Ore 21:30 di
una domenica sera, non qualunque però, di scena allo stadio Meazza di Milano
era appena terminato il primo tempo di un derby assurdo. In campo vi era una
squadra motivata a mille: il Milan, mentre in opposto vi era l’altra squadra di
Milano, quell’Inter che aveva accumulato sino a quel momento, ben diciannove
punti di distacco, ma sul campo non si notavano. I rossoneri ci stavano
annichilendo giocando in modo più coeso e da squadra e ci hanno costretto a
rinculare sempre più, di fatto, chiudendo la prima frazione con un doppio
vantaggio, meritatissimo. E l’Inter come il solito è apparsa squadra contratta,
non riuscendo a proporre alcuna trama di gioco degna di nota, forse in due
circostanze su colpo di testa di Godin e un’occasione d’oro capitata a Vecino,
troppo poco per chi vuole agguantare la vetta del campionato, perché sia vero!
Credo che chiunque, dover aver visto quello spettacolo obbrobrioso offerto dai
ragazzi nerazzurri, non potesse immaginare a un simile secondo tempo di
riscossa, invece contro ogni più rosea previsione tutto ciò si è verificato.
Sogno o son desto è la frase che ogni tifoso interista si è chiesto a fine
gara, tutto ciò quando la realtà supera di gran lunga l’immaginazione e quando
gli incubi più neri si trasformano in una realtà da più parti agognata. Tutto ciò
è successo davvero amici, rimarrà indelebile nei nostri cuori e per anni ce la
racconteremo. Abbiamo vissuto una notte magica di quelle che ognuno spera di
provare ogni tanto, al di fuori del normale raziocinio calcistico, incredibile
quanto dolcissima. L’Inter è questa sempre più fedele al suo rincorrente inno,
ma anche fiera e mai doma quando riesce a mettere in campo tutto il suo
carattere, irresistibile quando è sospinta da un pubblico eccezionale e
meraviglioso che non lesina di urlare a squarcia gola tutto il suo amore per
questi colori. Così nella commistione del nero di una notte da incubo, con l’azzurro
del cielo che rischiara dopo la tempesta, ecco che i ragazzi hanno interpretato
un secondo tempo da favola. Questa volta il povero diavolo non ha potuto nulla
per arginare la ferocia e la potenza dell’avanzata nerazzurra decisa a
sovvertire le sorti di una gara che sino a quel momento aveva vissuto una
pagina davvero nefasta, forse il più brutto primo tempo della stagione, tutto
da dimenticare in fretta. Noi comuni mortali non possiamo sapere né tanto meno
capire cosa sia accaduto negli spogliatoi nell’intervallo ma credo che per lo
meno si siano guardati negli occhi e si siano resi conto che dovevano ricercare
nell’animo quella forza che è esplosa nella seconda frazione. Conte non ha eseguito
cambi, tutto ciò ad avvalorare che qualcosa di buono c’era nella formazione
iniziale, non era tutto da cestinare. Sin dalle prime battute della ripresa si
è notato un piglio nuovo, si è iniziato a giocare a calcio come sappiamo, forse
perché Brozovic si era liberato dalla marcatura ferrea e asfissiante di Kessie,
forse perché la coesione di squadra si è palesata nuovamente, fatto sta che
nell’arco di due minuti è avvenuto il “miracolo a Milano”, i nerazzurri, i
fantastici ragazzi hanno pareggiato una gara che era stata sin lì compromessa
da un atteggiamento davvero cervellotico. Sulle ali di un entusiasmo nuovo ma
credo insito in questi giocatori, hanno trovato il giusto stimolo per tirarlo
fuori al momento opportuno così che alla fine hanno gonfiato la rete per altre
due volte, figlie di un’apoteosi che è esplosa al triplice fischio, sia in
campo quanto sugli spalti. Bellissimo questo è certo, ma quanta sofferenza c’è
stata procurata! Noi siamo consapevoli che ogni gara non è uguale a un’altra,
per questo siamo coerenti che con l’Inter non ci siano gare tranquille e
rilassanti, ma il nostro amore per questa squadra va oltre ogni umana
comprensione. Godiamoci la fantastica vittoria di questa sera, ma senza
rilassarci, consapevoli che ci attende da qui a marzo una serie di gare al
cardiopalmo, che metterà tutto in discussione. Se abbiamo fatto tesoro degli
errori e di quanto accaduto in questo fantastico derby, basterà non ripeterli, per
tornare a essere quelli che lottano e cercano la vittoria sempre e comunque. Questi
stati d’animo non possono che fortificarci, affrontando ogni gara con la giusta
mentalità, ben consci delle insidie che possono nascondere, quando non si è
concentrati e lasciando il pallino del gioco all’avversario. Mi piace però
sottolineare come un giocatore di quasi quarant’anni possa aver cambiato le
sorti di una squadra, che prima del suo arrivo era un manipolo di giocatori
senza né capo né coda. Certo l’arroganza non gli fa difetto, come d’altronde
una buona dose di narcisismo, credendosi il Dio pallonaro per eccellenza, ma
nonostante la sua veneranda età riesce comunque a fare la differenza. Forse c’è
ancora tanto astio nei confronti dei nostri colori, questo non possiamo dirlo, ogni
ex interpreta la gara, il personale derby, a proprio piacimento e viste le
considerazioni finali in sala stampa, non credo che nel suo cuore ci sia una
piccolissima parte nerazzurra. Caro Zlatan per noi sei stato solo una parentesi,
fatta di contraddizioni quando attraversando l’altra sponda di Milan hai
prontamente riversato un amore mai sbocciato con noi, e senza di te siamo stati
capaci di vincere l’impossibile quello che in Italia nessuno è riuscito a fare
sinora. Per tutti questi motivi il tuo livore per noi è fonte di orgoglio ora più
che mai in una notte tutta nerazzurra. Milano siamo noi. …Amala!
