contro la Roma si è andati oltre ogni merito, oppure il pari contro il Bologna e il pari del san Paolo giusto per citare alcune gare, dove abbiamo raccolto più del dovuto. Ritengo che non si debba essere solo tifosi, ma l’amore va colto e rinforzato anche in situazioni deficitarie non si può vedere solo il bello delle cose, bisogna essere coerenti quando non va, non si deve dire il contrario. Spero solo che la squadra e il tecnico ci mettano molto più impegno per cercare di sovvertire tutto quello di negativo che sta accadendo in seno alla squadra, bisogna ripartire con più forza e convinzione nei propri mezzi e cercare di completare l’opera, tenendo con le unghie questa posizione del girone d’andata, consolidandola con prestazioni future più convincenti ripartendo da questo punticino “guadagnato” contro gli amici laziali. La speranza di ogni tifoso nerazzurro è quella di essere protagonisti per cibare il nostro ego che da tanto tempo è davvero sofferente. Bene in ultimo come di consueto, mi limito ad augurare a tutti i nostri amici e soci dell’Interclub Giacinto Facchetti di Fano, a mio nome come portavoce e di tutto il direttivo, un felice e sereno buon anno e che il 2018 ci porti in dono tanta serenità e felicità nelle famiglie di ognuno e ci doni tanta serenità sportiva!!! ….. Amala
Antonio Dibenedetto
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La caduta degli dei… presunti!!!
Ancora una volta mi tocca raccontare di una prestazione scellerata con la conseguente sconfitta della nostra cara e amata Inter. In quel di Reggio Emilia ho rivissuto i fasti, negativi, della squadra allenata da Stefano Pioli che dopo aver inanellato una serie di vittorie insperabili, ahimè di conseguenza ha fatto un filotto di sconfitte indicibili. Con questo non voglio certo fare il paragone tra le due squadre ma ieri pomeriggio in campo si è vista forse la peggiore Inter della stagione. Forse io guardo le gare con l’occhio critico del tifoso, ma non condivido per niente le dichiarazioni di Spalletti che rilevava di aver visto cose positive e rimarcava alcuni episodi sfortunati per la nostra squadra. Bene forse la disamina più giusta sarebbe stata quella di non avanzare alcuna scusante e dire apertamente che la squadra ha giocato male e sotto ritmo camminando in campo e non esprimendosi come ha fatto nelle ultime giornate. Già con l’Udinese si era avvertito un certo campanello d’allarme, comunque la squadra ha creato occasioni su occasioni e non certo meritava la sconfitta ma ieri no, io non ho trovato alcun attenuante alla magra figura che si è consumata sul terreno di gioco del Mapei Stadium. Ho sempre ribadito che una squadra per ritornare grande e rispolverare i fasti del passato, deve prima di tutto avere la convinzione di essere una grande squadra e lottare su ogni campo, che sia amico e non, deve correre e non camminare aspettando la palla sui piedi, fare movimento e impegnare contrastando l’avversario con tenacia. Quello che non ha certo messo in pratica Brozovic che ha fatto sembrare un giocatore nero-verde sulla fascia, tale Politano, non me ne voglia, ma è parso paragonabile a un certo Diego Maradona per la discesa che ha fatto palla al piede, è partito dalla propria area di rigore in una corsa, direi non troppo forsennata, ma senza alcun contrasto e riuscito in ultimo a pennellare un cross perfetto per Falcinelli che ha insaccato in modo perentorio e preciso. Io continuo a non capire l’atteggiamento in campo di questo giocatore, ha mezzi tecnici davvero notevoli ma in campo gioca quasi contro voglia, dov’è finito quel Brozovic che noi tutti abbiamo ammirato il primo anno e che giocava a tutto campo con voglia e abnegazione, purtroppo se ne sono perse le tracce. Ieri però quasi tutti i giocatori, secondo me, non hanno raggiunto la sufficienza e quando giochi male, anche la buona sorte ti gira le spalle, la possibilità di raddrizzare la gara c’è stata ma anche il tiro libero, rigore concesso per fallo di mano, netto per carità, ma un’Icardi molto “moscio” l’ha fallito come in un’altra occasione solo nel bel mezzo dell’area avversaria ha sprecato