Epilogo più amaro non ci poteva essere, purtroppo è capitato e
dobbiamo farcene ahimè, una ragione. Dopo tutto, nessuno avrebbe potuto
immaginare quanto si è rivelato nel corso di questa stagione, che verrà
ricordata per alcuni eventi che l’hanno contraddistinta. Certo preoccupa la
situazione sanitaria, questo è fuori di dubbio, tutte le altre cose sono futili
dinanzi a seri problemi di salute causati alla collettività, per una pandemia
che non cessa di mietere vittime. Tutto passa in secondo piano, tutto è di
contorno anche se in questa insolita stagione calcistica potevamo, nonostante
tutte le vicende che ci hanno visti protagonisti, essere presenti negli annali
con il nostro nome ben impresso con un trofeo che poteva fare bella esposizione
in una bacheca non che aspetta altro che essere rinverdita, già poiché sono
passati circa dieci anni dall’ultimo trofeo. Nessuno avrebbe puntato un solo
centesimo, qualche tempo fa, parliamo di luglio non di molti mesi fa,
sull’acquisizione di qualche “titulo”, come avrebbe detto il nostro compianto
Josè. Difatti ci siamo ripresi con forza e coerenza quella posizione in
classifica del campionato di serie A, che più ci competeva, terminandolo in
crescendo con delle bellissime vittorie e poi abbiamo reso onore a quell’Italia
calcistica, tanto bistrattata in campo europeo, arrivando ad una finale
inaspettata, resa ancora più amara dal comportamento spagnolo, da un arbitraggio
a dir poco inadeguato, condito da una serie di nostri errori che non trovano
scusanti: in finale devi essere cinico e raddoppiare gli sforzi per cercare di
portare a casa il trofeo a qualunque costo, senza cadere nelle trappole angosciose
delle pantomime create ad hoc dagli spagnoli, atte a causare solo una palese
perdita di tempo. Al termine di tutto si tirano le somme, si vedono e
analizzano i pro ed i contro di una stagione calcistica. Siamo arrivati al secondo
posto in classifica ad un solo punto della vincitrice del campionato, questo
deve essere il punto di partenza su cui costruire il futuro, in coppa Italia
abbiamo concesso molto spazio ad un Napoli che poi ha vinto il trofeo, cosa che
potevano, con il senno di poi conquistare agevolmente noi. Gli errori commessi
poi in Champions deve essere metabolizzati per non essere poi commessi
successivamente. In fine in Europa League, ritengo che con più astuzia potevamo
portarla a casa dopo una cavalcata esaltante, surclassando gli avversari di
turno, in serie, per poi crollare proprio sul più bello, in maniera così mesta,
dove l’artefice principe poteva portarci in vantaggio e annichilire poi gli
avversari, invece tutti sappiamo com’è andata. Non voglio per questo gettare la
croce addosso al nostro gigante, al nostro armadio di ebano, quel Romelu che comunque
in questa strana annata ha realizzato ben 34 reti, di più cosa deve fare un
bomber? Ora la nota dolente. Rimango ancora basito dalle ultime esternazioni
del nostro tecnico Antonio Conte. Che sia un personaggio sanguigno questo è
noto, ma rilasciare in conferenza stampa simili dichiarazioni danno la conferma
che sarà legittimato il suo addio alla panchina nerazzurra. Noi tifosi e
sportivi in genere non sappiamo il tenore e il sapore delle sue ultime
dichiarazioni, ma sono certo che sono state così palesi e dirette, che se non
si trova un punto d’incontro con la società, il suo addio sarà irreversibile. Credo
che lui abbia preparato quelle frasi da pronunciare in conferenza stampa, con
tale enfasi che le avrebbe dette anche ad acquisizione del trofeo, spero di
sbagliarmi ma credo sia cosa certa. Dispiace ora che abbiamo imparato ad apprezzare
il suo lavoro tanto maniacale, anche se la perfezione non appartiene a nessuno,
lui perlomeno ci stava provando avendo creando un gruppo di buoni giocatori che
stavano diventando sempre più una squadra, non dico formidabile o grandissima,
ma con il tempo lo sarebbe potuto diventare, sotto la sua guida. E ora tutto è
stato rimesso nelle mani della società, Conte ha chiesto un paio di giorni per
isolarsi in famiglia, pensando al suo futuro, poi comunicherà la sua decisione
nell’incontro che si terrà a Milano in sede, nell’appuntamento già fissato.