Si paventava da più parti, specialmente nel cuore di noi tifosi nerazzurri, una vittoria risolutrice che potesse ricondurre la squadra sulla retta via, ma anche ieri sera tutto ciò non si è verificato, la squadra era ancora attanagliata da spettri che nelle ultime settimane erano frequenti e presenti nelle nostre gare. Alla Daciarena si è presentata una squadra con i tre nuovi acquisti che si sono limitati a fare il compitino, tranne l’inglese Young che si è da fare sulle fasce, proponendosi e offrendo anche un buon gioco d’insieme coinvolto com’era con la totalità della squadra. Di Moses una prestazione senza infamia e senza lode, come d’altronde anche Eriksen, all’esordio, non ha fornito quella prestazione che tutti aspettavano e sono certo che le critiche dei detrattori nerazzurri, pioveranno a raffica sulla società per il suo acquisto. Non potevamo aspettarci una prestazione maiuscola alla prima uscita, credo che nessuno l’abbia fatto, forse se la memoria non m’inganna, alla sua prima a San Siro solo Sneijder negli ultimi anni, fece vedere a tutti di che pasta era fatto con una prestazione superlativa contro il Milan. Questa però è un’altra storia e appartiene al passato, ora occupiamoci di un danese, arrivato con l’euforia della piazza, che credo sia in possesso di quei mezzi necessari per fare bene, dobbiamo solo saper attendere il suo inserimento, in un ambiente che d’acchito farà il possibile per metterlo a proprio agio. Come c’è spesso capitato ultimamente, abbiamo sempre bisogno di 45 minuti per carburare, questa volta per fortuna la dea bendata ci ha dato una mano, se sino alla fine siamo riusciti a portare a casa una vittoria tonificante per l’ambiente, per l’autostima e per la classifica, cacciando delle nostre insicurezze quello spauracchio del pari avversario nelle battute finali. Mi rendo conto che non è tutt’oro quello che luccica, questo è vero, si è sofferto anche ieri sera, tanto è nell’indole del tifoso interista, che difficilmente guarderà una gara della beneamata senza avere le budella che si torcono. Vuoi per gli errori sotto misura, vero Esposito, Lukaku e Vecino? Vuoi per la frenesia e l’ansia da prestazione che mai come ora è persistente, vuoi per un gioco che stenta a decollare e quando si ha l’opportunità di fare delle belle trame, ecco che si vedono i risultati. Si potrebbe arrivare a pensare che tutto potesse essere dipeso dalle tante defezioni in calciatori infortunati, ma è anche vero che di fronte non avevamo il Barcellona o il Liverpool, ma una modesta squadra che lotta per salvarsi, tutta arroccata nella propria metà campo e non aspettava altro che ripartire in contropiede cercando di farti del male. Tutti hanno oramai imparato come affrontarci, difficilmente lo faranno sfidandoci a viso aperto, è una costante aspettarci al varco sicuri nella nostra fragilità che si palesa in conclusione della gara, non siamo riusciti ultimamente a chiudere le gare quando ci si presentava l’occasione, eppure di azioni concrete ne abbiamo create, ma ci è sempre mancato quel quibus, quell’essere cinici al punto giusto. Ieri sera per fortuna tutto ciò non si è verificato, ma non c’è dell’essere allegri anzi, per come abbiamo giocato di buono ci sono stati solo i tre punti, sarà che siamo stati abituati a vedere una squadra che nella prima parte del campionato ci ha fornito prestazioni convincenti, anche quando si era in difficoltà, si portava a casa ugualmente il risultato, ora invece riaffiorano quelle peculiarità che erano celate nella corsa e nella coesione che ora sembrano smarrite. Alla fine come recitava quel motto: tutto è bene ciò che finisce bene, questa è la consolazione ultima e veritiera, ma è anche vero che non può andare sempre bene, bisogna essere bravi a disinnescare quelle insidie che si nascondono dietro l’angolo non facendosi per questo trovare impreparati. Quando si crea qualcosa d’importante bisogna avere il coraggio di concluderlo nel migliore dei modi, senza pensare a posteriori a quello che sarebbe potuto capitare se, queste considerazioni lasciamole a chi di queste cose ne fa incetta, noi dobbiamo essere realisti e fare goal quando si presenta l’opportunità. Ultima considerazione, anche ieri sera il nostro ariete, il nostro armadio di ebano ha cincischiato tantissimo con la palla tra i piedi perdendone spesso il possesso, incaponendosi in veli e colpi di tacco che una volta possono andare anche bene, ma non deve essere la prerogativa del proprio gioco. Anche il sottoscritto ieri era talmente deluso che fuoriuscivano da sole delle pesanti imprecazioni nei suoi confronti, ma a bocce ferme tutto si è sistemato perché ha fatto due reti, ma lui deve essere coerente che ha i mezzi per fare bene anche senza quei veli e tacchi inspiegabili. Ora abbiamo l’opportunità per dare un seguito concreto a quello che rappresenta per noi un buon viatico di entusiasmo, si presenta l’occasione per far capire al mondo calcistico di che pasta siamo fatti. Racchiusi in poche settimane, ci troveremo di fronte a tanti impegni ravvicinati, incominciando da un derby che potrebbe darci ancora tantissima autostima, e quella carica giusta per affrontare la semi-finale di coppa Italia a Napoli, poi la trasferta contro la Lazio a Roma di campionato, quindi ci sarà la trasferta di Europa League. Tutte queste gare sapranno dirci quello che vogliamo fare del nostro futuro, perché lasciando da parte i direttori di gara, saremo noi gli unici artefici del nostro destino e solo lottando e giocando da squadra potremo essere certi di riuscirci. …Amala!!!!
