Assurdo!

Scritto Da il 24/Nov/2025 - Ultimo Articolo |


Assurdo!

È difficile essere razionali dopo aver vissuto tutto ciò che è ancora negli occhi dopo aver perso un derby che era assolutamente nelle nostre mani. Bisogna analizzare per bene quali sono i problemi della nostra squadra; non ve ne sono tanti, ma iniziano dal portiere, arrivando a una finalizzazione troppo scarna per quello che si produce. Mai nessuno in Serie A finora ha prodotto una mole di gioco come noi, che ha creato tantissime occasioni da rete, con l’unica pecca di una realizzazione mai fine a sé stessa; eppure siamo la squadra più prolifica di tutto il campionato. Ennesima gara persa, sempre con qualcosa da recriminare, mai dando onore agli avversari, in considerazione che ci sono stati superiori e abbiamo perso per nostro demerito, l’unico demerito in seno alla squadra è non essere stata cinica e non aver sfruttato ciò che ha prodotto. La cosa che più mi fa incavolare è che siamo sempre noi a complicarci la vita; creiamo occasioni in serie, spesso davvero surreali, e fa male il modo con cui le sprechiamo. Era in precedenza con Inzaghi e ora con Chivu che, purtroppo, si tira dietro quell’assurdo velo di mancanza di lucidità sotto porta. Soffriamo maledettamente questa condizione, dando il minimo indispensabile all’avversario che, però, alla prima occasione riesce a farti male, e se poi dall’altra parte ti trovi Allegri, allora è tutto dire: maestro nel portare le gare nel modo più congeniale alle sue caratteristiche. Non è stato un trionfo né per noi e tanto meno per loro, però poteva esserlo se la dea bendata ci avesse dato una mano, ma dall’altra parte avevamo chi la fortuna è sempre stata sua complice, accattivante e degna amica nei momenti decisivi. Quel Massimiliano Allegri che nel derby, che valeva la testa del campionato, contro un’Inter che ha fatto la partita, che spingeva, urlava calcio moderno, lui invece ha scelto la via più a lui congeniale: soffrire e giocare di rimessa. Certo, soffrendo sino alla fine, ma portando a casa quello che più conta, e cioè la vittoria. Se poi consideriamo che il migliore in campo è stato il portiere avversario, questo dà un significato maggiore alla loro vittoria. Non mi piace snocciolare le statistiche di fine gara, ma è stato disarmante il possesso palla, le occasioni create, i calci d’angolo; tutto ciò che però non ha portato ad alcun risultato positivo, in considerazione che anche il pareggio ci sarebbe stato stretto, figuriamoci la sconfitta: è tutto dire. Sarà dura continuare a sognare un titolo che, con queste premesse, la nostra squadra soffre terribilmente chi gioca in maniera speculare, mettendosi in un falso specchio e continuando con un 5 – 4 – 1 finale, specialmente quando riescono ad andare in vantaggio. Sinora abbiamo perso quasi tutti gli scontri diretti, ad eccezione della gara dell’Olimpico, dove nel secondo tempo il pareggio l’avrebbe pur meritato la Roma, ma tant’è che è l’unico risultato che ci arride; di contro, le amare sconfitte a Torino contro i non colorati e a Napoli in quel marasma di gara contro il nobile “parruccone”, in cui meritavamo ben altro, anzi molto di più. Questo è purtroppo lo status quo; al momento dobbiamo ogni volta raddoppiare gli sforzi per raggiungere un risultato a noi più confacente. Spero solo che nel proseguo del campionato e in ogni altra manifestazione sportiva, tutto ritorni a essere lineare con quello che meritiamo in campo, sfruttando al pieno le occasioni create. Non mi piace parlare dei singoli, ma stavolta una menzione particolare va fatta nei confronti di alcuni giocatori che, secondo me, sono stati al di sotto delle loro potenzialità. In primis Calhanoglu, ma non per l’errore dal dischetto; per carità, ci può stare visto il suo score personale. A mio parere, ha abboccato alla pantomima creata dal portiere avversario, che ha lasciato più spazio alla sua destra, sperando che il nostro giocatore calciasse proprio lì, dove poi di fatti ha respinto il tiro. Oggi s’è visto che non era la sua gara, disattento e ininfluente; non era il solito “Sultano” visto in altre gare, valutazione ben al di sotto della sufficienza. Il capitano non era il solito Lautaro che conosciamo; certo l’occasione l’ha avuta e c’è voluto uno strepitoso intervento del portiere avversario a negargli la gioia meritata della rete, ma anche lui sotto la sufficienza, e poi croce e delizia il nostro portiere. Anche ieri ne ha fatta un’altra delle sue. Si nota che lo stato di forma non è dei migliori; è stato impiegato nel minimo sindacale, eppure, nell’unica occasione in cui doveva far prevalere la sua classe, ecco che ha toppato. In concomitanza con Akanji, non doveva permettere quel tap-in comodo e ravvicinato. Un portiere esperto come lui, non può respingere un pallone in orizzontale, sapendo che l’avversario stava correndo proprio da quel lato. Caro Sommer, questa sconfitta è analoga a quella subita in casa dei non colorati; si doveva e si poteva far meglio. Il resto della squadra non è che abbia brillato, ma almeno in talune circostanze ha lottato e ringhiato, com’è giusto che sia. Però ci vuole tanto altro per meritarsi una vittoria che ieri ci è sfuggita solo perché dinanzi avevamo un muro invalicabile: il portiere avversario. E ora? Tocca ripartire e, come ci sta capitando, spesso direi, specie quando le cose non vanno per il verso giusto, resettando e trovando le motivazioni per far bene celate dentro di noi. Solo così avremo la consapevolezza che si può e si deve fare meglio; i mezzi li abbiamo tutti. Crediamo che non tutto sia perduto, la vetta è alla nostra portata, ma dobbiamo assolutamente far meglio di ieri sera. Non come gioco, per carità, ai ragazzi non si può rimproverare nulla sotto il profilo dell’agonismo e dell’impegno, ma dobbiamo essere più cattivi sotto porta. Solo così ritorneremo ad essere la grande squadra che siamo e che in tanti ci riconoscono, perché siamo l’Inter e quelle due stelle sulla nostra pelle non sono lì per caso! …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto 

Vivere con questi colori nel cuore è stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.