Spero che tutto vada per il meglio anche perché il suo impegno preso per
portare l’Inter a grandi livelli era stato programmato in un termine temporale
di tre anni e se dopo il primo anno tutto è stato messo in discussione, deve
essere successo realmente qualcosa d’irreparabile. La sua richiesta è di una
società presente che tuteli il suo lavoro, l’Inter deve farsi sentire nelle
sedi competenti, non possiamo permetterci il lusso di perdere credibilità per
colpa di persone che non fanno il bene di questi colori. Ci vuole chiarezza innanzitutto
con una seria programmazione fatto con il tecnico, lasciando quel margine che
chiede per farlo lavorare al meglio, l’approssimazione non porta da nessuna
parte in special modo per chi vuole crescere e tornare a rinverdire i fasti che
furono, non ventenni or sono ma solamente dieci anni fa. Noi tifosi ci speriamo
e continueremo a sostenervi, perché la cosa che a noi conta e l’Inter su ogni
altra cosa! …Amala!!!!
Si attendeva una bella prova dei ragazzi e alla fine in quel di
Bergamo si è rivista una squadra che ha voluto fortemente questo risultato: la
vittoria! La cosa però che fa strano sono state le dichiarazioni del nostro
tecnico, distruggendo con quello che ha detto in conferenza stampa post gara,
come il classico colpo di spugna, tutto l’entusiasmo che si era creato a fine
gara. Davvero impensabile un comportamento del genere, attaccare coloro i quali
ti pagano, anzi ti coprono di denari, in quel modo e senza mezzi termini affermare
che ne lui e il suo staff e tanto meno la squadra sono tutelati. Ma di cosa
stiamo parlando, lui con quello che guadagna dovrebbe andare in Cina a piedi,
secondo me questo è uno smacco vero e proprio nei confronti di altri allenatori,
meno fortunati, che farebbe carte false per essere al suo posto. Lui che
chiedendo giocatori a lui confacenti ha fatto spendere un patrimonio importante
alla proprietà, e secondo me è anche giusto che le maestranze abbiano da ridire
su comportamenti non proprio consoni e su un gioco che non sempre è stato all’altezza
delle aspettative. Se il nodo della discordia è stato Eriksen, mi chiedo allora
perché ne ha avallato l’acquisto, poteva certo dire che non era confacente al
suo modulo, come ha fatto con Nainggolan. Stando così le cose non mi è sembrato
giusto fare quella sparata dinanzi a coloro i quali non aspettavano altro che
fare i titoloni sui giornali, mettendo in ridicolo una società che è sempre
stata bistrattata dalla stampa, sempre in attesa di aumentare questo
stillicidio di notizie, a nostro danno, che non proprio edificanti. Il suo
assist a fine serata ha creato maggiore indecisione negli addetti ai lavori,
confermando quel suo malessere che è sempre stato latente ma che ora, nell’ultima
gara, è divenuto più visibile che mai. La domanda che mi pongo, come credo lo
facciano la maggior parte dei tifosi che amano questi colori, stante così le
cose perché ha accettato l’incarico? Non credo che la proprietà abbia
contraddetto o mercanteggiato la sua richiesta d’ingaggio così lauto, né tanto
meno le sue richieste d’acquisto di giocatori, come non credo che il pomo della
discordia possa essere stata il mancato acquisto di Vidal. Stiamo parlando di
un buon giocatore e non certo di quel Messi che la società sta provando a
prendere. Sono davvero deluso da questo suo cervellotico comportamento, le cose
vanno chiarite nelle apposite sedi e non sparlando ai quattro venti di una
situazione insostenibile. Dice che il gap con i campioni torinesi è ancora
sostanzialmente alto, sia a livello di rosa che societario, lo è sicuramente,
anche perché a Torino non ti permettono di sparlare nei confronti della proprietà
a proprio piacimento, e questo lui lo sa benissimo. Ha affermato che non si è