Il lunch-match domenicale non ci ha portato quell’inversione di tendenza sperata in considerazione dell’andamento delle ultime giornate di campionato, quella chimera chiamata vittoria rimane ancora tale, irraggiungibile. Le speranze nerazzurre erano poste in questa gara, tant’è che erano presenti sugli spalti del Meazza oltre settantamila persone, più che semplici spettatori, amanti di questi colori che con la consueta spinta emotiva presagivano una vittoria che facesse riprendere il cammino interrotto verso la vetta. Quel distacco accumulato al momento di ben quattro punti dalla vetta, rendeva davvero frustrante il dover lottare ad armi impari, gli altri correvano noi comminavamo. Le riflessioni post gara producevano anche la considerazione che tale vantaggio sarebbe potuto aumentare giacché i campioni d’Italia dovevano ancora giocare il posticipo al San Paolo di Napoli. Certo che queste gare, e le prossime ancor di più, nascondono insidie da non sottovalutare, vista la nostra propensione all’essere irrazionali e irresponsabili, con quell’inspiegabile mancanza di lucidità specialmente nella fase finale della gara. La cosa che è evidente ai presenti, ma anche a chi come il sottoscritto incollato alla tv, la mancanza di finalizzare le tante occasioni che vengono create, vuoi per la narcisistica voglia di essere leziosi e vuoi perché ci riteniamo così bravi da fare, con la palla tra i piedi, quello che vogliamo. Il più delle volte però non è proprio così, tant’è che i pareggi sono divenuti ben cinque in sette gare di campionato, dilapidando in questo modo, un patrimonio di punti davvero considerevole. Gli inseguitori corrono per cercare di raggiungere il fantomatico posto al sole, noi invece camminiamo e siamo sempre più prevedibili, facciamo sempre gli stessi movimenti palla lunga e pedalare, ma quando rinsaviamo e preferiamo altri schemi in campo, allora si creano i presupposti di gioco e ritorniamo a essere una vera squadra. In queste ultime gare, come la fatidica nuvoletta di fantozziana memoria, si è posta sulla nostra squadra, e lo spauracchio di quel non gioco di Spalletti ha avvolto in una tale incapacità tutta la squadra. Sicuramente ora tutti ad accusare la società per la cessione di Nainggolan che avrebbe sicuramente fatto comodo alla squadra, questo è innegabile. Io non entro in merito di certe scelte, se è stata prevista la cessione, delle motivazioni ritengo ci siano state, poi che sia stato lui a far scaturire la rete del pari questo è pur vero ma credo senza rivincite, in considerazione che la palla si è insaccata se non altro con la complicità di una deviazione, altrimenti la palla sarebbe stata raccolta placidamente dal nostro Samir. Tutto il panorama giornalistico sicuramente si scatenerà sulla mancata coerenza nerazzurra e dell’incapacità manifesta di tenere la gara. Io mi permetto di formulare alcune mie teorie e cioè, come tutto accade le gare vanno viste sotto un’ottica diversa. Certo al momento ci sta dicendo male, mentre in altre circostanze si giocava benino e il risultato si portava a casa ugualmente, ora invece no. Non credo che i ragazzi siano diventati dei brocchi tutto d’un tratto, è solo una mera questione di centimetri. Anche ieri di occasioni se ne sono state create, forse in modo minore rispetto ad altre gare, ma la cosa che più mi preoccupa è la mancanza di cattiveria e di quell’essere cinici che prima era la nostra prerogativa principe. Ho letto sui social che tutti si sono scagliati contro la direzione arbitrale, certo non è stata casalinga, ma questo lo sapevamo, ma ritengo che non ci siano stati episodi clamorosi a nostro sfavore. Al direttore di gara si possono imputare forse alcune scelte con valutazioni di fallo discutibilmente erronee, con fischi e interruzioni sempre ed esclusivamente a favore dei difensori isolani, certo che questo alla fine abbia generato negli avanti nerazzurri, un certo disagio questo è palese che è sfociato in isteria all’ennesimo presunto fallo. Di questo ha fatto le spese il nostro “toro” espulso, con la spada di Damocle per una squalifica che sicuramente sarà di diverse giornate. Bisogna anche essere attenti a fare determinate dichiarazioni in conferenza stampa, se oggi si dice che gli arbitri non sono sereni quando dirigono gare che vedono l’Inter protagonista, cosa accadrà domani quando queste dichiarazioni saranno di dominio pubblico? Ultima considerazione proporrei al signor Conte di essere più tranquillo e di cautelarsi perché la crociata che ha messo in campo contro la sua ex squadra, non vedrà vincitori i nostri colori se si continua a denigrare l’operato societario. Ci sono giocatori che ha voluto in primis lui, e se ultimamente stanno accusando degli appannamenti in campo e specie sotto porta, la colpa non è della società e quelli che arriveranno sotto suo consiglio, presumo, lasciamoli lavorare in pace, e come recita quel famoso proverbio: se son rose, fioriranno. …Amala!
