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Emozioni in… viaggio!


Scritto Da il 2/Mar/2026

Emozioni in… viaggio!

Partenza in orario pre-prandiale, tutti pronti con la consueta parte di azioni e abbigliamento solito e proni alle trasferte per assistere alla gara interna di campionato dell’Inter a Milano. Anche nel girone di ritorno la società premia i soci degli Interclub con la partita dedicata, a costi contenuti, per la gioia condivisa da tantissimi tifosi festanti, in uno stadio quasi sold-out. La cosa molto impressionante che la volta scorsa non abbiamo potuto gustarci, per il loro disaccordo e lo sciopero del tifo, è stata la coreografia accompagnata dai fantastici cori che hanno coinvolto tutti, intonati con tanta forza dai tifosi del secondo anello verde. Tutto davvero molto bello, la cosa che più mi ha affascinato è stata il vedere tante persone appassionate, dal giovane all’anziano, dal milanese e da chi come noi s’è fatto tantissimi chilometri per assistere alla squadra del cuore. Piccola nota che mi ha fatto davvero pensare è stata l’aver constatato la presenza di un gruppo di ragazzi che, con accento marcatamente partenopeo, intonavano cori festanti a favore dell’Inter. La mia domanda lecita è stata: «Come mai tifate Inter? Si denota che non siete di Milano, ma vivete qui?» Risposta che non s’è fatta attendere: «No, siamo di Napoli e ci siamo fatti questa trasferta, con tanti chilometri, per seguire la nostra squadra: perché siamo napoletani intelligenti!» Con questa risposta alquanto spiazzante, ne ho preso atto e ho stretto la mano a questi nuovi fratelli nerazzurri! L’attesa della gara è stata premiata dalla visione di una partita giocata in maniera decisa e concreta. Si notava sin dagli inizi che le scorie post-Champions erano quasi state smaltite del tutto; forse, con il senno di poi, qualcosa in più si poteva fare, ma non fasciamoci la testa: abbiamo altri due trofei su cui puntare. Certo, per goderci quello spettacolo che immaginavamo potesse essere, abbiamo atteso quasi due ore sugli spalti, ma ne è valsa la pena, perché tutto il contorno prima della gara è assolutamente da vivere: dall’entrata dei ragazzi per il riscaldamento alla lettura delle formazioni. La gara, con tutta franchezza, non è stata delle migliori, ma, come accade in questi casi, era importantissimo incasellare i tre punti, e diciamo che, tutto sommato, è stata condotta in porto con estremo giudizio, rischiando davvero poco e creando diverse occasioni, con il portiere avversario che ha sciorinato degli ottimi interventi. Dalla nostra posizione, quel terzo anello rosso, la visuale era perfetta per notare i vari movimenti tattici e per ammirare le sgroppate dei quinti; e poi, con un Dimarco in queste condizioni, possiamo davvero credere in un valore aggiunto per questa squadra. Ne è testimonianza la rete che ha letteralmente spaccato la partita, ma è doveroso fare una menzione particolare a Mkhitaryan, autore di un pregevole assist per la stoccata finale di esterno sinistro del grandissimo Federico, imparabile per il portiere avversario. Nella prima frazione abbiamo creato molto di più che nella ripresa, ma con tutta coscienza, il risultato non è mai stato messo in discussione. Volevamo la vittoria ed è arrivata; questa è la cosa più importante: tenere a debita distanza tutte le altre squadre, a partire dai cuginastri che “san culino da Livorno” tiene ancora in vita per un piazzamento in Champions, che è sicuramente alla loro portata, esclusi da ogni altra competizione e con una sola gara da preparare. Avrebbe dovuto essere lo spauracchio più concreto; forse per loro l’obiettivo da raggiungere, oltre alla qualificazione succitata, potrebbe essere la vittoria nel derby? Direi davvero magra consolazione per chi crede di essere i migliori. Noi di fatto lo siamo e ritengo che domenica sera ne vedremo delle belle. Credo che i ragazzi lotteranno e faranno tesoro degli errori commessi all’andata, mettendo tanto cuore e assoluta abnegazione, forse creando meno, ma con tanto cinismo. Forse in questo modo riusciremo a distanziarli ulteriormente. Dovremo centellinare le risorse fisiche e mentali in considerazione del fatto che ci aspetta una gara infrasettimanale, l’ennesima, che riguarda la semifinale di Coppa Italia in terra lariana, ma chi sa il tipo di gara che rappresenta, saprà onorarla al meglio. Il viaggio di ritorno è stato davvero rilassante; certo, cinque ore non sono poche, siamo tornati a casa ben oltre le 4 di notte, ma eravamo felici con la consapevolezza che l’Inter per noi è il massimo e queste fatiche non si accusano. Anche se ci tolgono qualche ora di sonno, sono ben ripagate! Piccola annotazione da quando seguo l’Inter, dal lontano 8 febbraio del 1981, gara casalinga con l’Udinese e vittoria per 2 reti a zero di Prohaska e Altobelli, in tutte le occasioni che l’ho vista dal vivo non ha mai perso, eppure di partite ne ho viste tantissime, diciamo che sono il portafortuna nerazzurro, e questo non mi dispiace affatto!!!  …Amala!!!!

Antonio Dibenedetto   

Vivere con questi colori nel cuore è  stata da sempre la mia prerogativa. Oltre non c’è nulla: solo l’Inter.                

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