sentito tutelato né protetto e che a fine stagione vedrà cosa fare: caro signor
Conte si deve rendere conto che con questo suo atteggiamento la società
potrebbe rimettere tutto in discussione, i cinesi hanno rispetto e lo
pretendono: è nella loro cultura, quello che nei suoi continui malesseri e piagnistei
non ha certo messo in evidenza. Questa sua posizione sta facendo passare in
secondo piano il raggiungimento di un traguardo di una posizione di prestigio,
anche se lei stesso ha rinnegato più volte definendo, quel secondo posto che a
noi tifosi ci onora, la prima posizione dei perdenti. Sicuramente non porta
titoli, ma ti sprona a fare meglio che può essere interpretato solo con un’unica
parola: scudetto! Caro signor Conte noi
abbiamo ricordi indelebili di chi ci ha messo sempre la faccia dinanzi alle
telecamere e non certo per piangere o lamentarsi, aveva uno stile tutto suo e
un carisma che di certo non si acquista al supermercato. Lei si sente un “top allenatore”,
lo è sicuramente nello stipendio, ma sul lato umano deve ancora lavorarci su,
in determinate circostanze ci vuole chiarezza, quella condizione necessaria per
rendere duraturo un rapporto di lavoro, e il parafulmine per il bene della
squadra non lo si fa solo un anno, ma credo per tutta la durata del contratto,
altrimenti se si è scontenti è giusto rimettere il proprio mandato facendosi da
parte. Nella vita si è tutti utili, ma nessuno è indispensabile. Voglio
chiudere questo intervento, ultimo per questo campionato affermando con
orgoglio che l’Inter a mio avviso ha raggiunto una posizione di prestigio avvalorata
da dei primati davvero importanti come: la difesa meno battuta del campionato,
il secondo miglior attacco, la squadra meno battuta, tutto ciò vorrà dire pur
qualcosa, o sbaglio? Quindi signor Conte rinsavisca e faccia marcia indietro,
il popolo nerazzurro ha bisogno di certezze e non di continue minacce o
lamentele, perché noi siamo l’Inter e il resto non conta, con lei o senza! …Amala!!!!
Con la gara di ieri sera, l’ennesima alle ore 21.45, salutiamo questo campionato casalingo alquanto tribolato, con un sentito e fiducioso arrivederci al prossimo, sperando di rivedere nuovamente gli spalti gremiti di tifosi festanti che sventolano i nostri vessilli. Anche la gara con il Napoli non è stata affatto semplice, se si legge solo il risultato è facile incorrere in errore, anzi si è dovuto interpretare in campo un copione che ci ha visto sotto scacco per diversi periodi della gara. Anche se il primo tempo ci ha visto chiudere in vantaggio, devo dire mio malgrado che non è stato propriamente veritiero, per le tante occasioni partenopee, ma è altresì vero che oltre alla rete di D’Ambrosio, c’è stato un miracolo di Meret su tiro di Brozovic allo scadere della prima frazione. Forse memore delle occasioni lasciate al Napoli, il secondo tempo ci ha visto più guardinghi, abbiamo accorciato gli spazi, in questo modo abbiamo goduto di notevoli ripartenze, non soffrendo più come nel primo. Sugli scudi la voglia dei ragazzi di portare a casa una vittoria, conservata con le unghie sino alla rete liberatoria di un Lautaro Martinez apparso quello di un tempo, speriamo che per questo finale incandescente di averlo ritrovato sia mentalmente che fisicamente, ci necessità terribilmente quel giocatore, quel “toro” che abbiamo imparato ad apprezzare. Anche ieri sera si sono viste delle giocate bellissime, fatte in sincronia perfetta e se non hanno prodotto delle reti è solo per un demerito dettato dall’agonismo, ma anche dell’essere approssimativo: vero Biraghi? Forse è giusto così, un risultato più corposo avrebbe ulteriormente danneggiato un bel Napoli, che ha fatto la sua onesta partita e mi sento di dire che avrebbe meritato di più. Ad onor del vero, tutto sommato, noi ci siamo meritati