In un pomeriggio di sole abbiamo smarrito la giusta via per essere quelli di un tempo, ci vorrebbe il migliore Indiana Jones per rimanere sulle tracce e ricercare l’Inter perduta. Anche in questo pomeriggio, come c’è già capitato nelle ultime apparizioni, siamo stati immobili, caotici, negativi, senza corsa né lucidità, direi quelli che non vedevamo da un pezzo, in una sola parola quell’accozzaglia di giocatori di spallettiana memoria. Nessuno che si proponeva e con due ali, o presunte tali, che non riuscivano a saltare l’uomo né a crossare in maniera degna. Qualcosa sta cambiando in seno alla squadra, non è possibile che tutto a un tratto sia sparito, una squadra che ambisce a un ruolo da protagonista non si lascia sopraffare dall’avversario, anche perché nelle ultime sei gare ne abbiamo pareggiate ben quattro, non sono questi i numeri di chi lotta per un traguardo importante. Sarà che forse molti giocatori sono distratti dalle voci di un mercato, che si annuncia altisonante, ma sinora tutto tace. Abbiamo acquistato un ragazzino di 34 anni, forse questo highlander ci farà fare il salto di qualità? Speriamo bene anche perché chi ricopre il ruolo di questo inglese dal nome sempre verde, nella nostra squadra è davvero imbarazzante. Il nostro mister continua nelle imprecazioni, ma la sostanza non è per niente cambiata, si denota un certo nervosismo nello spogliatoio. Io avevo sempre lodato il nostro tecnico salentino, per il suo carisma e voglia che riesce, a trasmettere nei calciatori, ma stavolta non c’è riuscito neanche lui. Dove ricercare la causa di tutto questo malessere? Forse nella gara di ieri, in vari fattori, ce ne sono state molteplici, proviamo ad effettuare una disamina. Per primo la nostra mancanza atavica di una fame che prima c’era e si vedeva, si aggrediva l’avversario con forza e coesione, oggi tutto si è tramutato in uno stato quasi comatoso e di una sazietà che non ha portato alcuna vittoria fondamentale, né di trofei. In contrapposizione gli avversari contro di noi raddoppiano sempre i loro sforzi e anche ieri i salentini hanno quasi messo il loro autobus dinanzi alla porta per lasciarla inviolata, tant’è che Samir ha trascorso un pomeriggio quasi di ferie. Non riusciamo più a tenere il risultato e al posto di dare il colpo di grazia per un raddoppio salutare, ci facciamo riprendere quasi da squadra di categoria inferiore. In ultimo non siamo fortunati ultimamente con gli arbitri, tutto il clamore per la scorsa gara di campionato contro l’Atalanta, ha prodotto un certo imbarazzo nella classe dirigente, per carità non voglio pensare a determinate prese di posizioni nei nostri confronti, ma già dalla gara di coppa Italia, dove ci sono state delle decisioni davvero imbarazzanti, si è visto ma per fortuna nonostante tutto poi tutto è andato bene come sappiamo, con il passaggio del turno. Anche ieri al via del mare il sig. Giacomelli ne ha combinate davvero delle sue, io questo direttore di gara l’ho sempre dichiarato un sopravalutato, secondo me dovrebbe dirigere in categorie inferiori e non far danni nella massima serie. Ha compiuto scelte cervellotiche che non stanno né in cielo né in terra, ma purtroppo non possiamo farci nulla, tanto oramai tutto è già passato, bisogna riflettere, reagire e far tesoro degli errori commessi, se vogliamo tornare, a essere quelli di qualche mese fa. Non credo che dei professionisti, come credo siano i nostri giocatori, si facciano prendere la mano da notizie, che al momento non sono del tutto veritiere, e sino a quando non c’è qualcosa che stabilisca il contrario, devono onorare la maglia che indossano e chi li sostiene allo stadio. Ultimo accenno alle punte tanto osannate in altre circostanze, questa volta non sono state decisive, ieri non hanno avuto una reazione logica hanno cincischiato senza un reale costrutto. Tengo a precisare però anche il resto della squadra non è che abbia fatto meglio, tutti in balia di una vittoria che credevamo facile sulla carta, ma il più delle volte si rivela ostica quando si scende in campo, sono queste le gare che possono permetterti di fare il salto di qualità. Con queste squadre chiuse a riccio, se sei lento e prevedibile, fai il loro gioco, tant’è che noi in questo momento abbiamo fatto questo, regalando di fatti un punto al Lecce. Ora non ci resta che leccarci le ferite, sperando che quei colpi di mercato arrivino presto e non l’ultimo giorno e all’ultimo secondo, perché per crescere e divenire una grande squadra, bisogna essere certi e operare al meglio e senza aspettare l’ultimo istante. La programmazione va fatta per tempo senza lasciare spazio a critiche e senza dar adito a incomprensioni. Domenica ci si presenta la gara di mezzogiorno, sperando sia di fuoco per i nostri colori e che non giochino ancora una volta con questa rilassatezza disarmante, anche perché ci sono squadre che corrono e se noi camminiamo, tutto poi potrebbe essere vano! Piccolo pensiero domenicale, come mai non è stato fatto un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Pietruzzo Anastasi? O per lo meno non in tutti i campi di gioco, questo vuol dire che anche nella morte ci sono campioni e presunti campioni, che tristezza!! …Amala!!!!
