

E’ mancato il coraggio!
Potevamo dare una spallata al campionato, invece è subentrata una cocente delusione, figlia di una gara giocata con poca grinta e determinazione. Certo, il pareggio non cambia nulla perché le gare fino alla fine sono tante, e la vetta è sempre più nelle nostre mani, anche perché è appena iniziato il girone di ritorno. Ma vincendo fino alla prossima gara di Champions, avevamo un discreto margine su cui stare un attimino più sereni. Quella di ieri sera era una gara da azzannare e colpire per annichilire i campioni d’Italia, certo ridimensionati nell’organico e più che mai incerottati. Nonostante tutto, sono entrati in campo inferociti, lottando su ogni pallone, sapendo che una sconfitta li avrebbe pressoché esclusi dai giochi. Noi abbiamo sofferto terribilmente la veemente azione propulsiva degli azzurri, che anche in svantaggio non si sono mai demoralizzati, consci del proprio valore. Noi il nostro gioco siamo riusciti ad interpretarlo davvero a tratti; è mancata l’azione propositiva sulla destra, ma questa purtroppo è una costante che ci stiamo trascinando da tempo e sino a marzo sarà sempre così con la titolarità di un Dumfries, che in questo momento ci manca come il pane. Tant’è che la società è pressoché immobile sul mercato, non cercando un’alternativa valida su quella fascia, dove si trova un giocatore che riterrei davvero inutile, che si limita a svolgere il compitino senza alcuna forzatura. Per carità, non voglio addossare la croce su Luis Enrique, ma se quando si vinceva appariva in secondo piano, ieri sera è stato lampante che giocavamo in dieci. Ma se la fascia destra ha funzionato nei minimi termini, l’attacco e, nella fattispecie, la ThuLa, sono apparsi del tutto fuori luogo. È una costante che i nostri due bomber non riescono a farci vincere uno scontro diretto, da un tempo immemore, dalla lontana gara del derby che decretò la vittoria del campionato coronato con la seconda stella, e questo è tutto dire. Nel frattempo, la nostra autostima non aumenta in considerazione del fatto che siamo forti con i deboli e remissivi con squadre di pari livello; ci voleva una gara giocata con quella “cazzimma” che purtroppo non ci appartiene, ma che si è vista appartenere all’undici partenopeo. Per noi ci vuole ben altro! Certo, a tratti giochiamo un bellissimo calcio, ma mai fine a se stesso se non riusciamo a realizzare quello che si produce. Tanti sono gli errori commessi che talvolta vengono mascherati dagli avversari poco concludenti, ma ieri sera no. C’è voluta una squadra, ben organizzata, il Napoli, che ha fatto rendere visibili gli errori dei nostri giocatori, in primis quell’Akanji che ho sempre ritenuto un gran rinforzo, ma ieri ha dovuto soffrire terribilmente la verve dell’unica punta partenopea, da cui ripartivano tutte le loro azioni. Poi c’è la croce e delizia di quell’armadio di sabbia che è Bisseck, non solo per la mole quanto per la non concretezza; da parte sua sono arrivate le azioni decisive del Napoli e non si può non colpire di testa in area lasciando un sanguinoso pallone, nella nostra area, agli avversari, lasciando tra l’altro libero al tiro il Mac napoletano: assurdo! Ma non tutto è da gettare nell’immondizia di quello visto ieri sera, tranne le due punte sottotono; da promuovere la manovra del centrocampo e dei relativi quinti, nell’unica voce sostanziale, quel Dimarco a segno con un bellissimo tiro in diagonale. Ci vuole altro per essere determinanti, in primis la consapevolezza della propria forza, quella che ieri a tratti è mancata. Mi auguro che questa gara sia il preludio di una presa di coscienza in cui bisogna alzare sempre l’asticella e non mollare. Di ieri, comunque, teniamoci stretta la parziale prestazione, che, specie nel primo tempo, a me è piaciuta. Glisso sul comportamento assurdo di un allenatore saccente e presuntuoso, che è davvero un male per il calcio italiano, quel calcio esportato all’estero, dove si deve far evidenziare quello di buono che il calcio italiano è capace di produrre e non quelle pantomime che non sono consone a chi crede in questo sport. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