questo risultato, in considerazione che c’è ancora una battaglia da combattere in quella Bergamo che vedrà esaltare le nostre ambizioni o sprofondare in una considerazione di un piazzamento Champions che potrebbe essere messo in discussione se si verificassero alcune condizioni, diciamo astralmente improbabili ma tuttavia possibili. Sembra davvero assurdo, se dovessero verificarsi tali condizioni letali, per il semplice motivo che appare altresì cervellotico considerare, quasi azzerando con un colpo di spugna, tutti gli sforzi che ha compiuto e lottato strenuamente per tutto questo campionato, oltre le umane possibilità fisiche, chi si è guadagnato un prestigioso posto in classifica, di concerto non sarà la stessa cosa per i vincitori di questi ipotetici incastri. In sintesi ricapitolando, per la quarta in classifica non è detto che partecipi alla prossima Champions, scivolando in questo modo nella partecipazione alla coppa meno nobile. In virtù di queste ipotetiche, ma alquanto reali condizioni, dobbiamo fare tesoro della gara di ieri sera, perché l’agonismo messo in campo dagli azzurri può essere paragonabile a quello che metterà in campo l’Atalanta, forse fatto di più corsa e coesione, che ci aggradirà in ogni zona del terreno verde. La posta in palio è altissima e non dobbiamo lasciarci sopraffare, ribattendo colpo su colpo sino all’ultimo minuto, senza commettere errori veniali in difesa come quelli visti ieri sera. La forza d’urto dei bergamaschi è notevolmente superiore a quella partenopea, e in casi come questi la concentrazione è d’obbligo. Mai come in quest’ultima gara di campionato, dobbiamo essere coscienti che siamo noi gli artefici del nostro futuro, in cuor nostro di tifosi è viva la speranza che se in altri casi abbiamo inesorabilmente fallito alla fatidica prova del nove, questa volta non ci sfugga la consapevolezza di aver meritato quel posto che più ci compete, per ripartire al meglio programmando un nostro futuro prossimo, sempre più roseo, anzi più nerazzurro! …Amala!!!!
Altra prova in chiaroscuro dei ragazzi in estrema sintesi. Certo chi si sofferma sul risultato potrebbe facilmente credere ad una partita esaltante, bene a tratti lo è stata, però com’è nostro costume, almeno quest’anno, abbiamo dovuto tribolare un bel po’ per avere ragione di un Genoa dimesso e ben poca cosa per chi vuol salvarsi. I portieri di entrambe le squadre non hanno dovuto impegnarsi più di tanto, la differenza l’ha fatto, come non mai, la qualità dei singoli e noi in squadra ne abbiamo davvero tanta. Non riesco a spiegarmi però i lunghi tratti in cui si gira a vuoto, come si suol dire in questi casi, forse saranno stati gli impegni ravvicinati, di questo calendario folle, questo è sicuro dove la stanchezza sia fisica che mentale si fa sentire, però bisogna mordere il freno, ancora poche gare e poi sarà terminato questo campionato delle illusioni. Al Ferraris bisognava dare una risposta alla scellerata e sfortunata gara casalinga contro la Fiorentina, dove si è sciupato l’inverosimile, e le mie ritorsioni dialettiche nei confronti del nostro armadio di ebano hanno avuto la conferma ieri sera, ha disputato una gara maiuscola facendosi trovare pronto nelle occasioni determinanti culminate con il gran goal nel finale. Certo non si può essere, specie nelle gare finali del torneo, sempre a mille questo è sicuro, però mangiarsi letteralmente delle reti semplici e poi farne altre di pregevole fattura questa è la riprova che un attaccante deve crescere e solo il lavoro potrà dargli un sostanziale giovamento a livello caratteriale. Il rovescio della medaglia è rappresentato, ancora una volta, dalla gara sottotono disputata dell’altra punta, quell’irriconoscibile Lautaro Martinez che non ne sta azzeccando mezza, appare davvero