Tutto faceva
presagire a una gioia immensa visti i presupposti, e poi essere presenti allo
stadio per antonomasia, non ha prezzo. L’uscita dallo stadio a fine gara in
modo alquanto mesto, ha reso il viaggio di ritorno verso casa, come non mai, davvero
triste. Col senno di poi a bocce ferme abbiamo razionalmente condiviso l’idea
che visto com’è andata possiamo dire, noi che amiamo questi colori, di aver
guadagnato un punto anziché no. Personalmente avevo uno score invidiabile, ogni
volta che sinora ho visto una gara a San Siro con gli amici dell’Inter club
Giacinto Facchetti di Fano, e con altri in precedenza, la nostra cara Inter era
sempre stata vittoriosa, ma stavolta no, peccato. La cosa che fa, però più
specie è l’aver visto i nerazzurri padroni di casa in balia del gioco, perfetto
e ordinato e pulito, degli orobici, non si può negare l’evidenza, purtroppo
viene fuori il mio lato sportivo che non riesce a favorire quello del tifoso. Procediamo
con i vari step del racconto. L’ingresso allo stadio insieme agli amici di
viaggio è stato tranquillo, una volta raggiunto il nostro posto, ci siamo
goduti il gioco di luci davvero bello con la presentazione dei ragazzi in campo
e anche quello che è susseguito al calcio d’inizio, e cioè la bellissima rete
del “El toro” Lautaro Martinez, proprio sotto la curva dov’eravamo posti. Una
gioia impagabile che va in contrapposizione per quello che abbiamo dovuto
provare nel pareggio atalantino e la successiva gioia del rigore parato dal
nostro capitano, l’immenso Samir. Certo il gioco non è stato brillante, questa volta,
però il nostro tecnico non dovrà inalberarsi se nelle varie conferenze stampa e
interviste, gli chiedono del suo gioco dedicato esclusivamente al contropiede e
al lancio lungo per la nostra boa Lukaku, che in quel modo non può essere
letale. Se in altre gare questo sistema di gioco, ha offerto punti anziché spettacolo,
ieri sera assolutamente no, non è questo il gioco che si meritano le oltre
settantamila persone che si sono recate allo stadio, innamorati di questi
colori e di questa squadra. Caro signor Conte così non va per niente bene, è
bastata una buona squadra come l’Atalanta, che fra l’altro ha un organico che
gioca insieme da diversi anni, per metterci in una difficoltà. Gli orobici hanno
giocato una gara perfetta dalla quale sono stati evidenti i segnali devastanti
di quello che hanno prodotto, nella quale sono stati gli assoluti padroni. La cosa
che mi ha lasciato basito e della quale non riesco ancora a farmene una
ragione, e che se nel primo tempo almeno si è provato a giocare, nella ripresa
si è rimasti bassi senza più giocare, lasciando il pallino del gioco
completamente agli avversari, no questo non è il gioco che abbiamo visto
sinora! In onore a tutte quelle persone presenti sugli spalti si sarebbe dovuto
produrre uno spettacolo diverso, e se proprio l’avversario doveva vincere almeno,
avrebbe dovuto sudare le proverbiali sette camicie, ma in questo modo no,
essere succubi non produce autostima né nella squadra e nemmeno nei tifosi.
