

La strada giusta!
Dopo la gara di Champions è dura ripetersi in campionato, complice anche una squadra capitolina che contro di noi fa sempre delle gare di sostanza, senza dimenticarci purtroppo che lo scorso anno contro di loro ci siamo giocati lo scudetto. Vabbè, lasciamo perdere senza rivangare sempre il passato; oramai è un capitolo chiuso, inutile tornarci su. Il pericolo sul quale era legittimo avere dei dubbi era l’aspetto prettamente di approccio alla gara, se non altro perché nel mercoledì di coppa è stato abbastanza flebile e direi quasi sbagliato. Ieri, invece, complice secondo me la strigliata di Chivu per la morbidezza dimostrata contro i kazaki, contro la Lazio l’approccio è stato sicuramente feroce, se non altro perché dopo meno di tre minuti Lautaro ha incastrato il pallone là dove osano le aquile, in quell’incrocio imprendibile per il pur bravo portiere biancoazzurro. Azzannando così la gara, lasciando ai capitolini solo le briciole, ricordo la sola occasione di Zaccagni con un tiro che ha sorvolato la traversa, null’altro. I ragazzi invece hanno giocato con voglia e determinazione, cercando un raddoppio che non è arrivato per nostro demerito; come al solito si crea ma non si concretizza. Il secondo tempo ha seguito il leitmotiv del primo, almeno per circa settantacinque minuti, con la gara che è sempre stata nelle mani dei ragazzi. Tant’è che, con un’azione spettacolare, quell’azione che i ragazzi sanno fare a memoria, con una ripartenza appena conquistata palla in modo veloce e repentino, fatta di passaggi di prima, si è giunti al passaggio definitivo, come un cioccolatino gustoso da scartare, del solito Dimarco per l’accorrente Bonny, posizionato al centro dell’area avversaria, che ha depositato in rete il raddoppio. Ci sarebbe stata anche la terza rete annullata, dopo circa un minuto, per un controllo al VAR, dove hanno evidenziato un fallo di mano di Dimarco all’alba dell’azione. Comunque, ribadisco, si è visto con tanta convinzione dimostrata dai ragazzi in campo, di volere essere dominanti e di centrare la vittoria che era fortemente voluta, giocando in modo bello da vedere ed efficace per come è stato sviluppato. Certo, era palesemente concedere qualcosa agli avversari, ma è stata una concessione fine a se stessa, tant’è che non ci ha arrecato alcun danno, se non altro un pericolo di un colpo di testa che si è stampato sul palo, che fortunatamente non ha fatto varcare il pallone oltre la riga di porta. Anche dopo le veementi proteste dei laziali, non hanno portato alcun risultato, perché da qualche anno c’è l’ausilio elettronico che decreta se il pallone ha varcato la linea, dando immediatamente il segnale sull’orologio del direttore di gara; quindi, proteste inutili e infondate. A bocce ferme, la vittoria è stata il seguito di questo periodo nel quale le vittorie continuano ad arrivare con una certa linearità. Se poi dalla malaugurante sconfitta, del tutto immeritata, di Torino contro i gobbi si è arrivati a ben 10 vittorie e una sola sconfitta in quella serataccia di Napoli, dove tutto c’è girato contro, con orrori arbitrali evidenti e davvero cervellotici. Nonostante quei passi falsi, nei quali molti altri tecnici avrebbero avuto da ridere per molto tempo, il nostro mister s’è dimostrato davvero un signore, prendendosi le colpe per una sconfitta e dando lustro ai ragazzi per le vittorie. Questo è ciò che deve fare un grande uomo prima di essere un buon tecnico, cosa che non è insita in un uomo sopravvalutato che è sempre prono al pianto e alla recriminazione, senza alcun rispetto per il lavoro altrui, ponendo in primo piano sempre la sua persona: una sola parola, buffone! Ora per almeno due settimane ci godiamo il primato in classifica, sebbene in condominio con la Roma, ma questo non ci spaventa perché sappiamo come sviluppare il nostro gioco, avendo ben presente la nostra forza d’insieme, dove prevale la squadra e non il singolo, com’è giusto che sia in maniera razionale. Ora pausa per le nazionali; al rientro ci aspetta la madre di tutte le gare, quel derby che nell’ultimo periodo ci sta sfuggendo, ma siamo consapevoli che la svolta è dietro l’angolo. Dobbiamo farci trovare pronti; il resto verrà di conseguenza. Dobbiamo solo sperare che i nazionali tornino alla Pinetina integri e non assolutamente spremuti, perché sappiamo che le nazionali assorbono energie, ma è anche vero che l’aria dei nostri campi d’allenamento del nostro centro sportivo è un toccasana per rimettere a posto tutti i malumori, gli acciacchi mentali e la stanchezza presunta. Nello spogliatoio c’è sempre la giusta dose di entusiasmo che mister Chivu riesce a propinare ai giocatori e poi giocare un derby con uno stadio stracolmo che t’inneggia non ha nulla di meglio al paragone. E poi noi siamo l’Inter e per noi non c’è nulla d’impossibile; teniamo a ciò che abbiamo conquistato e non sarà facile spodestarci. …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto
Vivere con questi colori nel cuore è stato da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.