involuto, svogliato e a volte irritante, non sta bene emotivamente e lo si vede ad un miglio e secondo me facendolo giocare non gli porta giovamento, anzi lo mette di continuo alla mercé di critiche feroci che di sicuro non l’aiutano. Non voglio gettare la croce addosso ad un solo uomo, ieri in molti sono apparsi stanchi, ma nonostante tutto hanno espletato il loro compitino senza infamia e senza lode, forse a tratti Moses autore di pregevoli sgroppate sulla fascia e di cui è scaturita la rete di Sanchez della tranquillità, è da mettere in evidenza. Non mi piace parlare dei singoli ma una menzione speciale va fatta nei confronti di due seri professionisti e mi riferisco a Sanchez, dal momento che è entrato in campo si è vista la sostanziale differenza con il compagno sostituito: il Lautaro fantasma, dando più brio alla fase offensiva, poi permettetemi il plauso a Ranocchia serio professionista che dal momento che viene chiamato in causa il suo lo fa senza risparmio. Certo non ha doti tecniche eccellenti, e di errori veniali ne commette, ma ha tanto cuore e in questi casi la voglia e determinazione sopperiscono a queste carenze. Bene martedì ci attende una gara un po’ più impegnativa, incontreremo quel Napoli che ci tiene a fare bella figura, anche se non chiede null’altro al campionato, tant’è che le posizioni appaiono acclarate, ma queste gare servono a Gattuso per far esperimenti, e far tirare il fiato a chi ha giocato con più frequenza, tutto in funzione della gara di Champions contro il Barcellona, e noi? Cercheremo di onorare questo finale di campionato, credendoci in un piazzamento più che onorevole e questa volta confutando le dichiarazioni del nostro allenatore, io il secondo posto lo prenderei eccome!!! ….Amala!!!!
Questa sera ci è mancata
quel pizzico di buona sorte, che non guasta di certo in serate come queste,
dov’è mancata la consueta voglia di essere cinici e concretizzare quello che si
è creato, specie nel primo tempo, che è stato davvero tanto. Poi tornato a casa
sento dichiarazioni, in tv, dagli addetti ai lavori, che ne sanno più di me,
quei giornalisti saccenti che sventolano dichiarazioni di un pareggio giusto. Forse
potranno ingannare chi non ha visto la gara, non di certo chi si è reso conto
che questa squadra ci ha provato in tutti i modi, per aver la meglio dell’avversario.
Diciamo in un certo senso che i ragazzi hanno dovuto combattere contro un
portiere in serata di grazia e contro i pali, che purtroppo ci sono e
delimitano la porta. La manovra è parsa più veloce del solito, ma solo a
tratti, mentre in alcuni casi era molto abulica, che faceva storcere il naso ai
più incollati alla tv, per fortuna sono stati nettamente inferiori ai momenti
di buon gioco. Tutto sommato la squadra non è dispiaciuta, si è creato almeno
tre nitide occasioni da rete sprecate malamente da mister 85 milioni, anche se
ad onor del vero è stato bravissimo quando ha indirizzato in porta un cross di
Eriksen, effettuato un’elevazione maestosa, colpendo un drammatico palo a
portiere battuto: da lui ci si aspetta sempre di più ne ha le capacità! La
prestazione è stata sicuramente migliore rispetto ad altre gare, ma il
risultato ci penalizza come ci è già accaduto in questa stagione, ma non
possiamo farci nulla al momento attuale tutto gira in questo modo, dobbiamo
solo fare di necessità virtù, pensando che mancano solo altre tre giornate e
poi questo campionato tormentato andrà nel dimenticatoio. A proposito come
volevasi dimostrare, giocheremo a Genova sabato alle 19.30 quindi martedì sera
in casa alle 21.45 contro il Napoli, a voi le relative deduzioni. Ci giochiamo
tutto a campionato terminato, quando si raggiungerà il culmine della stagione,
pensando che solo dopo pochi giorni ci aspetta una gara dura in Europa League.