Conclusa la gara si è tornati a casa con la consapevolezza che almeno per come
sono andate le cose di aver guadagnato un punticino, che se non ci fosse stato
il nostro capitano coraggioso, l’eroe Samir che ha ipnotizzato Muriel in
occasione del rigore che ha ben parato, la sconfitta era sicura e ci poteva
stare senza alcuna recriminazione. Onore alla Dea e da sicuri sportivi prima
che tifosi ottusi, dobbiamo fare uno chapeau di riverenza, perché sono gesti da
fare quando sono giusti, in onore a una signora squadra. Invece non tollero
tutti quei commenti e post che i tifosi di altre squadre postano senza avere
contezza di quello che dicono, certo non hanno quella competenza che hanno
invece certi giornalisti e in special modo quelli di Sky, ma anche altri non
sono stati da meno, che non vedono l’ora di denigrare la nostra beneamata
squadra. Io ritengo che sia giusto porre in attenzione qualora avvengano errori
marchiani dei direttori di gara, e chi controlla i cosi detto Var si faccia
sentire, ma gridare allo scandalo quando come ha decretato anche Gasperini nel
post gara di un rigore, e per giunta anche con l’espulsione di Lautaro Martinez
nei confronti di Toloi. Bene a questi signori vorrei dire che prima di creare
ancor più acredine, bastava solo guardare i filmati e rendersi conto che tutto
è scaturito da una spinta vigorosa ai danni di Lautaro, di Zapata, che cadendo
ha causato la caduta di Toloi, ecco che tutto si sarebbe potuto sedare prima
ancora di causare un tam tam mediatico ai danni di chi avrebbe dovuto subire
oltre al danno anche la beffa. Bisogna anche essere realisti e capire che forse
nel direttore di gare tutte queste lamentele lo abbiano indotto alla
concessione di un rigore a dir poco generoso, quanto inutile il fallo del
seppur bravo Bastoni che avrebbe potuto e dovuto attendere che la palla
scendesse un po’, per poter intervenire. Le lacune sono evidenti e i correttivi
sono d’uopo, in buona sostanza speriamo solo che s’intervenga prontamente nel
mercato riparatore di gennaio, con quegl’innesti che al momento attuale sono
davvero necessari, tanto la vetta del campionato sarà sicuramente perduta, come
spero non le nostre certezze di ritrovare una squadra sicura e vincente! …Amala!
Finalmente si riprende con il calcio giocato. Il giorno dell’Epifania appare propizio, siccome siamo certi di essere stati bravi e buoni, ecco che la squadra partenopea ci ha omaggiato, al pari della simpatica vecchina con la scopa, di tanti regali. Mi è sembrato giusto porre in evidenza che in contrapposizione i campani abbiano ricevuto tanto carbone, per gli errori marchiani quanto evidenti che i loro difensori hanno compiuto, però è giusto anche sottolineare che in taluni casi bisogna essere bravi e pronti ad approfittarne. Come d’altronde è giusto porre in evidenza la sontuosa gara compiuta dai nostri attaccanti, coadiuvati benissimo dai centrocampisti, che hanno tenuto in apprensione la retroguardia avversaria. Mi piace evidenziare però, il gran lavoro del nostro colosso di ebano che ha impreziosito la sua prestazione con due reti, tutto ciò è stato rimarcato dalle considerazioni post gara anche dal nostro tecnico, che tirandosi un sassolino dalla scarpa, ha detto, quando è stato intervistato e rivolgendosi a chi contestava il lussuoso e costoso acquisto del belga, “ma non era una pippa?”. Sorridendo, con quel ghigno di sfida, conscio che avrebbe scommesso tutto su Romelu, l’ha sempre inseguito e ora che è nella rosa, se lo tiene ben stretto, conscio di quello che può ancora dare alla squadra. Anch’io a volte l’ho criticato, per il semplice motivo che guardando in gara, la sua propensione al sacrificio e l’aiuto ai compagni, appaiono evidenti le enormi potenzialità calcistiche di cui dispone, la cosa però che fa specie è l’incaponirsi tal volta in dribbling improponibili e a volte sembra litigare con la palla tra i piedi. A suo favore basti considerare anche l’età e quei suoi 26 anni in cui sono tangibili i margini di miglioramento. I detrattori nerazzurri sono dietro l’angolo e sicuramente diranno che più che l’Inter, la gara l’ha persa il Napoli, io a queste persone rispondo che bisogna guardare innanzitutto l’andamento della stessa, nella quale i ragazzi hanno esercitato una costante pressione e giocato con intelligenza e carattere, facendosi trovare pronti a ogni evenienza. Con questo non voglio omettere che certi errori marginali ci sono ancora, non sono svaniti non v’è dubbio, solo il lavoro costante in allenamento può eliminarli, il nostro tecnico lo sa è coerente, ecco perché la nostra squadra è in costante evoluzione con una crescita continua. Credo tuttavia che nei ragazzi stia crescendo sempre più l’autostima e la certezza nei propri mezzi per fare in modo di raggiungere tanti altri traguardi importanti, solo il lavoro potrò però smussare ogni sfaccettatura negativa che purtroppo è ancora presente. Finalmente l’ennesimo tabù è stato sfatato, si torna a casa vincitori dal San Paolo, dove la vittoria mancava da diversi decenni, come dicono le statistiche, consapevoli che giocando con coerenza, coraggio e personalità altri ne cadranno. La gara del San Paolo ci ha consegnato una squadra che lotta ed è capace di soffrire quando necessita, ma è anche vero che avendo quei due lì davanti, l’inventiva è dietro l’angolo, nulla è scontato, la finalizzazione è pressoché a portata di mano. Al fianco di Lukaku bomber indiscusso, sta crescendo in modo esponenziale anche Lautaro, non dico eresie esponendomi nel giudizio che secondo me sarà molto più forte e completo del suo connazionale che l’ha