miseramente. Ho rivisto davvero i fantasmi del passato e grazie a questi nostri beniamini rischieremo di passare un Natale di fiele, anche se la bellezza e la santità dell’avvento eliminano tutte le scorie negative. La cosa però che martella la mente è la considerazione che non è possibile offrire questi spettacoli indecorosi, ne va del nostro equilibrio. Sicuramente se ci si sofferma sulle statistiche, si può facilmente verificare che si è tenuto il possesso palla per oltre il settantadue per cento, io aggiungo in modo sterile senza alcun costrutto reale, che si è tirato in porta più degli avversari, con una mira decisamente infelice, che ci sono stati ben dieci calci d’angolo contro uno solo dei locali. Però in buona sostanza aggiungo, la cosa che più mi delude è l’aver illuso tutti i tifosi di aver ritrovato una squadra, la nostra squadra che amiamo in modo incondizionato, ma che se continuerà a giocare in questo modo, non avrà più il sostegno assoluto. Noi amiamo chi lotta in campo, chi ci trascina con il proprio entusiasmo, chi merita il nostro supporto. Con questo non voglio farne una tragedia, ma spero vivamente di non dover più assistere a simili spettacoli e credo questo lo vogliano la gran parte dei tifosi nerazzurri, noi abbiamo innalzato i nostri beniamini a dei, forse li abbiamo sopravvalutati non so, ma con il senno di poi e visto lo stato attuale, non lo sono e mi sa che alla fine sono solo presunti, perché come si fa presto a essere eretti a idoli e così ugualmente repentina la discesa nella polvere, ma è anche vero che solo chi cade può rialzarsi in considerazione che più clamorosa è la caduta tanto più feroce, deve essere la risalita. Nessuno ha mai chiesto a questa squadra lo scudetto ma almeno di lottare sino alla fine e di onorare un campionato che si presumeva della rinascita, forse dobbiamo ancora aver fiducia, ma siccome siamo tanto scottati fin troppe volte specie dalle delusioni delle scorse annate, che ognuno credeva in una svolta che sinora non si è ancora materializzata. Il gioco si è visto a tratti, si è regalato lunghi periodi della gara agli avversari ma la cosa che più fa paura che non si è ancora trovata quella fatidica “quadratura del cerchio” tanto agognata ma che è lontana dell’essersi palesata. Con l’Inter bisogna vivere alla giornata, personalmente non ho mai creduto e gioito più del dovuto quando eravamo primi e si è giocato a tratti anche bene, né tanto meno mi deprimo ora, io sono coerente con lo stato delle cose ma mi sa che i nostri ragazzi che scendono in campo forse lo sono un po’ meno. Bene ora si profila in questa finale della stagione, del fatidico giro di boa che non concede la pausa natalizia, un’atra settimana che potrebbe essere davvero deleteria per gli equilibri in seno alla squadra in caso di risultati negativi, e facciamo pure ogni debito scongiuro. Ci saranno i quarti di finale di coppa nazionale contro il Milan, altra nobile decaduta con sogni rimasti nel cassetto, quindi l’ultima gara di campionato in casa contro una bella squadra come la Lazio, che gioca un buon calcio. Spalletti deve essere bravo in questa settimana nella motivazione dei calciatori nella ricerca di quella serenità idonea a far bene e giocare la squadra senza la zavorra della preoccupazione e l’ansia della prestazione. Forse questo potrebbe essere l’ultimo appello per rendere una stagione fantastica, oppure misera, non dipende da noi purtroppo solo chi scende in campo può renderci felici o farci sprofondare ancor più in una delusione che davvero non ci meritiamo. In ultimo come di consueto mi accingo a formularvi, in nome dell’Interclub Giacinto Facchetti di Fano che rappresento, i migliori auguri da parte del presidente e del direttivo tutto, per un Natale sereno a voi e alle vostre rispettive famiglie, lo sfogo di un tifoso non può precludere la bellezza e la santità di un giorno meraviglioso qual’è il Natale, quindi tanti auguri con l’augurio di ritrovarci ancora prima della fine di quest’anno per commentare fatti decisamente migliori! …..Amala
Antonio Dibenedetto
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