Ovvio tutto è nelle nostre mani, toccherà arrivare a quell’impegno con una
lucidità tale da affrontare al meglio la gara che ci potrà portare ad un
trittico di gare che potranno salvare una stagione. Ci sarebbe da parlare
tantissimo dagli errori di concentrazione che questa squadra commette nel corso
di una gara, solo crescendo ed eliminandoli si potrà ambire a diventare una
grande squadra. Ho letto dichiarazioni di Lautaro dove afferma che lui quando
scende in campo da sempre il 110 per cento, ma sinora è apparso alquanto
abulico e inconcludente, non è lo stesso Lautaro che abbiamo apprezzato prima
del lockdown, la sua mente è attanagliata da mille pensieri spagnoli, si nota
che non è sereno. Se vuole diventare un campione deve scrollarsi di dosso tutte
quelle incomprensioni che da Barcellona gli hanno inculcato, pensi solo
all’Inter e a fare bene con questa maglia, il resto verrà da sé. Ultima
considerazione sul nostro tecnico, non condivido il suo pensiero secondo il
quale chi arriva secondo in campionato è il primo dei perdenti, certo in questo
modo non si fa la storia, quella la fanno i vincitori è senza ombra di dubbio,
ma il secondo gradino del podio ti può dare lo stimolo giusto a far meglio, che
potrebbe significare l’apoteosi. Ora tutti con il pensiero ai prossimi impegni
che ci restano cercando di avere dalla nostra quella dea bendata che stasera ci
ha abbandonato, dobbiamo farcela amica, meritandone i suoi servigi! …Amala!!!!
Ci stiamo trascinando stancamente verso la conclusione
inesorabile di un campionato sempre più farlocco, dove ci sono i presupposti di
una chiusura già da stasera, se non matematica, ma quasi. I paladini del bel
gioco torinese stanno oramai cucendosi sul petto, di fatto, il loro nono
scudetto di fila, ed è tutto dire, però mai come quest’anno hanno avuto un coraggioso
avversario che gli ha dato filo da torcere. Quando qualcuno si avvicinava o
cercava di rosicchiare punti, come d’incanto incautamente cadeva, avviando
sempre più il loro passaggio di gloria. Secondo il mio modesto parere, questo
campionato non doveva disputarsi, non aveva senso traghettare in un lasso di
tempo così breve una serie di gare improponibili in un periodo estivo come
quello che stiamo vivendo. Chissà cosa starà pensando il fautore, il fido
palladino della battaglia della ripresa del campionato, colui che poteva credere
e pensare di poter soffiare lo scudetto ai torinesi, ma che di fatto non ha
fatto i conti con lo sciogliersi, come neve al sole, delle ambizioni della sua
squadra. Caro signor Lotito ma davvero pensava che tutto ciò si potesse
avverare? Realisticamente ci credeva solo lui. Alla ripresa dopo la chiusura
per la pandemia è stato tutto rimesso tutto in gioco, ma sino ad un certo
punto. Chi ha ideato la ripresa, in federazione, unitamente alla stesura del
relativo calendario: è sicuramente un genio, non tanto incompreso perché ha
ideato una totale task-force, ma solo per alcune squadre. Si era deciso che si
sarebbe giocato ogni tre giorni con diversi orari per giornata, ma non per
tutti. Io non credo, né tanto meno accetto agevolazioni o masturbazioni
mentali, ma non posso credere che i ragazzi debbano giocare in maniera
preponderante alle ore 21:45, sinora è capitato ben 7 volte, con sole 3 gare
alle 19:30 e una sola volta alle 17:15. In considerazione di tutto questo se si
termina di giocare ad ora tarda come si può avere lo stesso periodo di riposo
di altre che giocano sempre alle 19:30? Considerando anche le varie trasferte. Credo
sia cervellotico, ma sembra un’alchimia ben architettata, se poi ci mettiamo
che i nostri giocatori sono in fase calante, questo è tutto dire, anche perché
vuoi che taluni hanno già l’energia in riserva, come si possono disputare gare
dove ci si gioca un pezzo di gloria? Per carità questo non vuole essere un assist
alle lamentele del nostro tecnico, mai come questa volta ha le sue attenuanti, però
è anche vero che una squadra deve trarre dal proprio ego le energie tali da far
ben senza andare in campo ed essere alla mercé dell’avversario, com’è accaduto
anche ieri specie nel secondo tempo. Se poi ci mettiamo che stavamo perdendo
una gara per colpa di un arbitro che seppur richiamato al Var, non è riuscito a
vedere il calcione rifilato a Lautaro, che anche un orbo avrebbe visto. Signori
così non è possibile, non credo che specie a Roma la Var proietta immagini
diverse da quelle reali, tant’è che è già la terza volta che accade a pro della
Roma che immagini reali e chiare, vengano confutate dall’arbitro di turno,
questo è inaccettabile! Comunque vada questa squadra al momento non può fare di
più, siamo in Champions in maniera matematica con ben quattro giornate di anticipo
e questo è tutto dire, ora dobbiamo solo pensare a giocare senza alcun assillo,
certo chiudere al secondo posto non sarebbe male, ma dobbiamo avere e mettere
nel mirino quella competizione che ci può far risollevare, quell’Europa League
che può farti fare il salto di qualità. Visto che siamo in ballo, dobbiamo
provarci oggi che tutto è oramai deciso! …..Amala!!!!