preceduto, di cui non si sente né si avverte la mancanza. Unica nota negativa è l’esclusione dal big match di sabato sera contro l’Atalanta, dove mancheranno per squalifica, di Skriniar e Barella, grazie al comportamento cervellotico di un arbitro che quando vede il nerazzurro ha una tale avversione che non ha una logica. Doveri lunedì ha dispensato gialli a iosa, ma la cosa assurda che la maggior parte dei quali sono stati indirizzati alla nostra squadra, lasciando ai partenopei il dovere di commettere falli e usare comportamenti plateali, restando impuniti. Certo quando il fallo è brutto, oppure è causa di un comportamento plateale, è giusto che sia punito con il cartellino giallo, a norma di regolamento, ma deve essere razionalmente equanime il giudizio e per entrambe le squadre, cosa che il sig. Doveri non ha fatto. Di qui a fare cattivi pensieri che tutto sia pilotato, ce ne vuole, per carità, ma i presupposti ci sono tutti, e che la strada fosse stata spianata per altri. Noi siamo superiori e non vogliamo pensare a un artificio, però come ho sempre sostenuto a pensar male si fa peccato ma tal volta s’indovina. Ora testa all’ultima gara del girone di andata, di fronte avremo l’Atalanta che gioca a meraviglia e che almeno per chi come me ha dei ricordi bellissimi ed evoca una sontuosa vittoria ai danni degli orobici di qualche anno fa. E’ vero che non tutte le gare sono uguali, ma è anche vero che in taluni casi è importantissimo l’approccio alla gara, sperando che non ripetano i nostri consueti errori e chiudere con coraggio la gara portando a casa quello di cui abbiamo bisogno: la vittoria! Personalmente sarò presente sugli spalti a incitare a più non posso i nostri beniamini e come anni or sono spero che ci siano i presupposti per gioire ancora una volta. Sono però convinto di assistere a una bellissima e intensa gara!!! …..Amala!!!!
Se alla vigilia l’ultima
gara di quest’anno calcistico, poteva darci qualche pensiero, ebbene in virtù
della buona partita dei ragazzi e della pochezza del grifone, tutto si è
compiuto nel modo migliore! Difficile analizzare razionalmente questa gara, se
ci si ferma un attimo a pensare dei punti gettati alle ortiche nei due turni
precedenti. Certo è anche vero che non sempre si può vincere, è un dato di
fatto, ma sprecare le occasioni che ti si presentano, non va per niente
bene. Questo pomeriggio si è rivista la
voglia di far bene di una squadra che ha creduto di poter portare a casa, mi
riferisco sempre alle scellerate ultime due gare di campionato, i tre punti con
il semplice compitino, invece no, non è così che vanno le cose! Bisogna lottare
sempre al massimo ed essere lucidi, concretizzando al massimo la minima
occasione quando ti si presenta. Ultimamente avevo un attimo preso di mira il
nostro gigante, il nostro armadio di ebano, che guardando la gara di sabato
avevo bonariamente paragonato a Blisset per quello che faceva in campo. Certo le
premesse non erano del tutto positive, ma è scoccata quella scintilla che tutti
stavamo aspettando ed ecco che da pesante fardello per la squadra è diventato
leggiadro, ha fatto tutto da solo una rete spettacolare su invito di Candreva,
un passaggio perfetto, coprendo inizialmente la palla per l’inserimento di Gagliardini
in occasione del raddoppio e poi ne vogliamo parlare del suo gesto? Semplicemente
spettacolare da libro cuore, da chi ha un’umanità immensa, rimarcato da tutto
lo stadio che l’ha osannato. Ha dato la possibilità al ragazzino campano, al
nostro “cucciolo” Esposito, di entrare nella storia nerazzurra come secondo
marcatore più giovane di sempre dietro solo all’inarrivabile Mariolino Corso. Queste
doti se le hai insite nel tuo dna le tiri fuori al momento giusto, ecco perché oggi
mi sento di osannare il nostro Romelu Lukaku. Considerando l’età e il margine
di miglioramento che ha nel tempo, è sicuramente un grandissimo campione, basti
solo pensare alla quarta rete che ha siglato, una perla di rara bellezza:
chapeau Romelu ti vogliamo così! Erano davvero tanti anni se non erro, correva
l’anno 2010, che non si restava in cima al campionato, alla conclusione dell’anno
calcistico di riferimento. Certo non si è vinto nulla, anzi, è tutto da giocare
anche perché prima del giro di boa, della conclusione del girone d’andata, ci
aspettano due belle gare, diciamo davvero “toste”, alla ripresa il giorno 6
gennaio faremo visita al Napoli al San Paolo, quindi in casa con quell’Atalanta
capace di rifilare una bella “manita” ai cugini rossoneri. La nostra speranza
più grande è che si ritorni a essere quella squadra brillante ammirata sino a
due mesi fa, con i rientri dei vari Sensi, Barella e Sanchez e magari con
qualche innesto nei punti nevralgici dello scacchiere nerazzurro, forse
riusciremo a tornare a far girare la palla nel giusto verso, quello del
divertimento puro. Ora godiamoci in santa pace questo periodo di riposo,
disintossichiamoci lasciando fuori uscire quelle tossine negative accumulate e dovute
alle imprecazioni calcistiche, rivolgiamo il nostro pensiero più genuino alle
nostre famiglie per le imminenti festività natalizie, per questo mi sento in
prima persona come Presidente dell’Interclub Giacinto Facchetti di Fano di
esternare a tutti voi, a nome mio personale e di tutto il direttivo che
rappresento, i migliori auguri di un Sereno Natale e che il nuovo anno porti
serenità e realizzi ogni desiderio che ognuno cela nel proprio cuore. Per la nostra
squadra e i nostri ragazzi conservi intatta la fame e voglia di vittorie, noi
saremo sempre pronti a osannare chi onora la nostra maglia… A*U*G*U*R*I …Amala!!!!
