Dallo sconforto all’esaltazione!

Scritto Da il 24/Gen/2026 - Ultimo Articolo |


Dallo sconforto all’esaltazione!

La strana serata di campionato infrasettimanale, di un venerdì che aveva tutti i connotati per incrementare il nostro vantaggio in classifica. Bisognava mettere fieno in cascina, in attesa degli scontri diretti della domenica; invece, per la prima mezz’ora pareva essere in diretta con la trasmissione televisiva “Scherzi a Parte”. In venti e passa minuti abbiamo fatto tutto noi, con delle giocate cervellotiche ci siamo fatti male da soli; in breve, abbiamo fatto il più classico degli harakiri, dando la possibilità ai toscani del doppio vantaggio. A Gilardino e company non pareva vero tutti questi regali, manco fossimo in pieno clima natalizio; eppure erano avanti di due reti, i cui complici erano l’indifendibile Sommer e altri suoi compagni che hanno fatto una frittata clamorosa. A tal proposito, mi chiedo: ha senso avere in panchina un giovane portiere che, quando è stato chiamato in causa, ha sempre fatto bene? Mistero! Chivu allora si è reso conto che qualcosa andava cambiato, così al 34′ del primo tempo ha tolto l’inconsistente Luis Enrique, sempre oggetto misterioso, facendo entrare uno strepitoso Dimarco. Con questa sostituzione la partita è cambiata radicalmente, con più costrutto e con una spinta maggiore sulle fasce, mettendo sulla destra Carlos Augusto, che il suo l’ha fatto e anche bene, pur non essendo quella la sua zona di competenza. I ragazzi hanno iniziato a giocare come sanno, spingendo più che mai sull’acceleratore, con la consapevolezza che bisogna ribaltare lo status quo che ci vedeva sotto. Azioni concitate e in una di queste è arrivato il fallo di mano in area pisana con il conseguente rigore. Altra annotazione: ogni qualvolta c’è qualcosa che ci vede protagonisti, c’è sempre da attendere l’ok dalla sala Var; devono scandagliare e fare le pulci, come si dice in gergo, a tutti gli episodi. Così, dopo qualche minuto, un paio direi, finalmente s’è potuto battere il calcio di rigore trasformato da Zielinski, ritornato ad essere quel giocatore che tutti avevamo ammirato in terra partenopea. Ovviamente, la nostra sete di vittoria non s’è appagata; volevamo tanto altro di più. Con azioni belle e manovrate, tutto è stato ribaltato e, nel giro di 8 minuti, abbiamo consacrato il nostro predominio con il sorpasso per 3 a 2 sui pisani increduli. La ripresa ci ha visto ancora più che mai protagonisti, creando innumerevoli azioni che il bravo Scuffet ha sventato con belle parate. Con il vantaggio acquisito e la libertà di palleggio che ci è stata concessa, i ragazzi hanno dato dimostrazione di poter esagerare, così è stato. Abbiamo dovuto attendere quasi dieci minuti dalla fine per ammirare le altre tre perle incastonate in questa importantissima vittoria: il tiro al volto di un preziosissimo Dimarco, la bellissima azione in solitaria di Bonny e la rete di testa di un insolito Mkhitaryan. Si dirà che tutto è bene ciò che finisce bene, certamente, ma bisogna fare tesoro di questa partita, finita in goleada certamente, ma perché avevamo di fronte una squadra dal basso contenuto tecnico. In altre circostanze non bisogna concedere questi bonus così gratuiti; dobbiamo avere ora più che mai la concentrazione massima, consci che queste sbavature altre squadre non te le perdonano. Abbiamo scalato una montagna, grazie al nostro consolidato gioco e tasso tecnico, avendo dei ragazzi in squadra che ora più che mai fanno la differenza in campo, ma scherzare con le coronarie dei tifosi no, non è il caso. Siamo passati da una delusione massima, nei primi venti e passa minuti, all’esaltazione nell’arco di otto minuti del primo tempo e alla consacrazione meritata, nella maniera assoluta, negli ultimi dieci minuti. Nel mezzo non c’è stato nulla che ci ha intimorito; Sommer non ha fatto una parata degna di questo nome, al contrario del portiere avversario che ha avuto la sua bella gatta da pelare. Queste sono le partite che nascondono un’insidia particolare, ti fanno cadere nello sconforto. Per fortuna non abbiamo mai mollato, consapevoli del nostro valore e di quello che volevamo raggiungere. Ora testa alla partita di mercoledì. La Champions quest’anno non è stata benevola nei nostri confronti; certo, dopo quattro gare avevamo ben 12 punti, ma poi tutto s’è arenato miserabilmente, per colpa nostra ma anche per fattori esterni non dipendenti. Le sconfitte con Atletico Madrid e Liverpool gridano vendetta; avremmo sicuramente meritato di più, anche un punticino a gara. Ora eravamo a 14 e potevamo tentare di rientrare tra le prime otto. Va bene, vuol dire che quest’anno doveva andare così. Ci toccherà, indipendentemente dal risultato in terra germanica, fare altre due gare dei playout. Vedremo se avremo anche forza e fiato per proseguire in una manifestazione che ci sta vedendo protagonisti da qualche anno. Ci vuole carattere e voglia; noi ne abbiamo da vendere, perché siamo l’Inter, il resto non conta! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.