Nel posticipo del giovedì, si sono riaccese le speranze di rivedere la vera Inter, ma tutti si chiederanno: quanto sarà attendibile la prova di ieri sera? Di certo l’avversario non era di fatto irresistibile, appariva già condannato. La Spal, una modesta squadra che stava inesorabilmente sprofondando in quella serie B che gli compete, ma non remissiva infatti sono queste le gare che nascondono le vere insidie, incontrare chi non ha nulla da perdere e che brama di fare una bella figura, contro una grande, nel palcoscenico pallonaro. Certo che questo campionato è davvero strano e di fatti inqualificabile, la squadra battistrada che perde colpi e nonostante gli stenti rimane prima in classifica, le inseguitrici che cedono per questioni meramente di natura psicologica, forse direi anche caratteriale, non ne approfittano più di tanto, tant’è che a turno si sfidano per il primato e sembrano voler dire: “vorrei ma non posso!” Che questo strano campionato non abbia un padrone con gioco e qualità superiore alle altre è ben noto, ma che poi si faccia il mea culpa per quello che si è sprecato strada facendo, allora appare davvero insostenibile (vero ragazzi?). Ieri sera si sono visti sprazzi di quella Inter che tutti noi tifosi speravamo di ammirare ma che tante volte in questa stagione abbiamo appena assaporato. Certo è dinanzi agli occhi di tutti che l’ambiente nerazzurro è in continuo “work in progress”, con quei giocatori che devono ancora del tutto assimilare quelle che sono le direttive del nuovo allenatore, ma ci si chiede sino a quando? Questo anomalo campionato sta volgendo al termine, mancano solamente cinque giornate, parafrasando un leggendario fatto storico e patriottico, spero siano paragonabili alle “cinque giornate di Milano”, che ci consegnino una squadra capace di dare tutto per quest’ultimo periodo che rimane. Mi rendo conto che tutto non può cambiare nel volgere di una gara, ma rendere consapevoli una squadra della propria forza, dei propri mezzi, questo si! Come di consueto non mi piace parlare dei singoli, ma ne devo porre in evidenza almeno due su tutti: Sanchez ed Eriksen. Il cileno sembra un giocatore ritrovato, quel “nino maraviglia” che abbiamo ammirato nel periodo friulano e con inerzia sta coinvolgendo i compagni con giocate risolutive e in velocità. In contrapposizione c’è il danese che sinora non ha mostrato le sue doti calcistiche che sicuramente s’intravedono, e che gli hanno consegnato l’etichetta di top-player, ma che al momento non le ha messo al servizio della squadra, facendole fare quel fatidico salto di qualità. Il resto della squadra anche ieri sera tra alti e bassi hanno disputato la loro onesta partita, tenendo fede a quel detto che enuncia: il fine giustifica i mezzi, se si è portato a casa una vittoria importante senza correre alcun pericolo serio. Ora bisogna continuare a dar credito a quanto di buono fatto ieri sera, seppure a sprazzi, ricercando quella continuità che è mancata sinora e in special modo alla ripresa del campionato, dopo la ben nota sosta. Possiamo fare in modo che questa tormentata stagione finisca nel modo migliore, tutto dipende da noi e dalla voglia che abbiamo nel sovvertire le regole sinora consolidate, poiché siamo noi, nel modo indissolubile, gli artefici del nostro futuro! …..Amala!!!!