Mai una citazione fu più appropriata all’assurda situazione che ha vissuto l’Inter nelle ultime tre gare. Nell’arco di dieci giorni si sono perse tante certezze che si possono recuperare questo è vero, ma la cosa più preoccupante è l’aver perso ben 4 punti in classifica e il mancato passaggio del turno nell’Europa che conta, quella Champions che ci risulta sempre più indigesta. Non vorrei però avallare la situazione del nostro tecnico nell’alibi della mancanza di pedine importanti in squadra. Certo Sensi, Sanchez e Barella sono giocatori importanti nello scacchiere nerazzurro, ma non si possono imputare a queste defezioni l’assoluta incapacità di chiudere le gare quando si sprecano tantissime occasioni per fare goal. Credo che in sede di campagna acquisti il tecnico, in comune accordo con la società, abbia adottato un piano di ricerca e di acquisto di quei giocatori che sarebbero stati utili alla squadra, giocatori con personalità, almeno un sostituto per reparto, validi e di primissimo piano per non farsi trovare impreparati in condizioni che si possono verifica nel corso di una stagione: gli infortuni! Invece cos’è stato fatto nel mercato estivo per sopperire a ciò? Nulla di concreto, tutte le risorse sono state spese esclusivamente alla ricerca di una punta, che è arrivata quasi a mercato chiuso, il resto che necessitava alla squadra? Il nulla più assoluto! Colpi ottimi sono stati messi a segno questo e dinanzi agli occhi di tutti, ma tranne il centrocampo dei vari Sensi e Barella, Sanchez in attacco ma dei loro degni sostituti neanche l’ombra. Ora ci troviamo a fare mea culpa per quello che si poteva fare e che non si è fatto, ecco perché oramai non dobbiamo illuderci più di tanto, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Personalmente non ho mai ritenuto fondamentale il Lukaku visto sinora, un armadio di ebano che litiga con il pallone e che non riesce a saltare l’uomo, certo dalla sua vi è l’assoluta capacità di coprire la palla, vorrei vedere il contrario con quella stazza che si ritrova, servendo il compagno meglio piazzato. Credo però che visto il costo ci si aspetterebbe qualcosa di più, non dico che avrebbe dovuto vincere le gare da solo, ma sprecare occasioni limpide che gli sono presentate nelle ultime tre gare, questo no, non è tollerabile! Non tollero in egual misura quando si parla di giocatori che sono al culmine, che non hanno più energie che stanno spendendo ogni risorsa per il bene della squadra, ma ci mancherebbe altro! Per quello che fanno, sono lautamente pagati e non c’è stress più grande nel dover arrivare alla fine del mese per chi non ha lavoro o per l’operaio in fabbrica, per loro invece non ci sono spiegazioni se in campo camminano, se non hanno la lucidità mentale per restare concentrati, lo andassero a dire a chi vive con poco più di mille euro il mese. Sono dei privilegiati e devono meritarsi sul campo quello che percepiscono, non ci sono scuse né attenuanti e direi di fare basta con gli alibi, favoriscono solo chi vuol mascherare la propria incapacità incolpando esclusivamente altri fattori. Ecco un assist per il nostro tecnico, come farà sabato contro un Genoa affamato di punti salvezza a schierare una squadra all’altezza, che nonostante le continue defezioni, ci sarà da sostituire Brozovic a centrocampo e Lautaro Martinez in avanti? Ai posteri l’ardua sentenza, spero solo che si chiuda al meglio quest’anno calcistico e che nel prossimo ci si confronti con stimoli nuovi, ma principalmente con una rinnovata voglia di vincere, ma sul serio! Ultima disamina per quello che è accaduto ed è stato scritto su di una testata giornalistica sportiva nazionale, io da profano e con la mia umiltà dico solo che ci potevano essere diverse opzioni da adottare. Per esempio si poteva fare ugualmente la conferenza stampa, isolando quella testata giornalistica incriminata impedendone l’ingresso, ci vuole rispetto delle parti in qualunque contesto si poni l’accento, quel rispetto che merita l’Inter e tutti quei giornalisti che si comportano onorando quel codice deontologico che è insegnato a chi pratica quel mestiere. Noi profani vogliamo solo essere degni dei nostri beniamini ma devono meritarsi il nostro amore, ma come sta accadendo ultimamente, non va certo bene. Ora basta lamenti, ci si deve rimboccarsi le maniche e pedalare, c’è un campionato da onorare, come d’altronde una coppa Italia e l’Europa League! ….Amala!!!!