Una ventata di quell’aria
salubre, che si respira solo in alta quota, si è improvvisamente sprigionata sul
rettangolo verde del Meazza, dopo che si è giocati per ben 95 minuti del
posticipo della 32 giornata. Non credo che questa vittoria possa essere la
panacea che guarisce tutti i mali, ma credo possa essere un’ottima iniezione di
fiducia per un ambiente che ultimamente è sempre nell’occhio del ciclone. E’
cervellotico pensare che quando accadono nel nostro ambiente cose
extra-calcistiche, queste vengono enfatizzate in maniera esponenziale, sicuramente
tutto ciò fa parte dei giochi, di chi è alla mercé di personaggi che non
aspettano altro per fare lo scoop, però quando accadono a noi ha un’eco
incredibile. Mai come in questo momento storico l’ambiente nerazzurro avrebbe
bisogno di una certa tranquillità, per poter continuare in un percorso che
attualmente non appare incerto verso una posizione finale di tutto rispetto,
con il piazzamento Champions quasi sicuro: ma può bastare? Con il senno di poi
tutto sarebbe potuto accadere, pensando solo ai tantissimi punti lasciati per
strada, purtroppo è una nostra costante degli ultimi anni il dover recriminare,
speriamo di far tesoro delle occasioni smarrite, per nostra incapacità, e
prevedere nel corso del prossimo campionato, di essere all’altezza della
situazione che si andrà a prospettare. Credo sia opportuno continuare a credere
nel lavoro di Conte, benché una campagna acquisti faraonica non si è visto
ancora un gioco continuo e importante. Per questo bisogna tener fede che a
tutti è concessa una seconda occasione, anche perché deve ancora dimostrare di
meritarsi il suo lauto stipendio. Dalla sua forse potrebbe esserci l’alibi delle
così tante defezioni dovute ad infortuni, ma credo che ogni squadra, nel corso
di una stagione, debba mettere in preventivo una tale condizione. L’importanza
di avere una rosa intercambiabile è la caratteristica principale di una grande
squadra, con giocatori succedanei l’uno all’altro, quello che nell’Inter
purtroppo non avviene. Ad inizio stagione c’era un’ampia scelta tra quei giocatori
che potevano dare la svolta ad una squadra ambiziosa, ma i malanni fisici hanno
impedito l’evoluzione di tale premessa. Però è anche vero che si poteva optare
nella scelta di rincalzi più idonei, che in un mercato di riparazione poteva
essere opportuno, invece si è acquistato, tra gli altri, un certo Eriksen che è
divenuto con il tempo un oggetto misterioso. Possibile che questo giocatore sia
divenuto in pochissimo tempo non idoneo allo scacchiere di Conte, mi viene il
dubbio allora perché lo si è acquistato? Rimango ancora una volta basito in
considerazioni tattiche che non hanno avuto un’evoluzione in cui le premesse di
inizio campionato erano rosee. Parlare della gara di ieri mi sembra superfluo
se si considera che ora ci si mette del suo anche il buon Samir con papere con
gli si riconoscono. Come al solito abbiamo regalato un tempo agli avversari che
fortunatamente non ne hanno approfittato. Siamo più che mai prevedibili, con un
gioco scolastico fatti di tanto possesso palla sterile, però poi quando scatta
quella molla e si ricordano di saper giocare a calcio, ecco che tutto ad un
tratto iniziano con azioni corali belle, come in occasione delle reti del
sorpasso, che ti fanno pensare: ma allora perché tutto ciò non è una costante e
non solo esempi sporadici di gioco? Questa è una di quelle domande che nessuno
al momento può rispondere anche perché non si riesce a capire cos’hanno nella
testa i giocatori quando entrano in campo. Mancanza di stimoli? Non credo anche
perché tutto non è ancora deciso e poi c’è un’Europa League da onorare, e perché
no, cercare di portare a casa. Il fatto che Conte ha detto che tutti si è in
discussione e che a fine anno si trarranno le conclusioni, è una considerazione
a cui tutti si devono attenere. Certo questo è fuor di dubbio, ma dei seri
professionisti devono avere la forza e la coerenza di fare sino in fondo il
proprio lavoro, onorando coloro che gli pagano gli stipendi e per prima cosa la
maglia che indossano! …Amala!!!!